Italia, Gattuso: "Mancini, Politano e Calafiori a disposizione, non hanno nulla"
In vista della sfida contro l'Irlanda del Nord il ct ha parlato in conferenza stampa: "I ragazzi stanno bene, ma domani bisogna saper soffrire"
(GETTY IMAGES)
Alla vigilia della sfida playoff contro l'Irlanda del Nord, nel percorso di qualificazione ai prossimi Mondiali, il ct dell'Italia Gennaro Gattuso ha presentato in conferenza stampa la sfida in programma domani sera a Bergamo: "Penso che domani ci sia bisogno di esperienza, ma domani bisogna saper soffrire. Hanno una fame incredibile nel colpire la palla, giocano sulle seconde palle e ci sanno andare a nozze. I ragazzi stanno bene, non deve mandare il fatto di annusare il pericolo e dobbiamo farci trovare pronti. Dormire? Devo ringraziare il nostro dottore, perché qualche pillolina scappa (ride, ndr)".
"Mancini, Politano, Calafiori sono a disposizione, non hanno nulla. Ieri Bastoni ha fatto il 35% con la squadra, stasera lo proviamo ancora mentre è un po' più indietro Scamacca. Gli unici due da valutare sono lui e Bastoni - ha aggiunto -. Il rigorista è Retegui, gli ultimi li ha tirati lui. Ieri li abbiamo provati, abbiamo calciato tre rigori a testa tutti quanti. Sappiamo che è un'eventualità e c'è la possibilità, li abbiamo provati".
Gattuso, poi, è intervenuto anche ai microfoni di Sky Sport: "Sono stati tre giorni belli. Grandissima atmosfera, domani abbiamo una partita importante e sappiamo tutti cosa ci giochiamo. È giusto arrivare carichi e sentire un po' di responsabilità e di tensione. Si gioca con testa o gambe? Tutte e due. Loro fanno pochissime cose, ma credono moltissimo in tutto quello che fanno. Quando vanno in verticale, sulla seconda palla, in tutte le parti del campo la buttano dentro, vanno in the box. Bisogna essere bravi, forti mentalmente, saper soffrire, stare là e quando abbiamo la palla riuscire a giocare in velocità, riuscire a portare i giocatori negli ultimi 16-20 metri e metterli in difficoltà. Mi gioco tanto. Sono ancora giovane e ho un Paese sulle spalle. Non vi nego che in questi 7 mesi tutti i giorni sentire 'Mister portaci al Mondiale'... la pressione c'è. Però sono abituato da tantissimi anni, è da una vita ormai che faccio questo mestiere. È sicuramente la partita più importante della carriera".
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