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Italia, Gattuso: "Solo un affaticamento muscolare per Mancini"

Direttamente dal ritiro della Nazionale a Coverciano il Ct ha parlato in conferenza stampa rassicurando sulle condizioni del centrale giallorosso

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
23 Marzo 2026 - 14:40

Gennaro Gattuso ha parlato in conferenza stampa direttamente da Coverciano, in vista della semifinale playoff contro l'Irlanda del Nord, in programma giovedì alle 20,45 alla New Balance Arena di Bergamo. Tra i vari temi trattati, anche le condizioni di Gianluca Mancini. Di seguito le parole del Ct della Nazionale

Sperava di arrivare meglio a questo momento?

"No, io penso solo a giocare la partita. Non voglio alibi, dobbiamo concentrarci su giovedì. Alla 30^ giornata è normale avere infortuni, tutte le squadre li hanno. Con lo staff abbiamo lavorato bene durante questo periodo, testa alla partita senza pensare a cosa si sarebbe potuto fare di più o meglio in questi mesi".

Ha organizzato molte cene e incontri con i calciatori in questo periodo, come sono andate? Di Bastoni cosa pensa?

"Gli vanno fatti solo i complimenti per la professionalità. Da ieri mattina è a Coverciano e sta lavorando per essere a disposizione per la partita di giovedì. Alle cene non mi sono presentato con pennarelli e lavagnette, la mia volontà è quella di creare un gruppo e ci sto riuscendo, tutti mi stanno dimostrando grande attaccamento. Per me questa era la soluzione migliore, a costo di rinunciare a giocatori che stanno facendo bene e si sarebbero meritati il posto come Zaniolo, Bernardeschi e Fagioli".

Cosa serve per arrivare pronti?

"Bisogna dare leggerezza. Faccio l'esempio della partita con la Norvegia a San Siro: un bel primo tempo e alla prima difficoltà ci siamo sciolti. Bisogna evitare che questo accada e in questi mesi ho lavorato su questo tasto. Gli episodi in partita possono capitare, bisogna saper andare oltre e dimenticare il passato".

Avete superato difficoltà con i club che magari preferivano tenersi i giocatori per farli recuperare meglio dai loro problemi?

"Questa cosa l'abbiamo sfangata. Vedo tantissimo attaccamento da parte dei giocatori, non sono frasi fatte e lo penso veramente. Il loro primo pensiero era quello di essere a disposizione per la Nazionale".

Metterai subito i migliori alla prima partita o proverai a gestire chi ha eventuali problemi fisici?

"Non possiamo rischiare di mettere giocatori che non stanno bene e poi siamo costretti a sostituirli dopo 5 minuti. Abbiamo un ottimo staff che saprà gestire tutti gli uomini. Tonali oggi farà un lavoro a basso carico e spero di averlo a disposizione già domani. Mancini ha solo un affaticamento muscolare, Calafiori ieri ha sentito un dolorino ma non dovrebbe essere nulla di che. Chiesa si è presentato ma aveva qualche problema e sia io che lui abbiamo deciso che era inutile che restasse".

Che avversario è l'Irlanda del Nord?

"Dobbiamo saper annusare il pericolo. I nostri avversari non avranno tantissima qualità, ma corrono molto, hanno un grande cuore e vanno facilmente in verticale. Sui calci piazzati fanno paura, la prima parola è attenzione".

Come mai hai scelto Raspadori, che ultimamente ha giocato poco, al posto di uno Zaniolo che è sembrato più incisivo?

"L'ho detto prima, ho deciso di puntare su un gruppo che finora mi ha dato buone risposte e con cui si è costruito un buon clima in questi mesi. Se poi andremo al Mondiale le porte restano aperte e si possono fare altre valutazioni".

Pensi che gli interisti possano risentire del momento negativo delle ultime settimane?

"Su Dimarco fino a 10 giorni fa sentivo grandi paragoni e tuttora continua ad avere ottimi numeri. Con Barella parlo tutti i giorni, sa che da lui ci si aspetta tanto perché ha dimostrato di essere un grande giocatore e perciò se ha un calo di rendimento viene bastonato. Da lui voglio ritmo, intensità, qualità che ha sempre dimostrato di avere".

Quale messaggio stai cercando di trasmettere alla squadra?

"Serenità. Non posso pensare di stordirli fino a giovedì con messaggi continui e 10 sedute video al giorno. Bisogna approcciarsi alla partita sapendo quello che bisogna fare. Inoltre i miei giocatori non sono degli scappati di casa. C'è gente che ha vinto trofei, scudetti, è arrivata in finale di Champions e ha vinto un Europeo".

Come mai avete scelto di giocare a Bergamo?

"La scelta è stata mia e ringrazio sia Gravina che Buffon per avermi assecondato. Abbiamo giocato lì al mio esordio in panchina e ci hanno applaudito all'intervallo anche se non stavamo facendo bene, l'ho apprezzato. Uno stadio da 25mila posti può diventare un catino, magari in altri ambienti come San Siro rischi di avere divisioni tra tifosi del Milan e dell'Inter e di sentire qualche rumore a causa di qualche passaggio sbagliato".

Tu invece come ti senti? Come la stai preparando?

"In questi mesi mi sono allenato anche io. Se predico serenità, devo essere coerente. Devo averla anche io e devo essere in grado di trasmetterla. Normale poi che ci sia pressione, solamente se sei senza sangue potresti non sentirla. Ne approfitto anche per ringraziare lo staff perché finora abbiamo visto centinaia di partite".

Come hai trovato Locatelli?

"Spalletti alla Juve sta facendo un grande lavoro e così anche Locatelli con lui. Manuel è cresciuto, sta giocando con grande qualità fisiche e tecniche. Il giocatore ha fiducia e si è ritrovato, un rigore sbagliato ci può stare e non lo condizionerà".

Come mai alcuni giocatori hanno scelto di restare e altri no?

"Le teste dei giocatori non sono tutte uguali. Quando capisco che qualcuno è titubante non posso forzare la mano. I rapporti umani per quanto mi riguarda vengono prima di tutto. Se un giocatore mi dice che non sta bene ed è convinto di ciò, è inutile insistere. Se poi sul campo ci lascia un ginocchio o rimedia uno strappo, come potrebbe poi guardarmi in faccia?"

 

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