Sir Claudio riparte dalla Nazionale: «Corono un sogno»
Malagò presenta Ranieri con Mancini: «Sono felice»
(IPA)
Giornata importante per la Nazionale e per la nuova Federazione guidata da un Giovanni Malagò «felice per la conclusione di questa vicenda nonostante le tante polemiche e le giornate infinite di questa estate». Roberto Mancini torna come ct dopo il “tradimento” arabo e Claudio Ranieri, nel ruolo di direttore tecnico e presidente del club Italia rientra nel calcio pochi mesi dopo l’allontanamento dalla Roma da parte dei Friedkin. Ma non cerca rivalsa Sir Claudio: «È il coronamento di una carriera. Sono molto orgoglioso, so che ci sarà da lavorare tantissimo in una situazione difficile. Ma non mi sono mai tirato indietro. Mi preme far innamorare gli italiani nuovamente della Nazionale e permettere ai bambini come mio nipote di vedere la Nazionale ai Mondiali».
«Ogni volta che ho deciso con il cuore ed è andata male non mi sono pentito - ha aggiunto Ranieri sulla sua separazione dai colori giallorossi -. Avevo un contratto e per di più con la Roma che è la mia squadra del cuore. C’erano conflitti di interesse, a malincuore sono stato costretto a dire di no. Sarebbe stato il coronamento davvero di una carriera. Se posso portare qualcosa di quell’esperienza da dirigente in Nazionale? È stato un anno bellissimo, pieno di cose particolari che mi sono servite tantissimo. Lontane da me, ma anche per questo più formative»
Sul suo nuovo incarico e sulla ricetta per ripartire Ranieri è in fase di studio: «Voglio capire tutto, come funziona tutto il sistema - ha aggiunto Ranieri -. Non possiamo permetterci che i bambini siano disinteressati dal calcio e attratti dai videogiochi. E poi fare sport per loro deve costare meno, bisogna lavorare sui prezzi. Dobbiamo formare i ragazzi. Noi siamo bravi tatticamente, dobbiamo lavorare sulla tecnica individuale».
Il dibattito cresce sul tema degli stranieri, Ranieri cerca il dialogo: «Una volta ne erano consentiti due o tre per squadra, ora le cose sono cambiate. Non posso essere io a decidere per i club, ma bisogna dare al selezionatore l’opportunità di scegliere. A qualsiasi livello gli allenatori devono vincere, non posso obbligarli a far giocare qualcuno. Mi auguro che tutte le componenti possano permettere alle loro squadre di far giocare più italiani. Se servirà chiederò aiuto anche alla politica o a chiunque possa dare una mano al calcio».
Mancini, tradimento e perdono
«Quando perdi la donna della tua vita, sicuramente hai sbagliato qualcosa anche tu. Spero di ripagare la fiducia che Malagò mi ha dato con questa opportunità. Magari con delle vittorie e spero che quei tifosi italiani che adesso stanno contro mi perdonino». Idee chiare e ambizione: «La Nazionale non è messa così male come si pensa, in attacco abbiamo buoni giocatori. I giovani? Io porto l’esempio di Zaniolo. Lo convocai quando non aveva nemmeno esordito in Serie B e al primo raduno faticò molto. Dopo due mesi era un altro giocatore. Questo è l’obiettivo, individuare i giocatori migliori e farli crescere».
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