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FOTO - Nazionale, Ranieri si presenta: "Rivalsa dopo la Roma? No, coronamento di una carriera"

Parla anche Mancini: "La maglia della Nazionale è sempre stata importante, è un po' come quando da innamorato perdi la donna della tua vita. Significa che hai sbagliato qualcosa, non importa quanto di positivo tu abbia fatto"

(Il Romanista)

PUBBLICATO DA La Redazione
29 Luglio 2026 - 18:34

In occasione della conferenza stampa di presentazione di Roberto Mancini (come nuovo commissario tecnico) e Claudio Ranieri (come nuovo direttore tecnico), l'allenatore e l'ex Senior Advisor della Roma hanno trattato diversi argomenti. Di seguito le dichiarazioni. 

Le parole di Ranieri

Rivalsa per come è finita con la Roma?

"No, soltanto il coronamento di una carriera. Quando mi ha chiamato Malagò, non credevo potesse accadere. Sono molto orgoglioso, so che ci sarà da lavorare tantissimo in una situazione difficile. Ma non mi sono mai tirato indietro. Mi preme far rinnamorare gli italiani della Nazionale, e permettere ai bambini come mio nipote di vedere la Nazionale ai Mondiali".

Da cosa si deve partire?

"Difficile quale è l'asse temporale. C'è da lavorare. Da una parte Mancini dovrà risolvere la situazione campo, io dovrò risolvere la situazione che non si vede. I primi di giugno, un addetto ai lavori a Cagliari, mi ha detto che i bambini per andare a scuola calcio spendono troppi soldi. Questo non può essere. Voglio capire tutto, come funziona tutto il sistema. Non possiamo permetterci che i bambini siano disinteressati dal calcio. Un mesetto fa, sono stato alla presentazione di un libro di un vostro collega e mi hanno chiesto cosa pensassi. Ho risposto che le nazionali giovanili stanno lavorando bene, è l'ultimo salto che è difficile. Bisogna capire cosa fare per permettere al selezionatore di selezionare, effettivamente, giocatori. A livello giovanile siamo bravissimi perché siamo bravi tatticamente, nella tattica di squadra. Dobbiamo tornare a sviluppare la tattica e la tecnica individuale, saper dribblare, saper stoppare la palla, l'uno contro uno. Tante cose che i nostri giovani allenatori non cercano più, perché vogliono vincere".

Si è pentito del no alla Nazionale alla luce di quanto successo?

"Ogni volta che ho deciso con il cuore ed è andata male non mi sono pentito. Avevo un contratto e per di più con la Roma che è la mia squadra del cuore. C’erano conflitti di interesse, a malincuore sono stato costretto a dire di no. Sarebbe stato il coronamento davvero di una carriera".

C’è qualcosa che può portare dall’ultimo anno alla Roma?

"Un anno bellissimo, pieno di cose particolari che mi sono servite tantissimo. Lontane da me ma anche per questo più formative".

Le parole di Mancini

"Credo che allora, forse, ci fu mancanza di comunicazione tra me e Gravina. Se ci fossimo parlati a quattr'occhi sarebbe cambiato tutto, ma è andato così e sono dispiaciuto. La maglia della Nazionale è sempre stata importante, è un po' come quando da innamorato perdi la donna della tua vita. Significa che hai sbagliato qualcosa, non importa quanto di positivo tu abbia fatto. Ora però cercherò di fare il masimo e di riportare la Nazionale dove merita".

(in aggiornamento)

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