AUDIO - Graziano Cesari: "Il caso Rocchi mi preoccupa. Oggi nel mondo arbitrale c'è invidia"
Le parole dell'ex arbitro a Radio Romanista: "Arbitrare non è più una missione, regnano rancore e inimicizia. Dino Tommasi? Una persona convincente"
(GETTY IMAGES)
A Radio Romanista è intervenuto Graziano Cesari. L'ex arbitro e oggi commentatore arbitrale si è espresso sugli arbitraggi della Serie A 2025-26 e sull'inchiesta che ha coinvolto Gianluca Rocchi per concorso in frode sportiva. Ecco le sue dichiarazioni.
Immaginiamo che nel tuo animo ci sia sempre un po' di amarezza quando c'è qualcosa che magari, restando nel campo dei se e dei ma, non funziona...
"La delusione è tanta, tantissima. Non so se dire delusione, perché non fa parte dei miei sentimenti. Rimaniamo nel campo dei 'se' e dei 'ma', ma se succede qualcosa che in qualche modo può rivelarsi brutto, beh... dispiace. Sono stato arbitro per 28 anni, che non sono pochi. In quella comunità c'era una missione, quella dell'arbitraggio: non prendevamo soldi, pagavamo a volte per andare ad arbitrare... Ora non è più una missione. Ora è un bancomat in cui andare a prendere soldi; e se non si riesce a fare questo, si alza la voce e si denuncia".
Attendiamo sviluppi, ma dal racconto che tutti stanno facendo ne esce un mondo arbitrale frammentato.
"Esatto. Dico che è un mondo velenoso, dove ci sono invidia, rancore, inimicizia. È la verità. Lì non ci sono amici, è evidente; che sia frammentato è normale, perché la competizione per arbitrare grandi gare porta frammentazione. Qui c'è un altro problema. Sono rimasto allibito quando è stata allegata una deposizione in cui si dice: 'Se ti avessero passato da assistente a Var, avresti denunciato?'. E la risposta è: 'No'. Quella cosa mi ha debilitato, afflosciato".
Quanto ti preoccupa la vicenda? Quanto pensi che possa attenuarsi?
"Preoccupa tantissimo. Si dice in giro: 'Ne abbiamo già sentiti tanti di arbitri, dal 2004'. La vicenda sembra antecedente. Tutti abbiamo visto quel video che sta girando in cui si bussa al vetro; se fossi stato un osservatore arbitrale e avessi visto un arbitro sbagliare, sarebbe stato istintivo evidenziare l'errore. Che quella cosa non si può fare. Anche per aiutare un collega".
Non è il caso isolato, ma c'è una gestualità in codice, sostanzialmente.
"Quello non va bene. Maliziosamente, in modo premeditato si cerca di aggirare qualcosa".
Un parere su Dino Tommasi?
"Quando lo conoscevo, lo apprezzavo, perché è riservato, non si mette mai in evidenza. Non pensavo che potesse arrivare a questi alti livelli. Ha fatto due apparizioni a Open Var e l'ho trovato il più convincente di tutti".
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