La Champions League è considerata da sempre come la competizione più prestigiosa al mondo. Non a caso a questa competizione partecipano le migliori squadre d'Europa e questo la rende particolarmente difficile ed insidiosa. Nel corso delle edizioni non sono mancate le sorprese. Pensiamo ad esempio al sorprendente Porto allenato da Josè Mourinho, capace di vincere la Champions al cospetto di squadre ben più attrezzate. Oppure all'indimenticabile, purtroppo per i tifosi rossoneri, finale di Istanbul con il Liverpool capace di recuperare lo svantaggio di tre gol e di vincere poi ai calci di rigore.

L'edizione 2020/2021 sta dimostrando di essere particolarmente complicata per diversi fattori. Innanzitutto a causa del calendario intasato è diventato impossibile presentarsi sempre nelle migliori condizioni fisiche alle partite. Allo stesso tempo con il fattore campo praticamente azzerato è possibile davvero, come sostengono gli esperti di scommesse online, che una sorpresa possa arrivare davvero al termine della competizione.

È l'anno dell'Atletico Madrid?
Forse non è tra le sorprese in assoluto, ma di sicuro l'Atletico Madrid non figura tra le principali indiziate alla conquista della Champions League. Eppure la squadra del Cholo Simeone sembra poter puntare al grande obiettivo. Prima, però, dovrà battere il Chelsea di Lampard nella doppia sfida degli ottavi di finale di Champions League.  La squadra dell'ex centrocampista di Inter e Lazio guida la Liga Spagnola con quattro punti di vantaggio sul Real Madrid e due gare in meno. Potenzialmente i punti di vantaggio potrebbero essere dieci.

Negli ultimi nove anni il Cholo ha trasformato il club colchonero in una outsider permanente, cioè in una squadra teoricamente sfavorita che però è in grado di vincere più o meno sempre, o comunque di competere contro i migliori club del pianeta. E lo ha fatto talmente bene da essere riuscito a portarlo a una dimensione superiore. Un salto di livello che ha reso l'Atlético una squadra più forte e più prestigiosa e di quanto non fosse prima di Simeone, ma forse anche più grande del metodo che ha reso possibile tutto questo. In questi nove anni, il Cholo ha ritoccato il sistema adattandolo al contesto, dando versioni differenti della sua idea di calcio, tutte ricondotte alla riduttiva etichetta mediatica di "cholismo", tutto per mantenere – a volte meglio, a volte peggio – lo status di squadra continua in Spagna e ostica in Europa.

In questa prima parte di stagione l'eclettico allenatore ha trovato la miglior sintesi possibile tra il suo modo di concepire il calcio e la qualità tecnica complessiva, anno dopo anno maggiore, che gli offre la rosa. Una base che, potenzialmente, in senso più lato, potrebbe essere anche la sintesi tra la dimensione di underdog destinato a scavare il proprio sentiero come un fiume carsico, schiacciato tra i giganti di Spagna e d'Europa, e quella di squadra più vicina all'elite che al suo passato, due anime coesistenti nell'Atletico Madrid. Per ora, è semplicemente un atto di pragmatismo e flessibilità di Simeone, volto a ottenere il massimo dai suoi giocatori in questo momento così particolare, in cui c'è da sfruttare al meglio un Real Madrid e un Barcellona che sembrano vulnerabili come non mai.

Il sogno di Pep
Se c'è una squadra che punta a vincere la Champions League, è il Manchester City di Pep Guardiola. La squadra inglese è stata costruita per vincere in Premier League ed in Europa, ma al momento manca l'affermazione continentale. Quest'anno i Citizens ripartiranno dalle loro stelle: Ederson, Laporte, Walker, Rodri, De Bruyne, Sterling e Aguero. Un giocatore che negli ultimi mesi si è ritagliato sempre più spazio scalando così le gerarchie è il giovane Phil Foden, il futuro del Manchester City passa anche per i piedi di questo ragazzo che ha dimostrato in più occasioni di essere già pronto a giocare con i "grandi".

Con questa rosa ed il  4-3-3 il Manchester City sfrutta al massimo le potenzialità del modulo sia in ampiezza che in profondità. Le squadre avversarie, consapevoli della forza degli avversari, spesso si occupano di marcare le principali fonti di gioco a centrocampo come ad esempio Gundogan, Silva e De Bruyne.

Per questo, Guardiola invita i suoi difensori ad avanzare in conduzione prima di ricercare il gioco sulle fasce o per le punte. Inoltre il movimento delle due mezzali, interpretato in questo caso da Silva e de Bruyne, che si posizionano sulla linea degli attaccanti, serve ad allungare e tenere impegnata la difesa avversaria.

Di conseguenza Aguero può ricevere la palla tra le linee e, se non pressato dai centrocampisti avversari, è libero di dialogare con i compagni. La posizione dell'ala dalla parte opposta è di fondamentale importanza per l'ampiezza del fronte d'attacco.