Alla vigilia della finale di Coppa Italia contro il Milan, la coach della Roma Femminile, Elisabetta Bavagnoli, ha parlato in conferenza stampa.

Come si prepara la squadra in vista di questa finale?
"Con la consapevolezza che fino a qui ci siamo arrivate. La si prepara con tanta umiltà, passione, rispetto, ma anche tanta fame". 

Cos'è scattato nella squadra da gennaio in poi?
"La partita di Supercoppa ci ha permesso di raggiungere una maturità, è stata una gara che, anche se non abbiamo vinto, abbiamo dimostrato di poter competere e giocare contro una squadra fortissima come la Juventus. Quella è stata la gara della svolta". 

Cosa vorrebbe dire portare un trofeo a Roma?
"Si dovrebbero spendere tantissime parole: gioia, onore, una grandissima soddisfazione. Oggi anche la nostra squadra Primavera si sta giocando la finale per lo Scudetto, dobbiamo fare una considerazione sul lavoro che abbiamo portato avanti in questi mesi, un lavoro buono. Vorrebbe dire tantissimo. Portare un trofeo a Roma vorrebbe dire un qualcosa di unico per tutti noi e per i nostri tifosi". 

Quali corde toccherà?
"La preparazione di una gara si porta avanti attraverso il duro lavoro fisico, con la cura degli aspetti tecnico e tattici. Le corde più importanti, quelle fondamentali, sono quelle che sono dentro di ognuno di noi: la passione, il cuore, la determinazione, il coraggio. Questi valori appartengono a tutte le mie calciatrici e con il mio staff non ho fatto altro che tentare di farli emergere". 

Vi sentite favorite?
"Non abbiamo mai battuto il Milan. In una finale si devono avere grandi pensieri per affrontare la partita secca, ma farei un grosso sbaglio se mi dovessi sentire favorita. C'è un grande rispetto dell'avversario, ma allo stesso tempo c'è la consapevolezza di poter fare bene".

Il trofeo sarebbe il coronamento del suo percorso?
"Se porteremo a casa questo trofeo lo vedrei come il coronamento di un percorso di tutta la società, dello staff, della squadra, di tutti quelli che lavorano con noi e per noi".

Milan l'unica big mai battuta, cosa servirà per vincere?
"Dobbiamo comunque dire che il Milan è una squadra molto forte, che ha meritato nel corso di tutta la stagione il secondo posto. Fino ad ora non abbiamo mai battuto il Milan, è vero che il divario in classifica è ampio, ma è altrettanto vero che sotto l'aspetto delle prestazione abbiamo comunque accorciato quel gap che ci ha sempre visto sfavorite nei loro confronti. Serve mentalità, coraggio e quella fame di cui parlavo prima".

Quanto conta l'esperienza delle calciatrici?
"Sicuramente è fondamentale e nel nostro gruppo ci sono atlete che hanno un'esperienza importante da mettere a disposizione anche delle più giovani. Quando si giocano partite del genere serve un mix di elementi: oltre all'esperienza, non rinuncerei mai all'impulsività e l'imprevedibilità delle più giovani".