La Roma Femminile è tornata a lavoro cinque giorni fa, ma Andressa è ancora in Brasile. La situazione era del tutto sotto controllo, almeno fino a che il Governo non ha bloccato i voli in entrata dal Brasile. La società aveva concesso alla numero 7 di rimanere fino al 12 luglio nel suo Paese, in modo da poter sposare la compagna. Il fatidico "sì" è arrivatoe, ma quasi in contemporanea con il primo giorno di allenamenti della squadra, il Ministero della Salute ha disposto lo stop ai voli in entrata da 13 nazioni a rischio coronavirus, tra cui proprio il Brasile. In un'intervista rilasciata a Globoesporte la prima verdeoro della storia della Roma Femminile ha commentato la vicenda, toccando poi diversi temi caldi, quali l'inizio della nuova stagione e il professionismo in Italia. Ecco le sue parole.

"Sarei dovuta tornare sabato, ma venerdì la Roma ha chiamato il mio agente per informarlo di un decreto che non consentiva l'ingresso di cittadini dall'estero, soprattutto quelli che vengono dal Brasile. Sto aspettando che risolvano questa situazione. Ci sarà un'altra riunione con il mio agente per vedere cosa succederà. Bisogna vedere se dovrò andare in un altro paese europeo e restare in quarantena lì prima di rientrare in Italia o se posso entrare direttamente. Le ragazze sono tornate ad allenarsi già da una settimana. Il club voleva che tornassi anche io quanto prima per mettermi in quarantena e poi iniziare ad allenarmi. Però questo fatto di non poter entrare in Italia sta ritardando un po' tutto. Il campionato inizia il 22 agosto, perciò prima riesco a tornare, meglio è. Ma stanno tentando di risolvere questa situazione burocratica del Governo".

Andressa ha poi confermato di non aver subìto nessun taglio dello stipendio
"In tutti i mesi che sono stata qui in Brasile, ho sempre ricevuto lo stipendio, nel giorno stabilito e corretto, integrale, senza alcun taglio. Si nota una differenza strutturale tra il Brasile e l'Europa. Ho visto stipendi di alcune ragazze tagliati del 30% o 40%. Stipendi che già non sono alti sono stati anche tagliati. Ci sono ragazze che non hanno riceuvto nemmeno i sussidi stanziati dalla CBF. Qui in Brasile non c'è ancora il professionismo che si vive in Europa. Nonostante non ci allenassimo, il club ha mantenuto le promesse durante tutto l'anno. Ha mantenuto la parola data. È risaputo che anche a livello maschile, la situazione europea è migliore rispetto a quella brasiliana, ma anche in Brasile ci sono condizioni buone".

Hai paura di tornare a giocare?
"Non ho nessuna paura. Dalle informazioni che mi arrivano da Roma, so che stanno prendendo tutte le misure necessarie. Questa settimana ci sono i test, ci sono protocolli precisi per l'allenamento, per non creare assembramenti. Ci sono misure igieniche prese con grande cura. Credo che siano preparati a questo ritorno in campo".

Come sarà il ritorno in campo?
"Sarà strano. Credo siano passati già più di tre mesi da quando abbiamo giocato l'ultima volta. Sarà difficile riprendere nuovamente il ritmo, vale per tutte, anche per gli altri club. All'inizio ci sarà bisogno di adattarsi nuovamente alla routine dei viaggi e delle partite. Ma è una cosa che manca a tutti e non vediamo l'ora di tornare".

Sulla situazione del calcio femminile in Italia
"Quando sono arrivata al Barcellona, ho iniziato bene. Non c'era ancora il professionismo che c'è ora. Negli ultimi anni è migliorato molto e lo stesso sta succedendo in Italia. Sono arrivata l'anno scorso e me ne sono accorta subito. Cominciano a valorizzare e a investire e a partire dal prossimo anno entreranno nel professionismo. Lo deciderà il Governo e ci sarà un cambiamento radicale. Abbiamo già visto l'investimento fatto lo scorso anno, con le partite trasmesse in TV. È un investimento grande che ti fa capire quanto il Paese voglia investire nel calcio femminile".

Sul matrimonio durante la pandemia con la ex giocatrice Franzinha.
"Era previsto che ci sposassimo ora a luglio, durante le mie vacanze. Avrei avuto un po' di tempo. Poi è scoppiata la pandemia, non siamo riusciti a stabilire una data perché in Italia non si sapeva se il campionato sarebbe tornato o annullato. Quando ho saputo con certezza della fine del campionato, abbiamo fissato la data".