L'Europa che conta
La Roma Femminile comincia alle 18.45 in casa delle belghe del Leuven la sua Fase Campionato. Subito necessario fare punti prima di sfide più proibitive
(GETTY IMAGES)
Archiviare una delusione puntando più in alto. È quello che si chiede alle grandi squadre, è quello che la Roma chiede a sé stessa questo pomeriggio. C’è da mettere da parte il ko in finale di Women’s Cup contro la Juventus e da mettere in cascina i primi punti nella Fase Campionato di Champions League. Oggi alle 18.45 allo stadio “Den Dreef” di Leuven, in Belgio, le giallorosse debuttano nella competizione europea in una sfida di quelle in cui servono i punti per credere alla qualificazione almeno ai play-off. Quella qualificazione che lo scorso anno è sfuggita proprio a causa di un deludente pareggio nello stesso stadio contro la stessa avversaria e che oggi può e deve assumere tutto un altro significato.
Entrambe le squadre rispetto alla passata stagione hanno cambiato molto, sia dal punto di vista dell’organico, sia a livello di guida tecnica e persino come filosofia di gioco e la Roma di Piovani dovrà fare attenzione alle pressioni alte richieste alle sue dall’iraniana Habibzadeh, che ha guidato la squadra alla fase campionato dopo aver superato i turni preliminari che le giallorosse hanno saltato di diritto. Chiaramente però, rispetto ad altre avversarie ben più proibitive (su tutte Barcellona e Chelsea), le belghe sono alla portata delle campionesse d’Italia, sebbene vada registrata qualche assenza per la prima trasferta europea. Non sono state convocate Lukasova (ancora alle prese con il taglio subito in Roma-Fiorentina) e Pilgrim (problema muscolare accusato nel riscaldamento pre-Juve), mentre sarà con il gruppo Piemonte ma verrà impiegata solo in caso di estrema necessità perché ha una costola incrinata (Piovani ne ha comunque elogiato la grande disponibilità). Tornerà invece Baldi tra i pali di quel 4-3-1-2 molto mobile che si è andato pian piano plasmando nelle sfide di Women’s Cup.
Nella linea difensiva c’è da capire se Oladipo sarà titolare al fianco di Antoine e di conseguenza come verrà impiegata Ottey, con Bergamaschi, Thogersen e Oliviero a giocarsi uno dei due posti da terzina. Nel reparto mediano la Roma ha uno dei suoi punti di forza: Rieke agisce davanti alla difesa, Greggi e Doms sono le mezzali che però interpretano la sfida in base alla necessità con l’ex Sassuolo che arriva persino ad agire da esterna bassa quando si imposta a tre da dietro. Davanti più qualità con Giugliano e van Dooren (in gran forma e spesso in rete), e Corelli pronta a sostituire l’assente Piemonte. In Champions serve un ritmo e una fisicità che a questa squadra non sono ancora state richieste e a rendere più complesso il tutto ci sono le tossine dei 120’ più rigori giocati soltanto sabato contro la Juventus. Non è una missione impossibile, ma se dovesse arrivare il risultato significherebbe un bel salto in avanti sul piano della crescita e della consapevolezza. La gara sarà trasmessa da Disney+.
«Nei loro occhi»
«Chiaramente c’è stanchezza, ma ho da subito visto negli occhi delle ragazze la voglia giusta di riscattarsi subito». Così ieri in conferenza stampa il tecnico romanista ha presentato il momento delle sue: «Abbiamo avuto poco tempo per prepararla, ma non c’è da abbattersi. Io mi sono confrontato anche con le ragazze, perché è giusto che sia così, ma in special modo con i miei match analyst e i miei collaboratori, che l’anno scorso hanno già affrontato questa partita. Fare punti da subito sarebbe logicamente molto importante anche per dare subito un segnale forte. Sarà molto dura ma ci proveremo».
In conferenza con l’allenatore c’era anche la centrocampista Rieke, definita dallo stesso tecnico «davvero importante» nel mantenere l’equilibrio della sua squadra in entrambe le fasi. «Lo scorso anno stavo male, non ho potuto giocare questa sfida - ha detto la tedesca - ora sappiamo che sarà una gara difficile, molto fisica e questo ci aiuta a essere pronte. Non abbiamo scuse, indipendentemente da chi affrontiamo, sappiamo che ogni sfida in questa competizione è speciale». Giunta al secondo anno in giallorosso, Rieke oltre a vincere due titoli si è ambientata al meglio e quando c’è sa fare la differenza: «Cerco semplicemente di fare quello che mi chiede il mister e di aiutare la squadra. Alla mia prima stagione non sapevo cosa aspettarmi, ho fatto molta esperienza e imparato tanto. Ora so di essere nel posto giusto, mi sento a casa e penso di poter dare tanto alle compagne e al club. Subito dopo il fischio finale - ha chiuso parlando del post sconfitta in finale contro la Juventus - nessuna ha detto nulla, perché eravamo tristi e deluse. Il giorno dopo, più tardi in hotel, abbiamo visto anche le cose positive: possiamo essere orgogliose di quello che abbiamo fatto. Non c’era tempo di essere tristi, ci siamo concentrate subito sulla Champions. Quest’anno vogliamo raggiungere i play-off». E così sia.
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