Rosalia Pipitone, portiere della Roma Femminile, ha parlato a Roma TV in un'intervista rilasciata al programma "Women's Weekly". Queste le sue parole:

"La passione per il calcio è innata. Ho la fotografia di quando avevo due anni, con un pallone da calcio in mano, ed ero la bambina più felice al mondo. Quello è il mio primo ricordo legato al calcio e da quel momento in poi ho continuato tutta la vita a sognare calcio".

"In porta ci sono finita per sbaglio: da piccola giocavo da attaccante, durante una partita si fece male il portiere e il mister non aveva ricambi quindi prese quella più alta in campo, la sottoscritta, e la mise in porta. Negli ultimi minuti della partita feci una parata plastica sotto l'incrocio e da lì venne deciso che dovessi giocare in quel ruolo. Ora è da venti anni che gioco in porta".

"Quando ho iniziato ero un portiere molto istintivo ma negli anni, grazie ai mister che ho avuto, ho imparato a utilizzare anche la testa. L'ultimo mister, quello attuale (Mauro Patrizi, ndr), mi ha sempre detto che la parata si fa pensando; grazie a lui ho cercato di equilibrare istinto e intelligenza".

"Quando ho saputo che la Roma stava allestendo la squadra ero entusiasta, quasi non ci credevo. Non credevo potesse accadere una cosa del genere. Ho 33 anni e ho sempre sognato di vedere una squadra femminile affiliata a quella maschile, quindi quando ho saputo che la AS Roma poteva acquisire il titolo della Res Roma ero felicissima".

"Non me lo aspettavo, ma siamo un bel gruppo. Nonostante il fatto che ci conosciamo da pochi mesi e nonostante la differenza d'età ci siamo amalgamate bene e andiamo molto d'accordo".

"Abbiamo desiderato tanto la prima vittoria e finalmente è arrivata contro la Florentia. Abbiamo lavorato sui nosti errori e ci siamo unite ancora di più. È stata soprattutto importante anche la vicinanza della società e di tutto lo staff che ci ha aiutato a superare il momento brutto".

"Roma-Juve è la partita che sento di più. Il rigore parato mi ha dato tanta forza, peccato per il risultato finale. Scherzo sempre con le mie compagne della Juventus in Nazionale, dico loro che magari un giorno riuscirò a batterle in campionato".

"Il primo passo è stato fatto, molte ragazze ora hanno la possibilità di fare solo questo in strutture ottime. La visibilità è ottima, mi auguro che questo possa essere il primo passo".

"Quest'anno il campionato è molto competitivo, non era mai successo che lo fosse così tanto. Ogni partita ha una storia a sé, non c'è nulla di scontato".