Il terreno principale scelto per lo scontro elettorale in vista delle "regionali" è ormai chiaro: la sanità. Sia la Lombardo che gli altricandidati di opposizione, Pirozzi e Parisi su tutti, si sono concentrati sull'argomento. E Nicola Zingaretti gioca d'attacco sulla materia dove la sua Regione più ha fatto: «La cosa più importante - ha sostenuto il presidente della Regione - è dire la verità ai cittadini: la sanità del Lazio era una catastrofe per colpa del blocco della assunzioni, per il blocco degli investimenti, per il blocco delle procedure di pianificazione del sistema. Adesso siamo in una fase di ricostruzione che ha significato passare da 60 a 3.500 assunti all'anno e oggi con il nuovo decreto continuiamo con questapolitica di assunzioni». E, nel corso della conferenza stampa dove si è capito tra l'altro che i fondi necessari sono accantonati dal 2017 e non si tratta di nuova uscita - Zingaretti ha illustrato il decreto commissariale con cui ha indetto i concorsi per i 60 nuovi primari a Roma e nelle province del Lazio.

Nel decreto si autorizzano le Asl regionali a indire i concorsi nazionali per nuovi direttori di Unità Operative Complesse ( 41 a Roma e 19 nelle altre province). «Le procedure di selezione, ricomprese nell'ambito dei budget assunzionali già previsti per l'anno in corso, dovranno concludersi entro il prossimo 31 dicembre. Nel caso di mancato rispetto di tale termine e in assenza di apposita e motivata relazione da parte dell'Azienda autorizzata, la Regione provvederà all'adozione dei necessari atti al fine di garantire la piena attuazione delle disposizioni».

La sfida sulla salute è dunque aperta e accettata. Per i Cinque stelle «Il Pd e Zingaretti in 5 anni hanno fallito proprio sulla salute e sulla possibilità per i cittadini di ottenere la realizzazione dei loro diritti». Per la Lombardi i soldi spesi dall'amministrazione regionale e le assunzioni fatte per ridare un minimo di decoro a un settore più che al collasso, sono criticabili, e sostiene che «Zingaretti in questi cinque anni ha voluto andare verso la privatizzazione della sanità».

La candidata di Di Maio e Raggi si è gettata sul tema anche ieri ed è andata a Ostia in visita all' Ospedale Giovan Battista Grassi che - ha sostenuto - è un Dea di primo livello, serve una fascia molto ampia di territorio e di popolazione, perché solo a Ostia sono circa 300 mila abitanti, ma prende tutta la fascia costiera e arriviamo su un'area di 500 mila abitanti. Però ha soli 300 posti letto». La Lombardi ha proseguito sostenendo che l'ospedale «soffre di quello che soffrono la maggior parte delle strutture ospedaliere, di questa Regione: di una carenza di personale considerevole.

L'Ospedale vanta alcuni punti di eccellenza che sono il laboratorio analisi e il percorso rosa, che è dedicato alle donne maltrattate, oltre all'ortopedia. Il laboratorio analisi, tra l'altro, è un centro di eccellenza, ma c'è un decreto del Commissario ad acta, quindi Zingaretti, che ne dispone la chiusura. Noi - ha concluso - ci prendiamo l'impegno di fermare questa chiusura». Più volte però Zingaretti ha dovuto spiegare in proposito che «Al Grassi si sono investiti per la prima volta dopo dieci anni 2,1 milioni, si stanno assumendo i primari e quindi la parola smantellare non fa parte di questa stagione. Casomai si parla di riorganizzare un settore molto delicato», con regole ferree.

Più caute le critiche di Sergio Pirozzi: «Le assunzioni per il miglioramento di un servizio sono sempre benvenute. Purtroppo, il presidente Zingaretti, come nei mesi scorsi, continua ad utilizzarle come uno strumento di campagna elettorale, stavolta a sole cinque settimane dal voto».