Ostenta un sorriso sicuro, quasi beffardo, il tecnico del Braga Carlos Carvalhal quando si presenta in conferenza nella pancia dell'Olimpico. Non ha nulla da perdere, ma promette battaglia: «Loro hanno il vantaggio del risultato d'andata, non c'è dubbio. Ma tutto può cambiare, anche negli ultimi minuti». Accanto a lui siede Rolando, vecchia conoscenza del calcio italiano con esperienze fra Napoli e Inter: «Ho avuto la fortuna di giocare due partite in questo stadio iconico, mi spiace per i compagni che non vedranno lo spettacolo che è capace di offrire il pubblico dell'Olimpico. Il calcio è per i tifosi. Noi dobbiamo pensare a fare del nostro meglio in campo. Spero di essere utile a prescindere dallo spazio che mi viene concesso». Ma il suo allenatore non si sbilancia sulla formazione, anche se nell'ultima di campionato contro il Tondela ha preservato diversi possibili titolari in Europa League, vincendo comunque 4-2. «La mia squadra ha superato molte difficoltà, merita i complimenti. Ma qui affronteremo un'altra grande squadra come la Roma, con un grande allenatore. All'andata è stata più pericolosa di noi, ha vinto meritando, ma i dettagli sono sempre decisivi. Non c'è dubbio che la nostra strada sia in salita, ma non dobbiamo guardare il risultato della settimana scorsa. Piuttosto dovremo cercare di restare in gara fino al 90', spesso gare simili si decidono negli ultimi minuti». Il tecnico del Braga sembra sapere cosa non ha funzionato in Portogallo. «Non siamo stati equilibrati, fatto atipico per noi, anche se dopo lo 0-1 ci siamo compattati fino all'espulsione. Questa volta dobbiamo essere più continui perché la Roma è sempre pericolosa». La citazione del rosso a Esgaio non è casuale. Ci torna subito Carvalhal, mostrando d'ispirarsi più a Mourinho che a Fonseca quanto a pressione verbale nei confronti degli arbitri: «Già all'andata c'era un rigore nettissimo per noi, ancora mi chiedo come non sia stato concesso. Chissà che questa volta non lo fischino, o non tocchi alla Roma restare in dieci...». In Portogallo sono convinti che al Braga servirebbe un miracolo, o quantomeno una Roma rilassata, già al sicuro. Il tecnico fissa le percentuali: «Entrambe giocheranno per vincere, loro hanno il vantaggio dei due gol dell'andata, ovvero il 70-80 per cento di possibilità di passare il turno. Ma anche se fosse il 99, noi avremmo il dovere di impegnarci al massimo». Non sarà facile, perché al di là delle schermaglie dialettiche sulla direzione di gara e della carica ai propri giocatori per cercare l'impresa, Carvalhal è consapevole dei mezzi della Roma. «Punti deboli ne vedo pochi, se ne ha sono piccoli. Ma le tante assenze in difesa, dalla sfida con noi in poi, possono farla soffrire. Per il resto è una squadra forte a campo aperto, sia con Borja negli spazi, sia con Dzeko, giocatore diverso ma grande anche fra le linee, oltre a Mkhitaryan e Pedro, fortissimi e imprevedibili. Anche a centrocampo è completa, ha nel dna un calcio propositivo, proprio come il nostro».