Conferenze Stampa

Gasperini: "Ringrazio Celik ma saremo più forti, anche senza"

Il tecnico è intervenuto in conferenza: "La società ha avuto tempi lenti ma è stato un mese particolare. Importante la presenza di Ryan Friedkin

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
18 Luglio 2026 - 12:18

Dopo quasi una settimana dall'inizio del raduno, Gian Piero Gasperini è intervenuto oggi dalla sala stampa di Trigoria, per la prima conferenza della stagione. Queste le sue dichiarazioni:

Il non rinnovo di Celik sembra rendere la dimensione dei tempi operativi nella Roma. Sembra che dalla nascita di un'idea alla realizzazione ci siano tempi tecnici compassati. Secondo lei è così?

"Sì, probabilmente è così. Ma a volte hai motore a scoppio, a volte diesel, ma diesel viaggia nella durata. Celik era a scadenza. In generale, dobbiamo essere più bravi perché i tempi di mercato sono più veloci. Adesso c'è Ryan Friedkin presente e come abbiamo visto a gennaio è un valore aggiunto che ci può aiutare. Anno particolare con Mondiali di mezzo, giugno è stato di paralisi, in più c'è stato l'avvicendamento di D'Amico. Ma mi sembra che adesso ci si comincia a muovere da parte di tutti. Celik lo posso ringraziare per tutto quello che ha fatto lo scorso anno, però calcisticamente son convinto che ci rinforzeremo e saremo anche forse meglio

Che stato d'animo ha? Ci ha abituato a sollecitare la società...

"Anche l'ambiente sollecita, tutti. Pausa lunga, ora ci siamo tutti. Forse quando il periodo di vacanza, anche prima del Mondiale, è stato molto più lento di altri anni. Però sono abituato a guardare sempre davanti, all'obiettivo, e il nostro è straordinario. Ci sono difficoltà e informazioni che a volte cambiano, io a volte ho informazioni e che cambiano a volte, così come il fair play finanziario. Pensavo la Champions fosse determinante, poi magari viene fuori che non è così. Ma bisogna adattarsi, perché l'obiettivo che vogliamo raggiungere è più alto di tutto. Vogliamo essere più forti. Quindi bisogna rifare strategie, resettarsi e sfruttare l'entusiasmo della piazza, le possibilità della proprietà che ha forse difetti ma anche tanti pregi, per fare una squadra forte".

Si punta allo Scudetto?

"Beh, ha sintetizzato molto eh (ride, ndr). Sarebbe bello stabilizzarsi nelle zone alte di classifica. Poi se riesci a stare alto, con bella solidità, arriva il momento che punti anche a quello. Ora vogliamo migliorarci e stabilizzarci, abbiamo meritato il terzo posto ma siamo andati anche oltre alle aspettative. Vogliamo diventare più forti".

Rinnovi? Si aspetta Pellegrini?

"Era tutto nelle previsioni. Era tutto stabilito già dal finale di campionato, gli accordi erano raggiunti e ora sono stati siglati. Pellegrini sicuramente me lo auguro, ma in questo momento il giocatore non potrebbe allenarsi. Deve recuperare dall'infortunio, i tempi per questo motivo sono un po' più lunghi. Mi auguro che possa al più presto intanto recuperare, poi raggiungere l'accordo"
 

La Roma da diverso tempo manca in alcune figure dirigenziali, come l'amministratore delegato o il direttore generale? Come si lavora in una società che undici mesi l'anno non è presente?

"Io mi occupo solo dell'area tecnica. L'area tecnica in questo momento è una bella area, compatta, con competenze e capacità. Siamo partiti da una settimana ma direi molto bene. Io ho un rapporto diretto con la società, non mi manca niente, ho un rapporto vero, di confronto, alle volte con pensieri o tempi diversi, ma bisogna rispettare le caratteristiche di ognuno. Come detto prima magari siamo un motore lento a partire, ma magari diventiamo un bel trattore. Credo che comunque siamo partiti, mi auguro o meglio, sono convinto che nelle prossime settimane questo diesel raggiungerà un'altra velocità".

Nelle ultime settimane della scorsa stagione aveva tratteggiato un mercato in cui la Roma avrebbe avuto bisogno di 3-4 acquisti mirati. Si aspetta ancora un'evoluzione del genere? Il mancato rinnovo di Celik rende necessario un ulteriore innesto?

"Sì, il mio programma è sempre stato quello. I famosi colpi di qualità nella rosa che ha finito, al netto delle partenze che finora sono cinque. Chiaramente se va via uno devi cambiarlo, altrimenti non completi. Celik è andato via, rimpiazzeremo il giocatore o rimarremo scoperti".

Prima ha ribadito che credeva che l'approdo in Champions fosse sufficiente per risanare il bilancio. In questa settimana con la proprietà presente avete capito se è necessaria la cessione di un big?

"Di questi temi c'è sempre stato un cambio nelle informazioni, probabilmente anche per la proprietà è stato così perché è un accordo particolare, i numeri cambiano di volta in volta e ti devi adattare. Probabilmente sarà così, è stato spostato dal 30 giugno in avanti per dare modo alle squadre, non solo alla Roma. La speranza è di definire una volta per tutte questa cosa, mi rendo conto che in pochi mesi non sia facile rimediare a un qualcosa che si è creato in anni. Il compito è difficile ma ce la metteremo tutta per risolvere questo problema e per rendere la società più libera negli investimenti. Sicuramente è un compito arduo per il ds, ma non impedisce di fare acquisti: questa è una bella notizia".

Quanto è importante la sua vicinanza con D'Amico? Come sono andati questi primi giorni insieme?

"Ci conosciamo, abbiamo fatto altre stagioni, per cui il rapporto è diretto e costante. La collaborazione continua nel rispetto del suo ruolo, è lui che porta avanti le trattative ma chiaramente se si è a conoscenza dei problemi dell'uno e dell'altro lavori con buon spirito".

L'anno scorso il reparto offensivo, gli esterni dietro Malen, hanno faticato. Quanti innesti si aspetta? Come ha ritrovato Soulé, per lei è centrale o si possono aprire spiragli di cessione?

"In questo momento ho Soulé e Dybala, mi aspetto due giocatori. Soulé al centro del mercato? Io li vedo tutti al centro del mercato in questo periodo... Penso che molte situazioni siano dovute ai procuratori e voi giustamente riportate anche le semplici chiacchierate. Però poi conta se ci sono offerte vere e trattative vere. Intanto il giocatore è disponibile come sempre, anche se si è presentato con qualche chiletto di troppo che sta buttando giù".

Quali saranno le gerarchie a centrocampo?

"Non ci sono gerarchie, ho quattro giocatori molto forti e affidabili, prevedo che avremo tante partite. Non è un reparto numeroso ma per scelta mia, per far giocare tutti con fiducia. In questo momento siamo a posto".

Secondo lei la Roma è in ritardo sul mercato o in linea con quanto immaginato?

"Al termine della passata stagione tutti speravamo di partire con più giocatori, anche se sapevamo che con il Mondiale sarebbero arrivati a singhiozzo. Mi sembra sia una situazione, tolti rarissimi casi, che riguarda tutti. Noi abbiamo perso diversi giocatori in prestito, siamo numericamente inferiori e vanno rimpiazzato, però mi sembra che le cose si stiano aprendo. Tutti vorremmo essere più avanti ma siamo in linea con l'andamento generale".

Un profilo come Summerville, o come poteva essere Greenwood, hanno costi in linea per la Roma o si sta volando un po' alto?

"Evidentemente no, ma per scelta, non perché la proprietà non se lo possa permettere. La scelta è stabilire un target di contratti, ci sono giocatori che hanno portato la squadra in Champions e vedersi superati da nuovi arrivi crea problemi. Oltretutto è utile per la società, il monte ingaggi è importante. Quando non si rispettano questi parametri, si cerca altrove".

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