Conferenze Stampa

Gasperini: "Il calo è dovuto anche all'emergenza continua. Sono riconoscente alla squadra"

Alla vigilia della sfida tra Roma e Pisa, il tecnico giallorosso parla in conferenza dalla sala stampa del Fulvio Bernardini. Tutti gli aggiornamenti sull'evento

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
09 Aprile 2026 - 13:44

Alla vigilia della sfida di campionato tra la Roma e il Pisa, in programma domani alle 20.45 allo Stadio Olimpico, Gian Piero Gasperini ha risposto alle domande dei cronisti al Centro Sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria. Ecco tutti gli aggiornamenti sull'evento.

Inizia a esserci una data per il ritorno di Dybala, Koné e Wesley? Ora mancherà anche Mancini: quanto vi hanno penalizzato questi infortuni?

"Penso che Mancini riesca a recuperare già la prossima settimana. Mi auguro anche Koné e Wesley, che hanno subito infortuni meno gravi. Dybala va già abbastanza bene, ma credo che recupererà entro una o due settimane. Gli infortuni sono stati penalizzanti da fine dicembre in poi; sono stati lunghissimi, non per il numero di infortuni. Ma ci stanno in una squadra che gioca così tanto, rientra nella normalità del calcio. Abbiamo però avuto infortuni lunghissimi da subito, con Ferguson, Bailey, Dovbyk, Dybala e Soulé, Angelino... Faccio fatica a ricordarli tutti. E' stata un'annata difficile sotto questo aspetto: non ci sono stati tanti problemi muscolari, anzi, ne abbiamo avuti pochi; ultimamente è successo con Koné, Hermoso. Poi abbiamo avuto acciacchi. Mancini ha dovuto giocare con la mascherina. C'è stato un calo dovuto anche, molto, a questa continua emergenza avuta prima in attacco, dove era arrivato Malen ma avevamo perso Ferguson, Dovbyk, Dybala, Soulé e Baldanzi, e poi in difesa. Ma questa squadra reagisce, anche nelle difficoltà, lo ha fatto anche a Milano e continueremo a farlo".

Come si affronta il momento?

"Ora pensiamo al futuro, non al presente. A Milano c'è stato un crollo di umore che non deve esserci, è l'unica cosa che non deve mai capitare. Questa squadra ha la coscienza a posto per come ha lavorato, per tutto il percorso. Ma reagisce. Sono ragazzi seri, attaccati e motivati, che cercano di fare il massimo. Domani sarà una partita dura, nonostante avremo davanti una squadra quasi retrocessa. Il Pisa è ostico. Dovremo fare molto di più in termini di risultati: non abbiamo margini di errore e dobbiamo iniziare già domani. Le gare di A sono sempre complicate e sappiamo che se vinciamo domani ci avviciniamo a qualche squadra".

Al di là del 'totonomi', manca poco alla fine della stagione e molti giocatori sono in scadenza. Tempo fa ha detto: 'Non mi era mai capitato'. Ci sono novità? E la stagione di Pellegrini, molto buona, può cambiare il suo destino?

"Questa situazione non è una novità, esiste da inizio anno. Quindi, siccome non si è affrontata prima, è rimasta tale e quale. Abbiamo ragazzi seri: è imprevedibile dire che cosa accadrà, dipende dalle volontà. La situazione è molto chiara: c'è chi è in scadenza, chi è in prestito, chi può finire sul mercato per il miglioramento del bilancio... Pellegrini dopo l'Inter ci ha messo la faccia, facendo l'intervista. Oggi non sappiamo che cosa accadrà, ma devo molto a questi ragazzi, sono riconoscente. Soprattutto, per come hanno interpretato la stagione. Non cambio opinione dopo un ko: voglio, con loro, chiudere bene, possibilmente con un traguardo molto più difficile ma raggiungibile. Che nessuno fuori da Roma ci ha accreditato. E che noi ci siamo accreditati. Punto. Poi, quello che succederà è imprevedibile. Ma se sono le ultime partite da giocare insieme, lo faremo al massimo ed è bene che sia chiaro. Non potremo dire che non ci abbiamo provato".

Su Vaz e Ghilardi, stanno giocando meno...

"Io faccio delle scelte. Ghilardi ha giocato tantissimo, Vaz ha giocato più che al Marsiglia... Se non le basta... Stanno giocando tutti: se lei vuole Vaz al posto di Malen e Ghilardi al posto di Ndicka... Ci sono ragazzi che giocano con continuità e che sono cresciuti. Se non le basta, non so che dirle...".

Perché una squadra che per molti non è da quarto posto fa un campionato dignitoso per gran parte della stagione? In che cosa la Roma non è da quarto posto? 

"Sicuramente, tutte le defezioni sono state pesanti. Da un certo punto del campionato hanno pesato. Ma non significa che non abbiamo provato sempre a cercare di stare il più in alto possibile; e continueremo a farlo. Poi, sulle discussioni sul valore, su chi debba essere titolare, sugli obiettivi... Ognuno può fare le proprie valutazioni. Io penso che abbiamo dato un traguardo da raggiungere, al di là degli avversari, che sono di valore. Ci siamo imposti quel traguardo. Se non ci riusciremo, avremo comunque fatto il massimo. Sul resto, ognuno può pensare qualcosa".

Lei ha detto di non voler smantellare la squadra, ma il club ha lasciato intendere il contrario. C'è questa differenza?

"Dobbiamo giocare 7 partite e devo mantenere forte e impegnato il gruppo, nella direzione di cercare di raggiungere il traguardo. Queste discussioni si faranno nelle sedi opportune. Indipendentemente dai traguardi, fino all'ultima col Verona saremo persone serie. Questo è il nostro dovere".

Le giro una domanda campione arrivata in radio in questi giorni: perché in alcune partite, come Milano, non cambia il modo di intendere la squadra quando si accorge che qualcosa non sta andando bene?

"Fino a 10 minuti del secondo tempo abbiamo fatto una buona gara. Poi abbiamo preso tre gol e la gara è andata in una direzione diversa. Sotto quell'aspetto, abbiamo sempre fatto ottime gare. Ne abbiamo perso alcune di troppo, ma ne abbiamo vinte 18 e la strada da seguire è quella di vincerle. Sarebbe bello non perderle e pareggiare, magari! Ma la Roma sotto questo aspetto è questa. Quel modo di giocare ha portato a raggiungere obiettivi".

Le dà fastidio il modo di pensare sul suo possibile addio?

"Chi fa questo pensiero?".

Si dice che la squadra abbia cambiato molto...

"Se lo fa la dirigenza, va bene... Io sono per il libero pensiero! Le persone possono pensare qualsiasi cosa. Questo è un pensiero suo e nessuno la pensa come lei. Le posso dire che a me la Proprietà non ha mai detto di andare in Champions: l'ho detto io".

Siamo a 7 gare dalla fine. Spesso si è espresso sulle difficoltà di lavorare sulla piazza...

"Non l'ho mai detto. Anzi, ho detto il contrario!".

Ha detto che il problema non è sicuramente l'ambiente...

"Ancora mi riconosco! (ride, ndr)".

Ma è contento del rapporto creato con la dirigenza, Massara e Ranieri?

"Penso che l'unico obiettivo, sempre, sia cercare di migliorare la squadra e di farla più forte. Quando le squadre sono più forti, funziona tutto benissimo: penso solo a quello, a come cercare di fare la squadra sempre più forte".

Possiamo aspettarci El Aynaoui?

"Ha sempre giocato tanto dal 1'. Dopo la Coppa d'Africa no, ma è un ragazzo sano, che stava facendo molto bene prima di quel torneo e che ha giocato con continuità. Ultimamente, quando ha giocato non ha avuto lo stesso rendimento. Ma è un ragazzo sano e conto che possa far bene ancora".

Al momento, reputa qualcuno indispensabile per il futuro?

"Penso che, come ho già detto, le squadre vadano migliorate. Bisogna capire ciò che si mette dentro, prima di dare via qualcuno. Tutti vorremmo Messi o Ronaldo, ma va capita questa cosa, di volta in volta. Ho visto su transfermarkt che alla Roma sono arrivati 30 giocatori, negli ultimi 2 anni. Di cui 4 o 5 oggi presenti. La mia idea è che forse c'è bisogno di un target diverso. Qui ho visto giocatori e squadre importanti: il pubblico conosce i giocatori forti e sono più propenso a quel tipo di idea. Ma è una mia idea".

Quindi qual è il target di giocatori da trovare sul mercato?

"La società deve fare la scelta. Magari si va su giocatori con contratti molto alti, come è successo, e magari la Proprietà non ha più intenzione di fare questo; oppure, si può andare sui giovanissimi, ma la piazza deve recepire il messaggio. Magari, si abbassano le ambizioni della squadra mettendo troppi giovani in campo. L'ideale è anche un target come Malen, Wesley... Ci sono precisi costi, stipendi... Probabilmente non è facile. Se è quello il target, si lavora su quello. Se se ne trovano dieci, bene. Altrimenti, se se ne trovano due, se ne mettono dentro due. Questa è la situazione e le cose vanno realizzate, ma prima va compresa la strada. Detto questo: parlatemi delle 7 partite che mancano! Ho cercato di chiarire tutto oggi, così mi lasciate stare prossimamente! Io con voi non parlo fuori dalle conferenze... Non ho altre notizie da darvi, ve le ho date oggi! Ci rivedremo venerdì prossimo, quando ci sarà un'altra partita importante. Ho voluto togliere di mezzo le dicerie, spero di essere stato chiaro. Ora per me c'è il Pisa".

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