Conferenze Stampa

Gasperini: "Dybala non ci sarà domani. Diamo tempo a Zaragoza"

Il tecnico giallorosso ha presentato la sfida di campionato contro la Cremonese alla vigilia del match dello Stadio Olimpico

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
21 Febbraio 2026 - 08:28

La gara contro la Cremonese è ormai alle porte. Alla vigilia del match contro i grigiorossi di Davide Nicola, Gian Piero Gasperini ha presentato come di consueto la partita in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso. 

Che ne pensa di Zaragoza e Pellegrini? 

"Credo ci siano margini di miglioramento. Pellegrini ha giocato tanto, con continuità. Ci può stare un momento non dico di calo ma meno brillante, ma ha sempre dato un contributo determinante e continuo a questa squadra, son convinto tornerà a a farlo già dalla prossima. A Zaragoza dobbiamo dare un attimo, è appena arrivato e lo abbiamo buttato subito nella mischia. Ha caratteristiche molto valide, che ha già fatto intravedere. Poi per l'inserimento in squadra è necessaria qualche partita".

Ndicka, Mancini e Wesley sono diffidati. Questo influenzerà le sue scelte per domani. Ci aggiorna su Dybala?

"Domani i tre punti sono fondamentali, dobbiamo giocare al meglio e con gran determinazione perché i tre punti valgono in ogni partita e non sono mai facili da conquistare. Non possiamo guardare più in là della partita di domani. Dybala domani non farà parte della partita. Sta continuando le cure, lui come gli altri è dispiaciuto perché si sta applicando al massimo per essere presente. Ha un fastidio che glielo impedisce, ma si sta impegnando per recuperare".

Alcuni calciatori recuperano in fretta, pare che la squadra atleticamente stia molto bene. Ma gli infortuni rimangono tanti. Come si spiega tutto ciò?

"Beh, è tipico del gioco del calcio, lo è sempre stato. Adesso lo è ancora di più perché le partite sono tante e perché come detto la maggior parte degli infortuni avviene in gara, perché si gioca su ritmi alti senza recuperare sempre al meglio. Io ho 14-15 giocatori che non si sono mai infortunati, e qui tocco veramente ferro, però ci sono alcuni giocatori, Dovbyk, Ferguson, Bailey, lo stesso Dybala, El Shaarawy ultimamente, che hanno avuto infortuni molto lunghi. Chiaramente se conteggi le giornate perse, alcuni sono stati fuori mesi. Di riflesso ci sono giocatori, in difesa, a centrocampo, sugli esterni, che su 40-50-60 partite ne saltano poche. Quello che succede a Koné, di saltar due partite, rientra nella normalità. Il problema è quando hai infortuni di settimane o mesi, questo pesa".

Soulé domani sarà a disposizione? Un giudizio su Venturino e Vaz? Chi vede più pronto?

"Soulé è stato fermo tutta la settimana, non sarà della partita. Speriamo possa tornare per le prossime. Venturino e Vaz sono due giovanissimi,  che sono stati buttati in campo subito: un po' per necessità, un po' per capire il loro livello di maturazione. Sono due ragazzi diversi: Venturino è un prestito, che ha già fatto partite e gol al Genoa ma ha giocato pochissimo quest'anno. Il suo è un ruolo in cui eravamo carenti, è un ragazzo che secondo me ci darà soddisfazioni. Vaz è un investimento importantissimo della società che ha fatto già alcuni spezzoni, e su di lui pesa un po' il costo, altrimenti si guarderebbe in un'altra ottica. Però per lui vale lo stesso discorso: in questo momento io sto cercando di capire velocemente quanto può essere utile nell'immediato alla Roma, perché nel futuro lo sarà sicuramente, e nell'immediato un po' con gli spezzoni e un po' con gli allenamenti dobbiamo capire il motivo di tale investimento. Evidentemente ci sono qualità, ma non è facile tirarle fuori subito, a campionato in corso, in Italia".

Nelle scorse settimane lei ha detto che c'era bisogno di cambiare il modo di arbitrare e di comportarsi in campo. Tema molto attuale visto il recente episodio tra Bastoni e Kalulu. Lei che idea si è fatto in merito?

"Io ho toccato solo degli argomenti senza riferirmi a degli episodi riguardo la Roma. Mi riferivo alle simulazioni, ai falli di mano e ai contatti, che è quello che crea problemi. La discussione per me è solo quella, perché sta creando problemi, per il pubblico, per i giocatori e per gli allenatori. Questo è un non regolamento che non è condiviso ormai da troppi, o viene interpretato in modi troppo diversi, così si giustifica tutto e il contrario di tutto. Però è riferito solamente a questo, non a qualche situazione precisa. Il problema sono i contatti, sul fuorigioco siamo tutti d'accordo. Ma se mi togli il contrasto, tu togli un gesto tecnico bellissimo del calcio, così mi piace molto meno. I falli di mano sono un problema da sempre, le simulazioni un problema recente dovuto probabilmente alle valutazioni che vengono fatte col fotogramma televisivo: perché ora uno pensa 'il contatto c'è, giustifica tutto'. Il fermo immagine ha accelerato tutto. Domenica non è successo solo l'episodio Kalulu-Bastoni, ce ne sono stati almeno altri due".

Malen in Inghilterra aveva un ruolo più marginale, nella Roma ha avuto un impatto incredibile. Secondo lei è scarsa sensibilità di chi lo ha gestito finora o c'è un divario così ampio con il campionato inglese? 

"Io credo che il campionato italiano sia anche più difficile di tanti altri campionati, soprattutto per gli attaccanti. Lui ha giocato nell'Aston Villa, gioca nella nazionale olandese, e sono sempre stato convinto - e gliel'ho detto, e per me è il motivo per cui l'ho convinto a venire a Roma - che per me lui gioca lì. C'era sempre questa confusione sul ruolo, se esterno o punta, sia in Inghilterra che in nazionale. Io gli ho detto che per me il suo ruolo è quello, e lui voleva questo, e credo che sia stato una motivazione forte, forse la più forte, che lo ha convinto. Non per forza i centravanti devono essere alti 1.90 m. Ha giocato nel Borussia Dortmund, nell'Aston Villa, quindi è sempre stato considerato importante. Io se devo scegliere un ruolo, per me lui è una punta: l'attaccante esterno ha altre caratteristiche. Poi questo vale per me".

Che ha mangiato a cena con Totti?

"Quanto casino per questa roba! Se fossimo andati a cena non ci sarebbe stato niente di male, sono andato a cena con tante persone. Non è una questione che ho tirato fuori io, non ne ho mai parlato con la società o Ranieri, ma se chiedete a me Totti è una grande risorsa, una grandissima risorsa. Io avrei anche delle idee, ma non l'ho tirata fuori io, ne ha parlato Ranieri. Per me è anche una bella opportunità, la vedo bene".

A Udine con una battuta ha detto che se non si arriva quarti, si manda via l'allenatore e spariscono i problemi. In prospettiva vede davvero quelle potenzialità di cui parlava per raggiungere un livello alto qui a Roma, o ha avuto momenti di ripensamento?

"No. Voglio dire una cosa: la società e anche Ranieri hanno sempre detto che questo era un anno di transizione, per costruire. Chi ha parlato di Champions in questi mesi, sono io. Per me esiste solo quello, non esiste altro. Io l'ho lasciata la Champions, e mi manca anche molto non poterla giocare. Se qualcuno pensa di mettermi pressione si sbaglia, perché l'obiettivo è il mio. Però bisogna far fuori o la Juve o il Napoli, più il Como e l'Atalanta. Sono venuto qua per costruire qualcosa di forte, eh. Non è che sono venuto per parlare ogni anno di costruzione, per mettere le mani avanti. Questo è l'obiettivo, e quello che è stato in questi mesi, inclusi i due mercati, tutto ciò è rivolto, per me, solo a quello. Che non si possa lavorare in questa città, per me non è vero. Certo, è difficile, ma non per la città. Dobbiamo lavorare bene qua dentro. Non c'entra la città. La città, lo stadio è sempre pieno. Avremo 130mila persone tra Cremonese e Juve, che vuoi di più? Dobbiamo lavorare qua bene, qua dobbiamo fare le cose giuste".

Dopo la partita dell'andata ha parlato di svolta. Sono passati mesi, c'è stato il mercato: a che punto siamo?

"A me sembra bene, poi tutto è migliorabile, però rispetto all'andata... Noi stiamo lavorando, io sempre con grande soddisfazione, questi ragazzi per me son sempre straordinari, danno tutto, stiamo attraversando una grande emergenza. Tiriamo dritto".

Considerano gli innesti dal mercato, cosa le sta piacendo di più e dove crede ci siano ampi margini di miglioramento?

"Secondo me siamo già su un buon livello, poi è sempre tutto migliorabile. Mi manca sicuramente se perdo Dybala o Soulé, ma anche lo stesso Ferguson o El Shaarawy. Sono quattro attaccanti, se persi per un mese e oltre diventa difficile per qualsiasi squadra. Anche alle altre è successo, però è chiaro che abbiamo in questo momento quattro giocatori fuori e non sappiamo se e quando li recupereremo. Questo è l'unico punto. Chiuso quest'aspetto, sto cercando di tirare fuori il più possibile da Venturino e Vaz. Zaragoza è appena arrivato, Malen è stato l'acquisto che ci ha dato più valore, non fosse arrivato lui sarebbe stato più problematico. Ora rischiamo di non recuperare nessuno di questi, e speriamo di non perderne altri, e tra 15 giorni rientreremo in Europa e dovremo giocare di nuovo tre partite a settimana, quindi anche per me questo tentativo di accelerare il più possibile la crescita di Venturino e Vaz, perché le uniche soluzioni per me sono questi ragazzi, dai quali però dobbiamo stare attenti a non pretendere troppo".

Come sta Koné? Con la sua assenza abbiamo visto Pisilli in un ruolo diverso, potrebbero giocare in coppia?

"A centrocampo sono quattro giocatori che stanno facendo molto bene, quindi in quel reparto abbiamo anche abbondanza. Dobbiamo capire vista l'emergenza davanti se possiamo adattarli anche più avanti, come per Pellegrini, anche se poi le caratteristiche degli attaccanti sono altre. Però lì abbiamo un reparto coperto, forte, con i giocatori che stanno facendo bene, e quando giocheremo le coppe sarà un vantaggio. Le squadre che le giocano hanno bisogno di questo tipo di rosa".

Sono passati 90 giorni dalla gara di andata. Secondo lei è cambiato qualcosa nei suoi uomini dal punto di vista caratteriale? Domani cosa si aspetta dagli avversari?

"Secondo me il carattere è sempre stato un punto di forza dal primo giorno di ritiro, ho avuto un gruppo forte dall'inizio, sotto l'aspetto caratteriale fantastico. Sotto questo aspetto non abbiamo mai sbagliato e credo che il merito principale di questa stagione finora è dovuto prevalentemente alla determinazione di questi giocatori. Poi ripeto, tutto si migliora, ma è un gruppo straordinario. Domani è una partita difficile, da ora i punti pesano di più e le partite, come sempre nel girone di ritorno, sono più equilibrate e più difficili, ma noi abbiamo tante motivazioni, se finisse oggi saremmo in Champions e da lì non vogliamo più scendere. Dipende da noi, se noi non sbagliamo diventa difficile".

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