All'improvviso di nuovo Pau. Quello che avevamo conosciuto nel girone d'andata della sua prima stagione in giallorosso: convincente tra i pali, da migliorare nelle uscite alte, comunque un numero uno che una certa sicurezza l'aveva garantita. Poi quel maledetto derby. Quell'errore, peraltro non solo suo, lo ha scaraventato in un cono d'ombra diventato ancora più cono per una successiva frattura al polso. Infine quel pasticciaccio contro il Siviglia che sembrava aver decretato la parola fine della sua avventura romanista (ma venderlo tutto era meno che facile). Sottoscritto, il pasticciaccio, per certi versi anche dallo stesso Fonseca che, all'inizio di questa stagione, per un lungo periodo gli ha preferito Mirante, garantendo allo spagnolo solo la vetrina del girone di Europa League. Pare, peraltro, che la scelta iniziale del portoghese sia stata anche figlia della sensazione, confermata da una chiacchierata a quattro occhi, che Pau avesse perso la fiducia in se stesso. E quando è così per un allenatore non ci può essere altra scelta che quella di far giocare il dodicesimo.

Da quel momento, però, è cominciata l'operazione risalita da parte dello spagnolo. Certo, tra lo scetticismo generale (in questo senso la mancanza di tifosi allo stadio una mano gliel'ha data), ma comunque è stata una risalita continua, partita dopo partita, parata dopo parata. Fino a giovedì sera scorso a Kiev, soprattutto con quella splendida deviazione in angolo sul tiro di Marlos. Una parata di quelle che, sfruttando la platea europea, può avergli garantito qualche estimatore in chiave mercato. Ma la domanda è: se Pau è questo, è il caso di chiedersi se non sia il caso di tenerlo, magari mettendolo in concorrenza con un estremo difensore che comunque arriverà dal mercato?

Le alternative

Che la Roma per la prossima stagione stia cercando un nuovo portiere è un fatto che si può dare per garantito. Se non altro perché al momento non c'è certezza per un eventuale prolungamento annuale di Mirante. E, per Pau, il futuro è tornato in bilico. Fino a qualche settimana fa da Trigoria filtrava l'idea di darlo in prestito (se non si fosse trovato un club disposto ad acquistarlo). Si sussurrava della possibilità di un ritorno per dodici mesi al Betis Siviglia. Avendo un duplice obiettivo: ammortizzare per un altro anno i trenta milioni spesi per il suo cartellino, dargli la possibilità di ricrearsi una verginità calcistica in modo poi da riprenderlo oppure metterlo sul mercato e garantirsi un cash che l'estate scorsa nessuno avrebbe speso. Le prossime partite di questa stagione, undici in campionato almeno altre due in Europa, dovranno anche fare chiarezza sul futuro dello spagnolo.

Comunque, in ogni caso, la società giallorossa da tempo si sta guardando intorno per portare a Trigoria un nuovo estremo difensore. Tutti i sussurri di quella radio mercato di cui nessuno conosce la frequenza, nelle preferenze giallorosse danno in pole position l'argentino dell'Udinese, Juan Musso (abbiamo cercato conferme, ricevendo soltanto smentite, ma questo nel regno del mercato delle bugie, vuole dire davvero poco). Ventisette anni, contratto in scadenza il trenta giugno del 2023, il portiere sudamericano è sicuramente sul mercato. Basta pagare e neppure poco visto che l'Udinese da sempre ci ha fatto capire di essere una bottega cara. Si parla di una valutazione vicina ai trenta milioni. Una cifra che la Roma ci sentiamo di escludere che spenderà il portiere. A meno che nell'affare non venga inserito qualche giocatore (Carles Perez e un paio dei giovani della Primavera).

Oltre a Musso, in cima alla lista delle preferenze giallorosse, c'è anche Alex Meret del Napoli. Ventiquattro anni, contratto in scadenza nel 2023, un costo pure qui presumibilmente alto (non meno di venti milioni). Ma in questa vicenda ci potrebbe essere un vantaggio. Ovvero Meret vuole andare via dal Napoli. Per il semplice fatto che sotto il Vesuvio gioca molto a singhiozzo mentre lui vorrebbe sentirsi titolare e giocare. Il vantaggio di cui sopra, è però equiparato dal fatto che trattare con De Laurentiis, dopo le esperienze per Manolas, Diawara e Milik, tutto sarebbe meno che semplice.

Per completare il quadro dei possibili pretendenti, bisogna prendere in considerazione altri tre numero uno italiani: Cragno, Silvestri e Gollini. L'estremo difensore del Cagliari ha una clausola alta (venticinque milioni) e non tutti a Trigoria sono convinti delle sue qualità. Silvestri sarebbe il più facile da prendere (è in scadenza il trrenta giugno 2022), lui ha già dato la disponibilità, ma l'età (30) non gioca a suo favore. Infine ci sarebbe Gollini che sembra aver rotto con Gasperini ed è stato messo sul mercato. Ma pure qui servono venti milioni.