E alla fine arriva Elsha: dopo essere stato bloccato dal tampone positivo fatto al momento dello sbarco in Italia, ieri Stephan El Shaarawy ha sostenuto le visite mediche a Villa Stuart. Un ulteriore step verso l'ufficialità del suo ritorno in giallorosso, che dovrebbe (salvo sorprese) arrivare nella giornata di oggi. Due anni e mezzo di contratto (fino al 30 giugno 2023) a circa tre milioni e mezzo di euro netti a stagione, più una serie di bonus. Il Faraone si è detto «molto contento» di tornare a vestire la casacca della Roma ai cronisti che ieri mattina lo attendevano a Villa Stuart, dove l'attaccante classe '92 è arrivato attorno alle 10.30. Del resto, ha voluto a ogni costo tornare nella Capitale, mettendo fine alla parentesi cinese, e alla fine è stato accontentato. Terminati giovedì i ventuno giorni di isolamento previsti dal protocollo (era risultato positivo al Covid-19 il 6 gennaio), ieri il giocatore ha potuto recarsi nella clinica romana per idoneità post-Coronavirus e visite di rito. «Sto bene, sono pronto», ha replicato a chi gli chiedeva della sua condizione fisica: difficile che il giocatore venga convocato per la sfida di domani contro il Verona, ma l'ipotesi non è da escludere a priori. Ma, al di là dell'imminente partita, ora la seconda avventura in giallorosso di Stephan può iniziare. È stato via, dall'altra parte del mondo, per un anno e mezzo; ma alla fine la voglia di tornare a giocare in Serie A (e, soprattutto, di farlo nella Roma) hanno fatto la differenza. La scorsa estate il ritorno, pur paventato, non si era concretizzato; adesso i tempi erano maturi e le due parti hanno colto la palla al balzo, complice l'accordo raggiunto tra Stephan e lo Shanghai Shenhua per lo svincolo a costo zero. E così, sorriso distinguibile anche al di sotto della mascherina nera, El Shaarawy ha mostrato pollice e mignolo nel tipico saluto dei surfisti, il cosiddetto hang loose, all'ingresso di Villa Stuart. Felice e carico, non vede l'ora di riprendere un'avventura che si era interrotta dopo 139 presenze ufficiali e 40 gol.

Il tacco sotto la Sud

L'annuncio ufficiale da parte della Roma è quindi atteso in giornata, e non sembra un caso. Proprio cinque anni fa, il 30 gennaio 2016, Stephan faceva il suo esordio in maglia giallorossa, all'Olimpico contro il Frosinone. Debutto indimenticabile per lui che, schierato titolare come esterno sinistro nel 3-4-2-1 disegnato da Spalletti, andava subito a bersaglio. E lo faceva in grande stile, peraltro. Con il risultato inchiodato sull'1-1 dopo il primo tempo (reti di Nainggolan e Ciofani), a inizio ripresa erano proprio due nuovi acquisti a confezionare il raddoppio giallorosso: cross preciso dalla sinistra di Zukanovic, il Faraone è spalle alla porta e per anticipare il difensore giallazzurro colpisce con il tacco destro il pallone e lo spedisce nell'angolino, fulminando Leali.

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La Roma torna in vantaggio (poi chiuderà i conti Pjanic per il 3-1 finale) e Spalletti raccoglie la prima vittoria della sua seconda avventura in giallorosso. Stephan si ripeterà anche tre giorni con un tap-in per il 2-0 contro il Sassuolo di Di Francesco e Lorenzo Pellegrini. L'impatto in quella stagione è devastante per il Faraone, che diventa titolare inamovibile nell'undici di Spalletti: sedici presenze (quindici delle quali dal primo minuto), condite da otto reti e due assist. La speranza dei tifosi e di tutti dalle parti di Trigoria è che El Shaarawy possa replicare quell'avvio anche stavolta: da qui a maggio gli impegni sono tanti, e l'apporto di un'ala duttile come il ventottenne di origini egiziane può rivelarsi determinante per Paulo Fonseca. In attesa di scendere in campo, Stephan sorride e scalpita: la sua seconda avventura, dopo tanta attesa, può iniziare davvero.