Il mercato è oggi, ma anche domani e dopodomani. Con questo vogliamo dire come una società necessariamente debba pensare al presente, ma anche avere la capacità di immaginare gli scenari tra due, tre, cinque anni. Siamo certi che questo tipo di ragionamenti, siano stati già affrontati a Trigoria e viale Tolstoj. In particolare, in questo senso, per quel che riguarda il pacchetto offensivo attualmente a libro paga della società giallorossa. Non per una questione di qualità, ci mancherebbe, ma per un irreversibile problema anagrafico. Andiamo nello specifico. Oggi come oggi, sono cinque i giocatori al fianco dei quali si scrive attaccante: Edin Dzeko che a marzo compirà 35 anni; Pedro che il prossimo luglio festeggerà le 34 primavere; Henrikh Mkhitaryan che a gennaio soffierà su una torta con 32 candeline; Carles Perez che a febbraio ne farà 23; Nicolò Zaniolo che nel prossimo anno a luglio ne festeggerà 22.

Non ci vuole un laureato in matematica pura per capire che da qui a due-tre anni ci sarà bisogno di mettere in piedi un reparto offensivo più o meno nuovo, considerando pure che Perez fin qui non ha certo convinto, in particolare Fonseca. Di fatto si può immaginare uno Zaniolo con intorno compagni del tutto nuovi. Chi, allora?
La domanda in casa Roma se la stanno facendo già da un po' di tempo. Qualche risposta se la sono data, partendo dalla consapevolezza che l'obiettivo primario sarà quello di trovare un erede, mica facile, a Edin Dzeko, cioè il terzo cannoniere della storia giallorossa e ancora a libro paga fino al trenta giugno del duemilaventidue. La prima opzione percorsa dalla dirigenza è stata ed è Borja Mayoral, arrivato l'estate scorsa in prestito dal Real Madrid con un diritto di acquisto fissato a dieci milioni il prossimo giugno, a venti dodici mesi dopo. Magari lo spagnolo, da qui ai prossimi mesi, sarà capace di regalare effetti speciali, ma a Trigoria hanno l'obbligo di pensare anche a soluzioni alternative. E in questo senso qualcosa è già accaduto. Riguarda il classe duemila della Fiorentina Dusan Vlahovic.

Possiamo dire con assoluta certezza che, non più tardi di qualche settimana fa, il procuratore del centravanti, Darko Ristic, accompagnato dal suo fidatissimo socio italiano, si è presentato a Trigoria per un'approfondita chiacchierata con tema, appunto, Vlahovic e, pure, il portiere viola Dragowski che pare non interessare la dirigenza giallorossa. Al contrario, invece, del ventenne serbo che di professione fa il centravanti e che in questa stagione sta trovando continuità di partite da quando sulla panchina fiorentina è tornato a sedersi Cesare Prandelli. Il contratto del giocatore (circa settecentomila euro netti a stagione) andrà in scadenza nel giugno del 2023. E, per quello che siamo venuti a sapere, ha già detto più di una volta no alle avance di Commisso che gli ha proposto un prolungamento del contratto. In sostanza il ragazzo sarebbe intenzionato a lasciare Firenze per andare a cercare contratto e gloria da qualche altra parte. A meno che Prandelli con lui non riesca a stoppare il tutto, come fece già qualche anno fa bloccando Mutu che aveva già firmato proprio con la Roma. Ma oltre a questa eventualità, su Vlahovic non ha messo gli occhi soltanto la Roma. Ci risulta, per esempio, che in tempi recentissimi anche il Milan si sia incontrato con il procuratore del serbo chiedendo informazioni e costi per un eventuale sbarco del centravanti serbo a Milanello in ottica a chi consegnare l'eredità, durissima, di un certo Zlatan Ibrahimovic. La Roma lo sa e anche per questo ha già fissato un nuovo incontro con l'agente del serbo nelle prime settimane del nuovo anno.

Sempre in proiezione futura e sempre in chiave del centravanti che sarà, rimane comunque in piedi, pur con flebili speranze, la pista che porta a Milik. Non tanto, pure questa, per il prossimo gennaio, quanto per giugno quando, se il giocatore non partirà a gennaio, andrà in scadenza di contratto e quindi il costo per il suo arrivo sarà limitato allo stipendio e alle commissioni. Del resto per quello che ci risulta, De Laurentiis alle squadre che si sono presentate per prendere il polacco a gennaio, ha risposto che vuole comunque quindici milioni più bonus, cifra che tutti gli aspiranti non sembrano intenzionati a garantire considerando che dopo pochi mesi il giocatore si prenderebbe a costo zero.

Tornando al mercato di gennaio, ieri non i sono state novità. Del resto Tiago Pinto arriverà solo a gennaio (sperando che sconfigga in fretta il Covid). Sarà il portoghese a condurre in prima persona le trattative per poi riferire alla famiglia Friedkin. Per il resto si può confermare che per Reynolds la questione si è fatta più complessa, mentre per El Shaarawy non è stato ancora fatto il primo passo con lo Shangai. E se non si fa, la voglia di Roma del Faraone, non si potrebbe soddisfare.