In qualche modo, la Roma si sente in una botte di ferro. E, comunque la si pensi sul valore specifico di Dzeko e Milik, in qualche modo dovrebbero sentirsi tranquilli anche i tifosi. Perché quel che sembra acquisito è che il centravanti della Roma per la prossima stagione sarà uno dei due giocatori appena citati: poi ovviamente ci sono le preferenze personali e molti ritengono che Dzeko sia molto più forte di Milik. Ma sono, per l'appunto, pareri. Di sicuro si sta ripetendo un po' quello che accadde la scorsa estate: l'Inter voleva il bosniaco, lui aveva persino trovato un accordo con Marotta (facendo infuriare Petrachi), ma la Roma fece sapere ai nerazzurri che la trattativa si sarebbe chiusa solo a due condizioni: intanto che il prezzo del cartellino non avrebbe dovuto essere inferiore ai venti milioni, e poi che la cessione sarebbe stata subordinata all'acquisto a condizioni favorevoli dell'"esubero" Icardi, o al limite, con l'argentino alla Juve, si sarebbe potuto cercare un accordo su Higuain. Come dire: mettetevi d'accordo tra di voi, o ci teniamo Dzeko o ci fate arrivare in qualche modo uno degli altri due. Sappiamo come andò a finire: stanca di aspettare gli umori di giocatori e dirigenti di altre squadre, Fienga propose intorno a ferragosto a Dzeko un sontuoso rinnovo di contratto (altri tre anni, a 7,5 milioni netti all'anno) che fece tornare il sorriso al giocatore e prese tutti gli altri in contropiede, così l'Inter diede Icardi in prestito al Psg e virò su Lukaku e la Juve si tenne Higuain.  

Quest'anno si prospetta un giro simile: la Juve ha dato il benservito all'argentino (che per ora tace...), fa sapere di muoversi su tavoli nobilissimi (ma Suarez e Benzema sono probabilmente inaccessibili per le difficoltà finanziare dei bianconeri che ovviamente su molti giornali vengono ignorate) ma intanto stringe su Dzeko e ha già trovato un accordo con il giocatore (che, sia chiaro, vorrebbe restare a Roma, ma nel caso non sarebbe certo dispiaciuto di andare a provare a vincere qualcosa in maglia bianconera). E la Roma? È un po' un vizio diffuso sul mercato (da anni) ritenerla una società fragile però poi sono tutti lì in fila a cercare di farci accordi. In ogni caso a viale Tolstoj si terrebbero volentieri il bosniaco, ma, nel caso, stanno valutando la sua sostituzione con Arkadiusz Milik, apprezzando indubbiamente il valore del polacco (che Sarri voleva a Torino) e la possibilità di abbassare un po' il monteingaggi dell'ingaggio più oneroso di tutti. Solo che nessuno vuole restare col cerino acceso in mano. Dunque si ribadisce informalmente che Dzeko non è in vendita e nel frattempo si continua a trattare Ünder anche con altre società, magari di Premier.

E i mediatori si affannano a cercare le soluzioni. Solo che quando si tratta con il Napoli (e la Roma ha l'esperienza specifica dello scorso anno, con la trattativa Manolas-Diawara, al termine della quale il pensiero imperante negli uffici dell'Eur fu «mai più!») non si ha mai la certezza che le cose possano prendere la piega più ragionevole. Così ieri è emerso che per accettare la richiesta della Roma su Milik (ma quale richiesta, se la società giallorossa non ha formalizzato un bel niente?) oltre al cartellino di Ünder ci vorranno almeno venti milioni. Cioè, un attaccante in scadenza 2021, quindi libero di accordarsi a parametro zero tra quattro mesi (e con richiesta di ingaggio di cinque milioni netti), dovrebbe essere valutato almeno 50 milioni di euro, senza tenere in nessun conto che l'esterno turco (la pedina di scambio) ha ancora tre anni di contratto, e parametri di ingaggio decisamente più contenuti (prende un paio di milioni all'anno). Il Napoli valuta Cengiz al massimo 30 milioni. Da qui la differenza di 20, da colmare cash, peraltro. Chi porta avanti queste trattative per la Roma, invece, ritiene che la valutazione a 45 per Milik sarebbe generosissima (e terrebbe conto anche delle necessità di plusvalenze del club di De Laurentiis, visto che il polacco è a bilancio a 5, forse 6 milioni), a patto però di alzare quella del turco almeno a 35 (a bilancio a 8). Ballano dieci milioni di differenza. 

L'altro discorso è relativo all'ingaggio dell'attaccante in arrivo dal Napoli. La Roma sembra disposta ad offrire 4 milioni netti a stagione per cinque anni, con qualche bonus che potrebbe far lievitare la cifra di 500.000 euro, ma il procuratore del giocatore ha sparato la richiesta di 5 milioni netti, superiore persino alla cifra su cui, secondo radiomercato, si era già accordato con la Juve (4,5 milioni). Da qui lo stallo. Così alla fine il rischio è che non se ne faccia niente, almeno con la Roma. Per la gioia dei tifosi, dei dirigenti, di Dzeko e pure della signora Amra, che a Roma si trova tanto bene.