Meno sei. Giorni. Al tre agosto, termine ultimo per i club impegnati nelle coppe europee, per presentare la nuova lista di giocatori abilitati a scendere in campo in un inedito agosto di coppe e di campioni. Lista, volendo e potendo, in cui sarà permesso cambiare tre calciatori rispetto a quella presentata al termine del mercato invernale e prima che il Covid sconvolgesse il mondo e, quindi, pure il calcio (la Roma inserirà i nomi di Zaniolo, Ibanez e probabilmente Bruno Peres). Ecco, a sei giorni dal termine ultimo per apportare le modifiche, la Roma ancora non sa se nella sua lista potrà confermare il nome di Chris Smalling. Non c'è infatti ancora nessun accordo con il Manchester United che, sfruttando la situazione, fin qui ha concesso al difensore di essere disponibile per la Roma soltanto per le partite del nostro campionato, scadenza attuale del prestito, due agosto, quando cioè i giallorossi giocheranno la trentottesima partita sul campo della Juventus, già campione d'Italia. Il tempo, insomma, stringe e c'è da dire che i segnali che ieri sono arrivati da Manchester, tutto sono meno che rassicuranti. C'è il rischio che Smalling non possa essere a disposizione per l'Europa League. A Trigoria nessuno si è ancora fasciato la testa, ma la trattativa, seguita a Londra da Franco Baldini, a Roma da Guido Fienga e a Manchester dall'intermediario croato Jozo Palac, a sei giorni dalla scadenza sembra essere arrivata a un punto morto che rischia di privare Fonseca del suo leader difensivo, tanto richiesto dall'allenatore per oggi e domani.

Il fatto è, come ti sbagli, che fin qui non si è trovato l'accordo economico. Con il Manchester che sarà pure il club più ricco del mondo, ma che proprio per questo non è intenzionato a concedere sconti rispetto ai diciannove-venti milioni richiesti per cedere il cartellino del difensore. Sfruttando, il Manchester, pure la vicenda del tabellone di Europa League che, in teoria, potrebbe vedere proprio la Roma avversario dell'United in un'ipotetica semifinale. Ma a venti milioni l'affare non si fa. Non solo perché la Roma avrebbe qualche difficoltà a mettere insieme la cifra (peraltro pare pagabile in tre anni), ma anche perché ritiene esagerata la richiesta pure in virtù dei tre milioni già dati per il prestito del giocatore in questa stagione. Il club giallorosso, per quello che siamo riusciti a sapere, è arrivato a offrire quindici milioni, bonus compresi, bonus quantificabili in tre milioni e quasi tutti garantiti. Che poi sarebbero i soldi incassati dalle cessioni di Defrel al Sassuolo (nove milioni di obbligo di riscatto più uno di bonus) e Gonalons al Granada (obbligo di riscatto a quattro milioni).

Al Manchester non bastano e quindi si continua a trattare con sempre meno tempo a disposizione, cosa che non fa altro che il gioco degli inglesi. Qualcuno dirà: ma perché, lo stesso Manchester United, si sta dimostrando meno rigido nella contemporanea trattativa con l'Inter a proposito di Sanchez? La risposta è nei numeri visto che l'attaccante cileno ha un contratto con gli inglesi che gli garantisce uno stipendio annuo da dodici milioni, mentre i due anni di legame di Smalling con sir Alex Ferguson e i suoi discepoli costano nove milioni totali netti. Insomma una bella differenza che mette il Manchester nella situazione di non vedere l'ora di privarsi del Nino Maravilla, mentre per Smalling non è così, pure in considerazione del fatto che il difensore ha diversi estimatori in Premier disposti, sembra, a dare all'United quello che chiede per la cessione del cartellino.

Il giocatore preme

Come si potrà capire, la situazione, dal punto di vista della Roma si è complicata assai, anche se a Trigoria possono contare sull'appoggio del giocatore che vorrebbe rimanere in giallorosso. Evitando, tuttavia, di andare a uno scontro frontale con il club a cui appartiene, cosa che non gli appartiene come persona. E allora come si può uscire da questa situazione? La Roma non ha alzato bandiera bianca e sta provando a trattare una soluzione ponte. Ovvero trovare un accordo con l'United per un prolungamento del prestito fino agli eventuali quarti di Europa League e poi ridiscutere, nel caso, un ulteriore prolungamento o, nel caso, dando la garanzia che Smalling non sarebbe utilizzato nella sfida con il Manchester. A meno che, però, non si arrivi a trovare un accordo per l'acquisto del cartellino. Possibilità che la Roma vuole continuare a esplorare almeno fino a lunedì prossimo, nella convinzione che ci sia ancora un piccolo margine per trovare un accordo. Del resto mancano ancora sei giorni e la possibilità di acquistare Smalling non è ridotta a zero. Non ci si dovesse riuscire, a fronte di un'estensione fino ai quarti, l'acquisto di Smalling potrebbe essere posticipato senza avere più la spada di Damocle di una possibile sfida con in palio la finale di Europa League del 21 agosto a Colonia.