Chris Smalling? Presente. Oggi e domani. Nel senso che la giornata di ieri ha regalato un paio di risposte importanti per quel che riguarda il difensore inglese. Per il presente e il futuro, da intendersi la trattativa con il Manchester United. Il giocatore intanto è stato recuperato per la partita con l'Inter. Ma qui quello che vogliamo sottolineare sono i passi avanti fatti per il futuro del difensore. Passi in avanti che vogliono dire che il giocatore si può considerare a un passo da diventare a tutti gli effetti della Roma, terzo acquisto per la prossima stagione dopo quello di Pedro (sarà ufficializzato probabilmente alla fine del campionato) e di Mkhitaryan arrivato a costo zero (come Pedro peraltro, in scadenza di contratto con il Chelsea).

La trattativa con il Manchester United stava andando avanti da settimane e fin qui tutto era stata meno che una passeggiata di salute considerando pure che il club inglese è di quelli che si possono permettere di non dover fare troppi conti per sistemare il bilancio. Il mediatore Jozo Palac, con mandato della Roma, nei giorni scorsi ha avuto un nuovo, prolungato, contatto con la dirigenza del club inglese. E, per quello che è filtrato, sono stati fatti passi in avanti sostanziali, si può azzardare anche definitivi, per arrivare alla fumata bianca che, in questo caso, vuole dire acquisto del giocatore con un contratto per lui di quattro anni (tre più uno) su cui le parti avrebbero trovato un accordo già da diversi mesi.

Fino a ieri c'era però un problema da risolvere, oltre al cash che poi è quello che sistemerebbe tutto. Il problema si chiamava James Featherstone. Che, altri non è che il primo, storico procuratore del difensore inglese. Questo signore, oltre a negarsi a tutti i tentativi di contatto da parte della dirigenza giallorossa, da settimane sta girando in lungo e largo l'Inghilterra offrendo Smalling ai principali club della ricchissima Premier. E, sempre secondo quello che dice lui, avrebbe trovato almeno un paio di società di prima fascia pronte ad acquistare il cartellino del difensore. Due club, dice Featherstone, che si chiamano Tottenham e Arsenal, due club che non hanno bisogno di presentazioni, due squadre che oggettivamente hanno bisogno di rinforzi difensivi. Insomma, non ci sarebbe da sorprendersi se davvero volessero acquistare il cartellino di Smalling.

Da questo punto di vista c'è da dire però che il Manchester ha sempre fatto capire di voler cedere il giocatore all'estero piuttosto che a una diretta concorrente, ma è anche vero che i soldi potrebbero mettere tutti d'accordo. Anche Smalling? La risposta è negativa, perché l'inglese ha detto chiaro e tondo allo United che lui vuole la Roma e che se non fosse possibile accontentarlo, tornerebbe a Manchester per onorare il biennale che ha in corso, biennale che dice quattro milioni e seicentomila euro netti a stagione, otto lordi da moltiplicare per due, insomma un risparmio per l'United di oltre quindici milioni.

Ecco perché la Roma ha continuato a trattare convinta che alla fine l'avrebbe spuntata. Del resto intorno alla trattativa c'è stata sempre aria di ottimismo, figlia legittima anche della voglia del difensore di continuare la sua avventura giallorossa. Prima della più che probabile chiusura dell'affare, c'è stato un ulteriore ostacolo da affrontare. Ovvero che la Roma, in un'eventuale semifinale di Europa League (magari), si possa trovare di fronte proprio il Manchester United. Che, infatti, a questo proposito, fino a oggi aveva concesso il prolungamento del prestito del giocatore fino alla conclusione del nostro campionato.

Su questo si stava trattando, oltre che sui soldi, da quando è stato sorteggiato il tabellone tennistico che concluderà l'anomala Europa League di quest'anno. Un suggerimento in questo senso alla Roma è arrivato proprio dall'Inter, che per Sanchez deve affrontare lo stesso problema con il Manchester. Ieri a Milano è filtrata la notizia che il club nerazzurro si starebbe mettendo d'accordo con gli inglesi inserendo una penale nel caso che in Europa League le due squadre si dovessero trovare di fronte (solo in finale). È una strada che ha seguito anche la Roma.

Ovvero se ci mettiamo d'accordo per il costo del cartellino per una cifra di quindici milioni, nel caso ci trovassimo di fronte a giocarci la semifinale, quei quindici milioni (pagabili in tre anni) salirebbero a sedici. Si sta trattando per arrivare a una chiusura dell'affare entro pochissimi giorni (la lista Uefa si deve presentare entro il 3 agosto). A quel punto la fase degli acquisti (a meno di futuri scambi) sarebbe conclusa e si passerebbe alle cessioni, avendo come obiettivo quello di tenere comunque Zaniolo. Che dopo la partita con il Verona è stato al centro di un caso di insofferenza, diciamo così. Pretesto buono per rilanciarlo, da parte di qualcuno, tra i partenti. Caso, peraltro, escluso dal suo procuratore, Claudio Vigorelli (oltre che dalla Roma).