Pallotta, Friedkin, un altro anonimo (per ora) pretendente al pacchetto di maggioranza, Smalling, Mikitharyan, Olsen. Mescolate il tutto, agitate con accuratezza, il risultato è la Roma società che in questi giorni cerca di pianificare il suo presente e il suo futuro. I contatti tra l'attuale proprietario e l'uomo di Houston sembra siano ancora vivi, rarefatti, tra differenze di numeri sostanziali, ma ancora con un possibile percorso da fare insieme per arrivare a una comunque problematica fumata bianca. Problematica perché, per quello che confida Pallotta ai suoi più stretti collaboratori, ci sarebbero in corso parallelamente contatti con un altro gruppo americano che sarebbe interessato a entrare nella Roma. In sostanza un concorrente diretto per Dan Friedkin che, se fosse tutto vero, sarebbe la situazione ideale per mister Pallotta che si potrebbe mettere sulla riva del fiume in attesa di chi offre di più.

Nell'attesa, però, ci sono da sistemare svariate cose legate alla strettissima attualità. In particolare quelle relative ai prestiti in scadenza domani a mezzanotte. Per Zappacosta e Kalinic la questione è già stata risolta da diversi giorni. I due rimarranno alle dipendenze di Fonseca fino al termine della stagione, cioè sia per campionato che per quell'Europa League che andrà in scena nel mese di agosto. Dopo si vedrà con il croato che non rimarrà da questi parti, mentre per l'esterno basso italiano sarà il campo a indicare una scelta sapendo che, nel caso di risposta positiva, non sarà un problema trovare un nuovo accordo con il Chelsea.

Situazione diversa, almeno fino ieri, c'era per Smalling e Mikitharyan. Situazione che nelle ultime ventiquattro ore ha registrato un'evoluzione per entrambi i giocatori. Per l'armeno con l'Arsenal si è trovato un accordo per prolungare il contratto fino alla conclusione della stagione, quindi ci sarà anche per l'Europa League. Non si può dire la stessa cosa per il difensore centrale. Perché con il Manchester United c'è stata la fumata bianca per quel che riguarda le dieci partite di campionato che mancano alla conclusione, ma non altrettanto per gli impegni europei. Sir Alex Ferguson e i suoi più stretti collaboratori per ora hanno deciso di stoppare il rischio di ritrovarsi di fronte, in Europa, un giocatore di loro proprietà. Una strategia che ci può stare soprattutto considerando che tra le parti è in corso una trattativa per l'acquisto (o il rinnovo del prestito con obbligo di riscatto) del giocatore. Trattativa che al momento non ha trovato nessuno sbocco, conseguenza pure della confusione con cui la Roma si sta muovendo per il difensore. Nell'affare c'è stato qualche inserimento di troppo che ha portato a una situazione di grande freddezza con i procuratori dell'inglese che si sono sentiti scavalcati.

All'affare, oltre a Franco Baldini, sta lavorando anche l'amministratore delegato Guido Fienga che vanta solidi rapporti d'amicizia con il direttore commerciale dell'United. Rapporti, però, che al momento non hanno sbloccato la trattativa. L'impressione è che si sbloccherà, in chiave Europa League (la società giallorossa ha oltre un mese di tempo per convincere l'United), quando il cartellino diventerà di proprietà della Roma (l'affare si può chiudere anche con un altro anno di prestito a tre milioni e un obbligo di riscatto fissato a quindici milioni). A proposito di cartellini c'è da aggiornare anche la situazione Olsen. Il portiere svedese di fatto ha chiuso il suo prestito al Cagliari. Ha preferito dire no all'offerta di un prolungamento di un mese, decidendo di tornare dal primo luglio a libro paga della Roma. Conseguenza della decisione di Zenga gli ha preferito Cragno, ma soprattutto del fatto che molto probabilmente è in chiusura la sua cessione. Dicono in Inghilterra, ma l'entourage del giocatore si limita a un classico no comment.