Della serie non si può mai stare tranquilli. Tra quarantotto ore, alla mezzanotte di martedì prossimo, infatti, scadranno, carta canta, i quattro contratti di prestito di cui la Roma ha usufruito nel corso di questa stagione. Che, a regola di calendario, doveva concludersi a maggio, poi come sappiamo la pandemia ha sconvolto tutto e tutti, posticipando qualsiasi tipo di scadenza. Quindi, interrogandoci: cosa succederà con Smalling, Mkhitaryan, Zappacosta e Kalinic? Una risposta certa, nel momento in cui scriviamo, si può dare soltanto al cinquanta per cento. Ovvero con il Chelsea per Zappacosta e con l'Atletico Madrid per il croato, la situazione è stata già risolta. Per entrambi i giocatori, insieme ai club di appartenenza, è già stato firmato tutto quello che c'era da firmare, cioè continueranno a essere a disposizione di Fonseca fino a Europa League conclusa. Lo stesso discorso non si può fare per l'inglese e l'armeno che, non bisogna essere esperti di calcio per capire che poi sono i due nomi più pesanti, sono i due giocatori che il tecnico portoghese ha sponsorizzato in maniera ufficiale, chiedendone la conferma non solo per i prossimi due mesi, ma anche per gli anni a venire, considerandoli elementi imprescindibili per la progettualizzazione di una Roma in grado di tornare a essere competitiva ai massimi livelli.

La cosa non può non preoccupare. Anche perché le confidenze che arrivano dalle varie parti in causa, legittimano pensieri negativi. In particolare per quello che riguarda Chris Smalling, giocatore per il quale la Roma si deve confrontare con il Manchester United, cioè uno dei club più ricchi al mondo. Con loro è come per chi scrive mettersi al tavolo di poker con Dan Friedkin, possibilità di alzarsi vincitore ridotte al lumicino, anche se si è grandi giocatori di poker. Sir Alex Ferguson e i suoi discepoli, oltretutto, sanno fin troppo bene come la Roma potrà essere una delle possibili avversarie per la rincorsa all'Europa League che vivremo nel prossimo agosto (in Germania), l'altra strada, per entrambi i club, di inseguire la qualificazione alla ben più ricca Champions vincendo, appunto, la coppa europea che ha preso il posto dell'Uefa. Ecco allora che quei furbacchioni dell'United, hanno pensato bene di stoppare la possibilità di un prolungamento del prestito di Smalling fino ad agosto, dicendosi disponibili a concederlo soltanto fino alla conclusione del campionato italiano. E gliene frega poco che poi, nel caso, il difensore non potrebbe essere utilizzato dallo stesso Manchester, l'importante, dicono, è non trovarselo di fronte come avversario.

È chiaro che a viale Tolstoj queste condizioni piacciono poco, anche se la Roma è supportata dallo stesso giocatore che pure nei giorni scorsi ha ribadito la sua intenzione di non tornare al Manchester con cui, però, ha un contratto in corso valido sino al trenta giugno del 2022. La Roma da parecchi giorni sta lavorando alla questione cercando di trovare una soluzione, sapendo peraltro che si potrebbe pure firmare il prolungamento di contratto fino alla conclusione del campionato, per poi continuare a trattare con l'United per tutto il mese di luglio. In realtà la questione è legata all'acquisto del cartellino del difensore inglese. Trattativa che sta andando avanti da mesi, ma per la quale finora non è stato trovato un punto d'incontro. Da quello che ci risulta, nonostante la volontà di Smalling di continuare la sua avventura in giallorosso, non sarà semplice arrivare alla fumata bianca. Anche perché nel corso dei contatti con il Manchester, c'è stata qualche telefonata di troppo a confondere la questione, cosa che lo United e i procuratori del giocatore hanno gradito poco. Tra le parti si sta trattando su due piani. Il primo prevede l'immediato acquisto del cartellino (soluzione preferita dal Manchester e che assicurerebbe anche il prolungamento del prestito sino ad agosto) per una cifra tra i sedici e i diciotto milioni pagabili in tre anni. Il secondo, più complesso, garantisce il prolungamento del prestito per altri dodici mesi a fronte di un corrispettivo di tre milioni (stessa cifra di un anno fa) più un obbligo di riscatto a diciannove milioni pagabili in tre o quattro stagioni.

Nell'attesa, comunque, la Roma deve risolvere la questione del prestito non solo per il campionato ma anche per l'Europa League, questione che deve essere risolta se non altro per non deludere Fonseca e non solo. Più semplice, almeno così sembra, è la questione legata a Mkhitaryan. Se non altro perché l'armeno ha un solo altro anno di contratto con l'Arsenal e, soprattutto, perché nell'affare è coinvolto Mino Raiola procuratore dell'armeno e, pure, di Kluivert, giocatore con cui si sta tentando di mettere in piedi uno scambio con i Gunners. Solo che il club londinese vuole una valutazione paritaria tra i due giocatori, cosa che ovviamente alla Roma non sta bene se non altro perché l'olandese ha dieci anni in meno dell'armeno. In questi due giorni che mancano alla scadenza, si dovrebbe arrivare almeno al prolungamento del prestito, poi per il resto toccherà a Raiola sistemare le cose.