Intrigo Smalling. Interpreti principali in ordine di apparizone: Manchester United legittimo proprietario del cartellino sino al trenta giugno del 2022; il centrale difensivo inglese arrivato l'estate scorsa a Trigoria con la formula del prestito secco pagato peraltro tre milioni di euro, a fronte di uno sconto sul suo ingaggio di circa un milione e mezzo, tre milioni netti in giallorosso rispetto ai quattro e mezzo abbondanti garantiti che avrebbe incassato se fosse rimasto a giocare nel teatro dei sogni; la Roma che dopo averlo visto all'opera ha una grande voglia di trasformare il prestito in acquisto; Paulo Fonseca che una certa pressione perché la sua società gli acquisti il giocatore la sta facendo, avendo individuato nel vegano il leader del suo reparto difensivo; l'agenzia di procuratori che gestisce la carriera del giocatore che forte della voglia del ragazzo e soprattutto della moglie di rimanere all'ombra del Colosseo, sta cercando di accontentarlo.

Il tutto, però, con la partecipazione straordinaria, ma non richiesta, di un paio di intermediari che nelle ultime settimane sono andati in giro soprattutto per l'Italia con l'obiettivo di piazzare il difensore a Milano (Inter), Torino (Juventus), Napoli. Operazioni di disturbo che non hanno fatto piacere a nessuno, a parte a sir Alex Ferguson che da un'eventuale asta per il cartellino del giocatore avrebbe soltanto da guadagnare. Il risultato è che la trama di questa storia è ancora da scrivere e il the end può essere a sorpresa, pure in conseguenza delle problematiche economiche con cui l'attuale Roma è costretta a fare i conti.

Innamorati di Roma

Di sicuro, al momento, c'è solo una cosa. Smalling a tutte le parti in causa, spinto anche dalla moglie che si è letteralmente innamorata di Roma, ha detto chiaro e tondo che per il suo futuro prende in esame soltanto due opzioni: tornare al Manchester United e onorare il suo contratto per i restanti due anni, oppure rimanere alla Roma. Altri club, almeno per ora, non li prende neppure in considerazione, compresi Tottenham ed Everton che in qualche maniera in tempi recenti gli hanno mandato segnali per fargli sapere che gradirebbero metterlo sul loro libro paga.

La prima opzione del difensore inglese che in pochi mesi è riuscito a entrare nel cuore dei tifosi giallorossi, ribadita anche nei giorni scorsi, è quella di continuare la sua avventura con la Roma con cui è tornato in copertina. Al punto che se si fossero disputati gli Europei, molto probabilmente avrebbe fatto parte della lista dei convocati del ct dell'Inghilterra, Southgate.

C'è un "ma", cioè il costo del suo cartellino, costo che in questo momento è fuori dalla portata della Roma. Il Manchester United che certo non è il club più povero del pianeta terra, dopo un'iniziale valutazione da venticinque milioni, è sceso sì a venti che sono però ancora troppi per la società giallorossa anche in considerazioni dei tre versati un anno fa per il prestito, dell'età del giocatore (trentuno) e della consapevolezza che a Smalling poi dovrebbe essere garantito un contratto di tre, forse quattro anni per compensare l'inevitabile sconto rispetto ai quattro e mezzo che per due anni gli garantirebbe lo United. Insomma è un impegno economico piuttosto importante e che, pensando al futuro, escluderebbe, in considerazione della carta d'identità, un rientro economico da una futura cessione.

La trattativa con il Manchester, dopo un inizio non proprio felicissimo per una prima offerta (otto milioni) che raffreddò molto i contatti, ora sta andando avanti da qualche settimana spinta dalla volontà del giocatore. E le parti si sono avvicinate parecchio anche se gli inglesi stanno facendo una certa fatica a scendere sotto i venti milioni (bonus compresi), fregandosene delle conseguenze della pandemia.

La chiave che potrebbe garantire il budget necessario a Gianluca Petrachi per chiudere, si chiama Patrick Schick. Ovvero se si definirà la cessione dell'attaccante ceco al Lipsia per i venticinque milioni, tutti e subito, richiesti dalla Roma per concedere lo sconto richiesto dai tedeschi, allora il ds giallorosso potrebbe avere le spalle (soldi) coperte per arrivare a un'offerta da quindici più bonus che potrebbe mettere tutti d'accordo.

In questo caso rimarrebbe in cassa anche una decina di milioni che potrebbero essere utilizzati per l'acquisto dell'armeno Mkhitaryan, l'altro giocatore che Fonseca vorrebbe tanto poter continuare ad allenare. La Roma nella questione Smalling può anche contare sull'ampia disponibilità dei procuratori (in realtà è uno soprattutto) ad accontentare il loro assistito e la società giallorossa. L'ultima prova i dirigenti di Trigoria l'hanno avuta quando, nei giorni scorsi, hanno chiesto la disponibilità a fare uno sconto sulle eventuali commissioni.

La risposta è stata positiva. E questa cosa, insieme alla cessione definitiva di Schick, potrebbe essere la chiave decisiva per accontentare Fonseca e Smalling. In ogni caso con il campionato destinato a prolungarsi nei mesi di luglio e agosto, c'è tutto il tempo per arrivare alla fumata bianca. Sperando che i mediatori che si intromettono nell'affare abbiano capito che non c'è trippa per gatti.