Il vice Dzeko, il vice Dzeko e ancora il vice Dzeko. Il ritornello ormai va avanti da qualche anno. Si era provato con Schick, al punto da acquistarlo per la cifra più alta nella storia della Roma, ma il ragazzo ceco che pure ha qualità, da queste parti è sembrato il fantasma del potenziale campione che si era intravisto a Genova con la maglia della Sampdoria. Si era riprovato lo scorso anno con Kalinic, nella speranza che il centravanti croato tornasse ai livelli della sua esperienza alla Fiorentina, ma figurati. E allora gli anni passano e il problema è sempre lì, un po' come il mare di Pino Daniele.

Il primo a saperlo è Gianluca Petrachi che non a caso, per il mercato che verrà, ha messo al primo posto delle priorità, l'acquisto di una punta centrale in grado di far tirare il fiato al bosniaco e, pure, in prospettiva, di prenderne il posto quando Dzeko dirà che la festa è finita. Non sarà una ricerca semplice. Non solo da un punto di vista tecnico, ma soprattutto perché nelle casse giallorosse, oggi come oggi, bisogna andare a raschiare il fondo, future cessioni a parte, per trovare un po' di cash. La lista dei nomi su cui sta lavorando il direttore sportivo romanista è piuttosto lunga. Con ragionevole certezza, abbiamo individuato sei nomi che potrebbero occupare la casella del vice Dzeko. Ve li proponiamo, partendo dal più probabile a quello con minori possibilità. Fermo restando che sappiamo bene come le vie del mercato siano infinite.

Moise Kean

Capoccia a parte, è quello che risponde maggiormente all'identikit del giocatore che la Roma vuole portare a Trigoria per metterlo alle spalle del bosniaco. Giovane (classe 2000), qualità messe in mostra due anni fa nella seconda parte della stagione con la maglia della Juventus al punto da essere convocato da Mancini in Nazionale; un procuratore come Mino Raiola con cui, se sei in buoni rapporti, tutto è possibile; margini di miglioramento (sempre capoccia a parte) importanti; la capacità di poter giocare anche sulla fascia; e, volendo, pure una solida amicizia con Zaniolo cosa, peraltro, che visti alcuni precedenti, potrebbe pure essere un freno. L'estate scorsa è stato venduto all'Everton per una trentina di milioni, ma in Premier ha fatto molta fatica, facendosi notare più fuori che dentro il campo. E, ora, vuole andare via, in particolare gradirebbe ritornare nel campionato italiano. L'Everton è pronto ad accontentarlo, ma ovviamente non vuole rimetterci neppure una parte del tanto cash versato nel passato mercato estivo nelle casse della Juventus. Toccherà a Raiola far quadrare i conti. Il procuratore italo-olandese in questa operazione potrebbe prendere due piccioni con una fava. Nel senso che ha libertà di trasferire anche il suo Justin Kluivert, uno dei giocatori che la Roma ha individuato come potenziali portatori di plusvalenze. La Roma, nell'affare, potrebbe in alternativa inserire il cartellino di Ünder. Uno scambio di cartellini, però, non porterebbe cash a Trigoria, meglio allora immaginare, sempre se sarà possibile, di mettere in piedi un'operazione che preveda il prestito di Kean, se possibile per un paio di anni, con un obbligo di riscatto fissato al centesimo. È un'operazione non semplice da definire, ma i presupposti per definirla ci possono stare.

Marcus Thuram

Figlio d'arte, il papà Lilian è stato uno straordinario difensore centrale, classe 1997, in grado di giocare anche sulle fasce, titolare in quel Borussia Moenchengladbach che è stato avversario della Roma nel girone di Europa League (ha pure segnato nella partita di ritorno in Germania), ingaggio accettabile che rientra nei nuovi canoni che si sono imposti a Trigoria. È un attaccante in costante crescita, forte fisicamente e di testa, capace di giocare per la squadra come è testimoniato dai non pochi assist garantiti in questa stagione (otto). E, pure qui, il procuratore si chiama Mino Raiola che quando sente l'odore dell'affare si può stare tranquilli che certo non si tira indietro. Non è da escludere che anche in questa trattativa, si possa pensare a uno scambio con valutazioni propedeutiche alla divinità plusvalenza. Non solo con Kluivert, ma anche per esempio con Schick se il Lipsia non garantirà almeno venticinque milioni per il riscatto dell'attaccante ceco.

Dusan Vlahovic

È il preferito se non fosse per i costi dell'operazione e l'intenzione della Fiorentina di tenerselo, soprattutto se fosse costretta a dire addio a Chiesa. Costi non tanto relativi allo stipendio del ragazzo (classe 2000), a Firenze guadagna meno di mezzo milione di euro a stagione ma sta ridiscutendo il contratto, quanto per quelli del cartellino che Commisso valuta non meno di trenta milioni di euro, un prezzo che in questa stagione è stato in costante ascesa visti i numeri messi in mostra dal giocatore serbo (sei le reti realizzate). La squadra mercato della Roma ha già parlato nel gennaio scorso con i procuratori di Vlahovic, offrendo uno stipendio triplicato rispetto a quello che ora gli garantisce la Fiorentina. I procuratori hanno gradito, rispondendo però che prima di andare avanti, è necessario che la Roma trovi un punto d'incontro con il club viola che con il giocatore ha un contratto in corso valido fino al trenta giugno del 2023. E qui nascono i problemi, anche in considerazione del fatto che la Roma qualche problema di liquidità ce l'ha. Ma ci potrebbe essere una soluzione alternativa, sempre che la Fiorentina metabolizzi l'idea di privarsi del serbo. Ovvero: i viola non hanno mai nascosto il desiderio di portare a Firenze Alessandro Florenzi e il Capitano della Roma non è certo un mistero che sia sul mercato. Allora si potrebbe mettere in piedi uno scambio di cartellini. A quel punto ci sarebbe da mettersi d'accordo sul conguaglio che i viola ovviamente vogliono a loro favore (e neppure piccolo) vista l'età dei due e, soprattutto, le prospettive di crescita di Vlahovic.

Michy Batshuayi

Sarebbe la soluzione più prestigiosa. Il belga con origini nella Repubblica Democratica del Congo, è un centravanti che ha già una notevole esperienza internazionale (ha giocato in Belgio, Francia, Inghilterra, Germania, Spagna). Agli inizi della sua carriera (è un classe 1993) con la maglia del Marsiglia stupì l'Europa al punto da convincere il Chelsea a spendere quaranta milioni per portarlo in Premier. Non ha fatto però la crescita che Abramovich sperava pur dando, magari a singhiozzo, sempre lampi di una qualità al di sopra della media. Ha un contratto in scadenza il trenta giugno del 2021 e questo potrebbe favorire una valutazione del cartellino non superiore ai quindici milioni di euro. Per il belga potrebbe essere l'occasione giusta per tornare in copertina, augurandosi che ritorni a far vedere gli effetti speciali che ricordano soprattutto i tifosi del Marsiglia.

Odsonne Edouard

Francese, origini nella Guaiana, classe 1998, in questa stagione ha stupito la Scozia a forza di gol con la maglia del Celtic. La Roma lo sta seguendo da diverso tempo, consapevole che da un punto dell'investimento economico rappresenterebbe sicuramente il meno oneroso, con meno di quindici milioni l'affare si potrebbe chiudere. C'è però un dubbio. Cioè quello che il ragazzo, dopo essere cresciuto nel Psg, arriverebbe da un campionato di secondo piano come quello scozzese e c'è il rischio che possa pagare il salto di qualità. La Roma con il Celtic ha già parlato (anche di qualche altro giocatore), sa che è una pista percorribile, ma prima di andare avanti vuole verificare altre piste.

Junior Moraes

Qualche giorno fa Paulo Fonseca, parlando di mercato, ha fatto riferimento a un paio di giocatori dello Shakthar che gli piacerebbe riallenare. Uno di questi è il centravanti brasiliano Junior Moraes che lo ha avuto in Ucraina apprezzandone le qualità di goleador e la capacità di fare reparto da solo. È in scadenza nel 2021, il suo cartellino costa non più di tre milioni e il giocatore ha il vantaggio di conoscere già Fonseca. Il problema è l'età, classe 1987 e mettere un ultratrentenne alle spalle di Dzeko a Trigoria viene considerata l'ultima ipotesi.