Lo scorso 10 dicembre Matteo Politano vide dalla panchina buona parte di Inter-Barcellona, gara decisiva per il passaggio agli ottavi di Champions League: quando entrò, al 30' del secondo tempo, si era sull'1-1, e il risultato lo aveva sbloccato proprio il 21enne Carlos Perez, maglia numero 27, neppure un minuto giocato fino a quella sera nelle Coppe Europee, appena 8 presenze (con un gol) in Liga. Uno dei due debuttanti di quel Barcellona senza Messi (l'altro era il difensore francese Todibo, accostato a lungo al Milan): a metà primo tempo intuì l'imbucata di Griezmann e la sponda di Vidal, trovandosi al posto giusto per piazzare con l'interno sinistro alle spalle di Handanovic. Un gol di cui si parlò poco, perché quella stessa sera arrivò anche quello del minorenne da record Ansu Fati, entrato al suo posto all'85'.

Classe 2002, è più incedibile della Sagrada Familia, al contrario di Carles Perez: nel giorno in cui Politano (malvolentieri, ma non dipendeva certo da lui) ha riposto nel cassetto il sogno di debuttare in giallorosso accettando il trasferimento al Napoli, la Roma ha perfezionato l'intesa con il Barça. Prestito con diritto di riscatto, che diventerà obbligatorio a date condizioni, che probabilmente non saranno poi così difficili da raggiungere. Manca ancora l'intesa con l'agente del giocatore, ma se la trattativa è arrivata a questo punto sembra solo questione di tempo, e non ci saranno preclusioni da parte del ragazzo. Che verrà valutato 12-13 milioni - facile che spunti fuori una clausola per la recompra - e contenderà a Cenzig Ünder il posto di ala destra, rimasto vacante con l'infortunio di Zaniolo.

Classe 1998, Perez farà 22 anni tra meno di un mese, il 16 febbraio: ha debuttato in Liga che ne aveva 21, all'ultima giornata della scorsa stagione, 19' contro l'Eibar, sostituendo un altro mancino che gioca a destra, e che era a un passo dal venire a Roma per giocarsi il posto con Ünder, il brasiliano Malcom. In estate il Barcellona ha sbolognato l'ex Bordeaux, di un anno più vecchio, allo Zenit San Pietroburgo, dando fiducia al ragazzo cresciuto nella Masia: in Italia un classe '98 fatto debuttare nel 2019 non sarebbe di certo un predestinato, ma in Spagna ci sono le squadre B, e il percorso è completamente diverso. E il caso Bojan, che a Roma ricordano bene, dimostra che non basta esordire da adolescente per fare la carriera di Messi.

Prima di approdare alla squadra B - con cui ha raccolto 55 presenze e 13 gol - Perez, arrivato a 14 anni dai rivali cittadini dell'Espanyol, si è fatto tutta la trafila in blaugrana, giocando anche la Youth League. Che lo aveva portato già a Trigoria: era il 16 settembre 2015, Roma-Barcellona 0-0, giocava ala sinistra, si rese pericoloso andando al tiro e al cross, pur trovandosi di fronte il miglior giocatore di quella Roma, lo sfortunato nigeriano Nura, che conserva quella gara, e i complimenti ricevuti quel giorno, tra i ricordi più belli di una carriera già finita. Presto si incontreranno di nuovo: uno a Trigoria già ci lavora, l'altro ci arriverà tra pochi giorni.