L'idea che Paulo possa ritrovarsi in maglia giallorossa con Falcao poteva anche essere suggestiva, ma intanto si parla del colombiano Radamel e non del brasiliano Roberto, poi in questo caso Paulo nostro è Fonseca e allena e infine il calciatore sotto osservazione, offerto alla Roma da un mediatore, pretende un ingaggio di troppi milioni in più rispetto a quello che è disposto a pagare il club. 9 milioni netti è più o meno quello che ha preso quest'anno al Monaco (33 partite in Ligue 1 e 15 gol) e quello che vorrebbe continuare a guadagnare, memore soprattutto del suo straordinario passato più che sicuro di un suo luminoso futuro.

C'è stato un momento in cui il colombiano veniva considerato una via di mezzo tra Ibrahimovic e Diego Costa, veniva pagato uno sproposito (ancora ne gode, evidentemente) nell'ingaggio e nei vari passaggi del cartellino tra River e Porto e poi Atletico Madrid, Monaco, Manchester United e Chelsea, sempre tornando alla base monegasca. Si è accorciato i capelli allungando i contratti, sempre molto onerosi, anche se dai radar dei top player è via via sparito. Non arriverà a Roma, insomma.

Primo: vendere

Ieri Petrachi era a Montecarlo, secondo vulgata per valutare la possibilità di arrivare al colombiano, in realtà per vendere qualcuno dei giocatori in soprannumero. Fonseca non ha le necessità mediatiche di Conte, non ha bisogno di mettere le mani avanti in vista di eventuali insuccessi, ma di sicuro non può essere contento di gestire una rosa al momento molto ricca solo per via degli esuberi che il ds deve ancora piazzare. A naso dovrebbero lasciare la Roma Defrel (Cagliari più di Aston Villa), Nzonzi (tra i più citati ieri a Montecarlo), Pastore (nonostante qualche bella giocata in amichevole, la sensazione che si è diffusa a Trigoria è che lui per primo abbia perso un po' di fiducia in se stesso), probabilmente Karsdorp, se non addirittura Florenzi, sicuramente Olsen, magari Santon, e gli altri giovani di ritorno (Capradossi, D'Urso, Spinozzi, mentre si valutano i progressi di Antonucci). Tra le possibili entrate a metà campo si discute del boquense Almendra. Ieri ne ha parlato il presidente Angelici presentando De Rossi: «Lo ha chiesto il ds della Roma, vedremo».

No al doppio gioco

Dzeko intanto sta sempre lì. La Roma resiste e non ha alcuna intenzione di cederlo senza aver le spalle coperte dal suo eventuale sostituto, valuta la possibilità di tenerlo senza crederci troppo (la volontà del giocatore in questi casi è determinante, anche se dal punto di vista della disponibilità con Fonseca il bosniaco si sta comportando da grande professionista) e sta all'erta sulle varie possibilità che può offrire il mercato.

Icardi sarebbe la soluzione addirittura ideale (un centravanti molto forte e giovane, che si può acquistare a condizioni particolarmente convenienti), ma anche in questo caso il giocatore sembra più orientato verso la Juventus, un po' come Higuain per il quale la Roma fa sapere (ma bisogna saper distinguere le volontà reali da quelle strategiche) di essersi sfilata dal lotto dei pretendenti. La sensazione è che lì davanti la Roma avrà in ogni caso un gran giocatore anche per ottemperare a una precisa richiesta di Fonseca.

Frenata su Suso

Proprio per la necessità di pensare prima alle cessioni e agli acquisti più impellenti, la Roma al momento sta mollando Suso che per diversi giorni è stato un obiettivo caldo. Il mancato accordo sulle contropartite (da Florenzi a Gonalons, da Zaniolo a Pastore) utile ad abbassare l'esborso economico ha mandato in stallo l'affare. Una soluzione gradita sembrava lo scambio alla pari con Schick, ma alcune difficoltà oggettive (la Sampdoria per contratto oggi avrebbe diritto alla metà del valore del cartellino, il Milan non sarebbe convinto dell'effettiva necessità tecnica per Giampaolo) hanno rallentato la trattativa fino a renderla assai complicata.