Gianluca Mancini, è il giorno. Del resto ieri, nel corso della conferenza stampa di presentazione di Spinazzola, il ds Petrachi nel non dire niente come scelta di base, una cosa l'ha detta. Ovvero che il prossimo acquisto, il quarto della sua era, probabilmente sarà un difensore centrale visto che ne sono usciti due (Manolas che abbiamo scoperto cantante e Marcano di cui certo non si sentirà la mancanza) che hanno portato nelle casse romaniste 39 milioni di euro, oltretutto praticamente tutti di plusvalenza.

Mancini si fa

Nell'ormai celeberrima radio mercato di cui peraltro sono sconosciute le frequenze, più di qualcuno è pronto a giurare che di fatto Gianluca Mancini sia già un giocatore della Roma. Forse c'è un pizzico di ottimismo in queste confidenze perché rigore c'è quando arbitra fischia. E qui ancora non ha fischiato nessuno. Il fischio potrebbe esserci stasera, al termine di un incontro tra le parti, programmato da sabato scorso. Qualcuno che è seduto al tavolo di questa trattativa, racconta che di fatto l'accordo è stato trovato anche se non è molto prodigo di particolari. Di sicuro si può dire che l'accordo è stato trovato sulla base del prestito più un obbligo di riscatto per complessivi 21 milioni. C'è da vedere, però, se il prestito sarà gratuito (tenderemmo a escluderlo), di un anno oppure due. In più c'è da capire quanto si dovrà pagare per il prestito (3-5 milioni) cifra che poi dovrà essere sottratta dal totale. Con il giocatore l'accordo economico è stato trovato. Per chiudere mancano solo alcuni piccoli dettagli che dovrebbero essere sistemati nell'incontro di questa sera. Un eventuale rallentamento, semmai, potrebbe verificarsi solo nel caso l'Atalanta riscontrasse ritardi nel prendere il sostituto di Mancini.

Alderweireld

Petrachi è stato chiaro: prenderemo due centrali difensivi. Uno sarà Mancini, l'altro a Trigoria si augurano che possa essere il nazionale belga Toby Alderweireld di proprietà del Tottenham, contratto in scadenza il prossimo trenta giugno, clausola di vendita valida fino al prossimo venticinque luglio che recita ventisette milioni e mezzo. Troppi per la Roma. Inevitabile trattare, con la consapevolezza che dopo il venticinque luglio il rischio che si potrebbe correre è quello che il presidente degli Spurs, Levy, non è da escludere possa aumentare la sua richiesta per il cartellino, magari facendo finta di dimenticarsi del fatto che un anno fa il giocatore ha rinnovato per un anno per fare un favore alla società non andando via a parametro zero. In questa trattativa, difficilissima, il ruolo dominante non può che essere quello di Baldini. Che può contare su due fattori: il difensore, attraverso il papà che ne cura gli interessi, ha detto sì alla Roma che gli ha offerto un contratto quadriennale; per quello che ci risulta al momento non c'è concorrenza sul cartellino. E probabilmente sarà su questi due aspetti che Baldini batterà nell'imminente nuovo incontro con gli Spurs.

Nodo Veretout

L'altro ruolo, centravanti a parte, che Petrachi ha detto che dovrà occupare con un nuovo arrivo, è quello del centrocampista. E il nome in pole position è quello di Jordan Veretout di proprietà della Fiorentina. Sul francese c'è anche il Milan e il testa a testa sta andando avanti, tra alti e bassi, da diversi giorni. L'offerta della Roma (17-18 più tre di bonus pare, al momento non ci sarebbero contropartite tecniche) è superiore a quella dei rossoneri. Quindi tutto fatto? No. Non tanto perché la Fiorentina punta a prendere qualche milione in più, ma perché ci sarebbe una certa differenza tra l'offerta dello stipendio al francese e la richiesta. Ovvero 1,8 milioni più cinquecentomila euro di bonus garantiti dal club giallorosso, a fronte di una richiesta di 2,7 più un milione di bonus in caso di qualificazione Champions. La differenza c'è e non è poca e per questa ragione oggi dovrebbe esserci un contatto tra la Roma e il procuratore (Giuffredi) del giocatore. La quadratura comunque dovrebbe essere questione di giorni, diciamo entro la fine di settimana. Del resto ieri sera il giocatore si è imbarcato su un volo a Nantes (la moglie lo ha salutato con una storia su Instangram) diretto a Pisa, un'ora di macchina da Firenze. Il segnale che qualcosa si sta muovendo.