Il Faraone è volato in Cina. E, quindi, per la Roma si è materializzata una nuova priorità di mercato. Ovvero un esterno offensivo in grado di garantire gol, le due fasi di gioco, velocità, dribbling, la capacità, nel caso, di saper giocare su entrambe le fasce. Non è un identikit di quelli facile da individuare, anche perché fino a una settimana fa a Trigoria non si pensava di dover affrontare pure questo tipo di ricerca. I nuovi uomini mercato della Roma sono già al lavoro da qualche giorno per individuare i profili giusti tenendo conto di età, costi, caratteristiche, prospettive. E qualche profilo è già stato preso di petto, considerando anche che il preferito quattro-due-tre-uno di Fonseca, sempre che il portoghese lo confermi da queste parti, ha bisogno che nella rosa ci siano non meno di quattro esterni d'attacco. Dopo il primo esame dei possibili nomi, ci sono due giocatori più uno che potrebbero interessare il club giallorosso: Yacine Brahimi, Rodrigo De Paul più Taison.

Brahimi

Il franco-algerino da una settimana è disoccupato. È scaduto il suo contratto con il Porto dove ha giocato nelle ultime cinque stagioni. Non ha voluto rinnovare il contratto con il club portoghese e si è messo all'asta (brutto dirlo così, ma è la realtà) in attesa di chi offre di più. Si prende, insomma, a parametro zero e questo è un aspetto che può essere determinante, anche per la Roma, pur di fronte alle indiscutibili qualità di un giocatore che ha esperienza e qualità tecniche. Sulla carta non dovrebbe esserci nessuna problematica economica a stoppare la trattativa con il giocatore che, peraltro, al Porto guadagnava poco meno di due milioni. Il problema, semmai, è quanto nel caso costerebbero le commissioni. Ormai quando si parla di parametro zero si dice una bugia, perché sempre ci sono commissioni da pagare che sono fuori dalla realtà. Un anno fa, per dire, la Juve pagò sedici milioni di extra per Emre Can, ora ne ha spesi dieci per Rabiot. Quando ci sarà da pagare per Brahimi? La cifra la farà l'eventuale concorrenza sul cartellino del franco-algerino.

De Paul

È l'argentino dell'Udinese il primo nome della lista nella quale la Roma dovrà scegliere l'erede del Faraone. Che piaccia non ci sono dubbi, ma un conto è pensarlo, un altro acquistarlo. De Paul è reduce da una stagione da protagonista in cui ha dimostrato anche una certa confidenza con il gol, giocando spesso da esterno offensivo a sinistra e, pure, da seconda punta. Questo però non ha fatto altro che aumentare il costo del giocatore, oltretutto in una bottega da sempre cara come quella dell'Udinese dove l'argentino è arrivato nel 2016 pagato la miseria, si fa per dire, di tre milioni di euro. Ora per acquistarlo bisogna fare perlomeno per dieci (ha un contratto in scadenza nel giugno del 2023 quindi è l'Udinese che ha tutto per dettare le regole del gioco) e probabilmente trenta non bastano, bisogna ragionare intorno ai trentacinque. Il club friulano ha fatto sapere di non avere nessuna preclusione a venderlo, come del resto è sempre successo da quelle parti quando si affermava un giocatore. Il cash, insomma, è molto, anche se la Roma potrebbe inserire un giocatore (Gerson, Gonalons, Defrel che ormai è buono per qualsiasi affare) per ridurre la liquidità necessaria per prendere il giocatore. Su De Paul ci sono poi diverse altre squadre, a partire dalla Fiorentina dove Pradè, ex Udinese, ha individuato in De Paul l'eventuale erede di Federico Chiesa, sempre che il club viola decidesse di cedere il suo gioiello.

Taison

Il terzo nome che sicuramente è nei pensieri dei dirigenti giallorossi è quello del brasiliano Taison, anche perché nei giorni scorsi gli è stato offerto. Taison forse è pure il preferito da Paulo Fonseca che per tre anni con lo Shakthar ne ha potuto apprezzare le qualità tecniche e umane. Pur volendo mettere da parte il costo del cartellino (gli ucraini chiedono venti milioni, a queste cifre non si farà mai), c'è un fattore che al momento limita le possibilità per Taison di sbarcare a Roma, un Taison peraltro che da qualche giorno è molto attivo con cuoricini e like sui profili romanisti. Quel limite sono i trentuno anni che ne fanno un giocatore che lo paghi adesso e tra qualche anno non potrai rivendere. Orma, purtroppo, si ragiona così.