La Cina si avvicina e la Roma incassa la prima plusvalenza del prossimo bilancio: dopo la frenata della scorsa settimana, la trattativa per il passaggio di Stephan El Shaarawy allo Shanghai Shenhua ha fatto registrare una veloce accelerata nella serata di ieri. L'operazione è in fase di sviluppo, ma le parti hanno raggiunto un accordo di massima: il club cinese ha alzato l'offerta per il cartellino del Faraone (la precedente si aggirava intorno ai 12 milioni) arrivando a un totale di 18 milioni di euro, bonus compresi.

Al giocatore lo Shanghai ha presentato un'offerta da capogiro, che gli permetterebbe di guadagnare 40 milioni in tre anni. L'affare, che sembrava saltato soltanto pochi giorni fa, è ora in fase avanzata dopo le riprese dei colloqui registrate nella serata di venerdì: colloqui che sono andati avanti fino a notte italiana inoltrata con la dirigenza giallorossa; ieri sono stati limati gli ultimi dettagli e, salvo altre clamorose sorprese, il classe '92 partirà oggi per firmare. Da Trigoria, però, visto il precedente, attendono garanzie sulla disponibilità dello Shanghai.

Per Barella non ci si arrende

A Trigoria hanno una fissa. Che ha un nome e cognome: Nicolò Barella. Si è anche legittimati a pensare che siano un po' di coccio, visto che chiunque, anche un operatore di mercato in arrivo da Marte, è pronto a scommettere che il centrocampista del Cagliari nella prossima stagione vestirà la maglia dell'Inter. Sicuro sarà così, ma in casa Roma finché non lo vedranno vestito di nerazzurro, sono decisi ad aspettare, forti di un'offerta che il presidente del Cagliari Giulini ha accettato e giudicato migliore di quella di Marotta. E i tre giorni dati da Giulini al giocatore sono scaduti.

In più sono di ieri le dichiarazioni di Marotta che praticamente ha messo Radja Nainggolan alla porta dell'Inter. Il belga, per chi ancora non lo sapesse, ha lo stesso procuratore di Barella, cioè Alessandro Beltrami. Con il giocatore, che ha passato una parte delle vacanze in Sardegna proprio in compagnia di Barella, messo di fatto fuori rosa «perché non rientra nel progetto tecnico», sarebbe meglio dire perché Conte non lo vuole vedere neppure in fotografia, non è esercizio di ottimismo pensare a rapporti meno cordiali tra Inter e Beltrami che, pure, qualche giorno fa si è presentato nella sede del club nerazzurro per capire le intenzioni a proposito di Barella.

L'accordo con l'Inter è stato trovato da tempo, ma manca quello con il Cagliari come ha sottolineato il presidente del club sardo. Radio mercato fa sapere che nei prossimi giorni è stato fissato un incontro tra i due club. Ne deve essere a conoscenza anche la Roma che ci dicono avrebbe congelato l'obiettivo Veretout. Il francese ieri è partito per il ritiro con la Fiorentina, partecipando al primo allenamento, con tanto di contestazione da parte dei tifosi presenti che gli non gli perdonano il fatto di aver dichiarato di voler andare via. Su Veretout ci sono anche Milan e Napoli, ma allo stato attuale delle cose a Trigoria sanno di aver fatto la migliore offerta al giocatore, anche se fonti fiorentine raccontano che da parte della Roma ancora non è stata fatta un'offerta scritta a fronte di una richiesta non inferiore ai venticinque milioni. Che la Roma vorrebbe raggiungere inserendo un giocatore: 12-13 milioni più il cartellino di Defrel.

Il difensore centrale

Se c'è una priorità nel mercato giallorosso, è quella di un difensore (almeno) considerando l'addio a Manolas e (si spera) la prossima uscita di Marcano. C'è una prima scelta: è il belga Aderweireld del Tottenham, giocatore di prima fascia, ma che ha il difetto, si fa per dire, di avere parametri numerici non proprio in sintonia con quelli romanisti. Non è tanto la clausola rescissoria da venticinque milioni, quanto uno stipendio da circa cinque milioni netti all'anno e l'età (30) che non può far immaginare un eventuale rientro con una futura rivendita.

Meglio andare su un giocatore di prospettiva e in questo senso il centrale che il club giallorosso sta trattando è Gianluca Mancini dell'Atalanta, anche se negli ultimi giorni l'interesse della Roma (forse strategicamente) si è un po' raffreddato. Ieri il presidente del club bergamasco Percassi, ha fatto sapere che di fronte a un'offerta importante sarebbe disposto a cedere il ventiduenne, ma la quotazione del cartellino, al momento continua a essere intorno ai venticinque milioni. Dipendesse solo da Petrachi, i centrali difensivi del desiderio sarebbero i due del Torino Lyanco e N'Koulou, due giocatori che il nuovo ds giallorosso ha portato in granata mettendo a segno due colpi di mercato. Come dimostrato dalla quotazione che oggi ne fa il presidente Cairo che per entrambi non vuole scendere sotto i trenta milioni. Con il rischio, per la Roma, considerando tutto quello che è successo tra Cairo e Petrachi, che la richiesta sia ancora superiore rispetto a quello che il Torino potrebbe richiedere a qualsiasi altro club.

Un altro nome che si fa per il ruolo di difensore centrale è quello del francese Saliba del Saint Etienne, 18 anni, nome che però al momento non ha avuto riscontri. Per completare il quadro dei difensori centrali, c'è comunque un nome nuovo, legato a un'eventuale uscita.

Gerson e Rodrigo Caio

Oggi a Fiumicino sbarcherà Gerson. Ma il guaio è che con lui ci sarà il papà Marcao che ha garantito di avere in valigia un'offerta del Flamengo per far tornare a casa il figliolo: «Stiamo provando a chiudere la trattativa col Flamengo - le sue parole ai media brasiliani - Martedì ci rivedremo con la Roma per capire cosa vogliono fare. Non vogliamo forzare la mano, anche perché ha un contratto fino al 2021».

Pare che il cash da offrire sia tra gli otto e i dieci milioni, ma c'è un'alternativa che è appunto il nome di un difensore centrale in un cambio più o meno alla pari. Il nome è quello di Rodrigo Caio, 26 anni ancora da compiere, destro, di proprietà al 50% del Flamengo e l'altro 50% del San Paolo, una valutazione di mercato tra gli otto e i dieci milioni. Non sembra essere il profilo giusto per la Roma, anche se al posto di Marcano potrebbe rappresentare un salto in avanti, sempre che si trovi l'accordo pure con il San Paolo.