«Non accetto ricatti, portino il grano». Senza troppi giri di parole, Gianluca Petrachi ha mandato un inequivocabile messaggio ai naviganti rispondendo alle domande su Edin Dzeko. Lanciando un dardo infuocato sia all'attaccante bosniaco, che per tutta risposta ha postato una foto al mare in compagnia di Perisic, sia all'Inter che continua a praticare il suo gioco preferito dell'estate: stringere accordi con i giocatori per poi presentare offerte al ribasso e sbattere contro un muro.

Lo ha fatto con Barella, salvo poi vedersi costretta ad alzare la proposta fino a 45 milioni di euro per tentare di arrivare a dama, e con Lukaku. Continua a farlo per Dzeko, in parola con i nerazzurri addirittura da marzo (triennale da 4,5 milioni) e valutato dalla Roma 20 milioni di euro. Una valutazione che James Pallotta in prima linea non ha alcuna intenzione di modificare e che è ben distante dai 12-13 milioni messi sul piatto della bilancia da Ausilio e Marotta, alle prese anche con il caso Icardi.

È diametralmente opposta, invece, la situazione legata al futuro di Gerson. Accordo raggiunto tra Dinamo Mosca e Roma sulla base di 12 milioni complessivi reso inutile dalla volontà del giocatore, o meglio, di papà Marcao. Mentre le due società stavano sistemando gli ultimi dettagli burocratici, in Brasile padre e figlio hanno incontrato domenica la dirigenza del Flamengo, trovando l'accordo economico con il club carioca. La novità rispetto agli ultimi giorni – dopo aver incassato una rata del Milan per Paquetà e quella del Real per Vinicius Junior – è rappresentata da un'importante disponibilità economica che potrebbe consentire ai brasiliani di prendere il giocatore a titolo definitivo e di avvicinarsi molto alla cifra richiesta da Petrachi.

In Germania, oltre al Werder Brema, anche Hertha Berlino e Schalke 04 hanno effettuato dei sondaggi per il brasiliano. Sull'asse Mosca-Roma potrebbe nascere a breve un'altra trattativa. Messo fuori rosa dal San Paolo con sei mesi d'anticipo rispetto alla scadenza del prestito, Bruno Peres interessa allo Spartak che sta valutando proprio in questi giorni se presentare un'offerta ufficiale al giocatore e alla Roma. Un passo che, ad esempio, Espanyol e Besiktas non hanno ancora compiuto.

Scadenza cinese

Alla disperata ricerca di un attaccante, lo Shanghai Shenhua che non molla la pista Arnautovic, è tornato alla carica per El Shaarawy, facendo arrivare sulla scrivania degli agenti un triennale da 45 milioni di euro complessivi. Dopo il primo "no", il Faraone sta ora rivalutando la situazione anche se manca ancora l'intesa tra il club cinese sia sulla cifra del trasferimento (la Roma parte da 20 milioni di euro), sia sulle modalità di pagamento. Una situazione non ancora cristallizzata in maniera definitiva, ma che dovrà sbloccarsi entro poche settimane, visto che il calciomercato in Cina chiuderà il 31 luglio.

Passando al capitolo Nzonzi, a fronte di un'offerta convincente il centrocampista francese può lasciare la Capitale dopo una sola stagione, ma per farlo ha intenzione di rimanere in uno dei cinque maggiori campionati europei. L'ipotesi Galatasaray è così tramontata sul nascere, ma anche la pista Marsiglia ad oggi non è tenuta in grande considerazione dall'ex Siviglia, accostato a Lione e Monaco.

Ivan Marcano potrebbe tornare al Porto. Nei giorni scorsi ha già dato la sua disponibilità al club lusitano che sta valutando se chiederlo in prestito o a titolo definitivo.