Avete mai visto un Faraone con gli occhi a mandorla? Questione di giorni, forse ore, e scoprirete che effetto fa l'inedito. Perché Stephan El Shaarawy è a un passo dal trasferimento allo Shangai Shenhua, il club cinese che lo sta corteggiando, a suon di cash ormai da qualche giorno con numeri che farebbero vacillare chiunque.

La telefonata

Tutto è cominciato con una telefonata. Arrivata da Shangai, precisamente dalla sede dello Shangai Shenhua, direttamente al telefonino cellulare del fratello-procuratore del Faraone, Manuel: «Salve, possono bastale dodici milioni di eulo per convincele Stephan a venile a giocale da noi?». «All'anno?» la risposta di chi magari ha avuto pure il sospetto che fosse uno scherzo. «Sì celto, all'anno». «Parliamone». Ne hanno parlato. Perché di fronte a un'offerta del genere, è difficile riattaccare il telefono facendo finta di niente. Non era uno scherzo. I cinesi dello Shangai stanno facendo sul serio. Al punto che di fronte a qualche dubbio manifestato dalla famiglia El Shaarawy, non è che si sono fermati, anzi hanno rilanciato. Ovvero: invece che dodici milioni netti a stagione per quattro anni che fanno un totale di quarantotto, hanno riformulato l'offerta tagliando un anno di contratto ma salendo con l'ingaggio fino a sedici milioni a stagione che sempre quarantotto fa. Uno sproposito che ha lusingato il Faraone al punto da essere a un passo dall'accordo. La trattativa la sta seguendo in prima persona il fratello Manuel, come è sempre stato nella carriera di El Shaarawy.

C'è ancora da limare qualche dettaglio, probabilmente gli optional, ma di fatto le parti hanno trovato l'intesa. Tanto è vero che ieri sera il fratello Manuel da Ibiza è rientrato in Italia per la definizione degli ultimi dettagli. Il Faraone, al contrario, è rimasto nella movida ibizenca da dove rientrerà il prossimo primo luglio, quando il suo trasferimento sarà definitivamente completato. Poi via sulle tracce di Marco Polo, sapendo che invece che con la seta tornerà con un conto corrente notevolmente più ricco. Con le cifre che andrà a guadagnare in Oriente, non c'è un margine di trattativa per il rinnovo di un contratto con la Roma in scadenza il trenta giugno del prossimo anno.

Qualche incontro già c'era stato, ma alla richiesta di quattro milioni netti a stagione, la società giallorossa aveva risposto con un'offerta inferiore di un milione, non dando mai l'impressione di volere a tutti i costi rinnovare, cosa che avrebbe potuto avere un peso sulla scelta del giocatore. Ma anche soddisfacendo le richieste del Faraone, con le cifre offerte dai cinesi è anche inutile continuare a discutere. Semmai l'unico dubbio potrebbe nascere pensando alla maglia azzurra. El Shaarawy ci tiene, tra un anno c'è un Europeo da giocare, ma è pure vero che da quando Mancini è diventato commissario tecnico, il Faraone non ha giocato un minuto con la Nazionale. E poi pure giocando in Cina, non è detto che non possa essere comunque convocato. Altrimenti si consolerà con lo stipendio cinese.

La Roma tratta

Di fronte a tanta grazia di Dio, la Roma non ha potuto fare altro che mettersi seduta al tavolo per trattare con i cinesi. Sapendo che il giocatore ha soltanto un anno di contratto e la cosa non è certo propedeutica a garantirsi il prezzo giusto per il cartellino di un giocatore che, di questi tempi, con alle spalle una stagione giocata da protagonista, non potrebbe valere meno di trenta-trentacinque milioni di euro. Quindi, si tratta. Con i cinesi dello Shangai che hanno offerto appena dieci milioni, più o meno la metà di quella che è stata la richiesta del club giallorosso. Il rilancio dei cinesi, per quello che ci risulta, sarebbe arrivato a quindici milioni più tre di bonus, cifra che a Trigoria è ritenuta ancora insufficiente, ma la sensazione è che alla fine un punto di incontro tra le due società sarà trovato, magari sottraendo qualche cosa allo stipendio del Faraone, probabilmente sarà sufficiente un milione all'anno salendo a offrire alla Roma diciotto milioni.

A queste condizioni l'affare potrebbe chiudersi. Per la società giallorossa che a bilancio ha un valore di El Shaarawy a tre milioni e duecentomila euro, vorrebbe dire fare una plusvalenza secca di quindici milioni (oltre al risparmio sullo stipendio del Faraone). Cosa che potrebbe consentire un piccolo margine migliore nelle altre trattative che il club giallorosso ha in piedi, da Dzeko e Manolas, il primo avviato verso l'Inter, il secondo diretto al Napoli. Con i cinesi si continuerà a discutere nei prossimi giorni, anche se non è da escludere che la trattativa si possa chiudere in pochissimo tempo. Del resto con il cash si può fare tutto.