Eppure qualcosa si muove. Anche in un momento come questo, un allenatore da trovare, un direttore sportivo da chiarire, la Roma non può stare certo ferma ad aspettare gli eventi. E allora si prova a mettere in piedi almeno quelle trattative che si possono intavolare a prescindere.

Come, per esempio, i rinnovi contrattuali. Ce ne è più di qualcuno da affrontare. A tutti i procuratori, il ds (ma ancora per quanto?) Ricky Massara aveva fatto sapere che la questione sarebbe stata presa di petto a fine stagione, anche per conoscere con certezza il destino della Roma per la prossima stagione, a cominciare da che Europa sarà, cosa che fa una certa differenza non solo dal punto di vista del prestigio, ma soprattutto da quello dell'incidenza sul bilancio societario.

Questo non toglie, però, che alcuni passi possono essere già fatti, in particolare nei confronti di quei giocatori su cui si punterà sicuramente e che possono stare bene a qualsiasi tipo di allenatore. Come, per esempio, Stephan El Shaarawy, ventissette anni da compiere il prossimo ottobre, contratto in scadenza il trenta giugno del prossimo anno, quindi prima si fa prolungamento e adeguamento e meglio sarà per tutti.

In questo senso c'è da registrare una novità: nei giorni scorsi la Roma si è messa in contatto con il fratello del Faraone, Manuel, fissando un appuntamento per la prossima settimana dove si comincerà ad affrontare la questione del nuovo contratto. Che la Roma vuole fare con un giocatore che ha fatto capire di trovarsi bene a Trigoria. Ma, come si sa, soprattutto quando si deve affrontare una questione che sul tavolo mette tanti soldi, ci sarà da trovare un punto d'incontro che possa accontentare tutti.

Ci saranno due esigenze da mettere d'accordo: quella della Roma che, soprattutto senza Champions dovrà limare il monte ingaggi, e quella del giocatore che, dopo una stagione come quella che sta disputando, si aspetta comunque un miglioramento delle condizioni economiche (l'attuale contratto gli garantisce due milioni e mezzo netti più una serie di bonus), potendo pure sottolineare come, da quando è arrivato a Trigoria, non è mai andato a bussare da qualche dirigente chiedendo aumenti di cash. Cosa che nel calcio di oggi è un'assoluta rarità, va sottolineata e apprezzata.

I rapporti tra le parti sono ottimi, ma in ogni caso si dovrà trattare, soprattutto se sul cartellino del Faraone ci fosse qualche altro club interessato, cosa peraltro che al momento non risulta. I numeri del giocatore che nel gennaio del 2016 la Roma (leggasi Walter Sabatini) acquistò in prestito per 1,4 milioni di euro più un obbligo di riscatto fissato a tredici, in questa stagione sono numeri in controtendenza con la stagione giallorossa, ovvero positivi.

È il capocannoniere giallorosso del campionato con undici reti (suo record da quando è nella capitale), è stato decisivo anche in fase di assist (pensate al gol al novantesimo a Frosinone di Dzeko o quello ancora più recente sempredel bosniaco contro l'Udinese all'Olimpico), ma soprattutto ha dimostrato nell'arco di tutta la stagione, anche se con un buco di un paio di mesi per un guaio muscolare, quella continuità di rendimento che nel passato era stato sempre considerato il tallone d'achille di un giocatore dalle grandi qualità tecniche ma non sempre in grado di confermarle in campo.

Tutto questo la Roma lo sa ed è pronta a offrire una cifra vicina ai tre milioni per altre tre-quattro stagioni, sperando che sia la cifra giusta.