Tra infortuni, incomprensioni tattiche e prestazioni al di sotto delle aspettative, la prima stagione romanista di Javier Pastore è scivolata via con pochi acuti e tante ombre. Nonostante ciò, il centrocampista argentino non ha alcuna voglia di gettare la spugna e lo ha fatto capire a chiare lettere nel corso di una lunga intervista al sito argentino Mundo D. «Quest'anno è stato abbastanza strano, perché sono venuto alla Roma per provare a giocare di più e per essere indispensabile alla squadra. Questi erano i miei desideri e anche l'idea del club. Però per diversi motivi non è stato così. Non ho avuto tanta continuità, ma nulla di così negativo. Ma è stato importante stare bene, tornare a giocare e fare diversi gol quando sono stato titolare. Su questo aspetto sono molto contento. La cosa più importante era uscire dal circolo vizioso delle continue lesioni ai gemelli del polpaccio. Inizierò il precampionato con aspettative molto più elevate e con la voglia di fare un anno più competitivo e più bello di quello passato». Dopo sette anni in Francia, il numero 27 giallorosso non si è pentito di essere rientrato in Serie A. «Tornare in Italia è stato un qualcosa di molto speciale, la mia famiglia è italiana e a Palermo ho vissuto due anni meravigliosi. Ho fatto il salto in Europa e questo mi ha permesso di raggiungere la nazionale e il Psg, dove ho trascorso sette anni positivi. Ho vinto molte cose, sono cresciuto come giocatore e come persona. Ho sempre pensato di tornare in Italia dopo tanti anni in Francia. Si è presentata la possibilità di andare alla Roma, che è un grande club con giocatori e obiettivi importanti che cercheremo di portare a termine. È una tappa diversa da quella vissuta al Palermo, la cui permanenza in Serie B per problemi finanziari mi ha rattristato. Ho amici che non vedevano l'ora di giocare la partita con la Roma per rivederci, ma non sarà possibile».

 Futuro giallorosso

Accostato in patria al Boca Juniors e al River Plate (e in Italia al Torino), Pastore ha mostrato di avere le idee chiare sul suo futuro. «Ho un contratto per altri tre o quattro anni (scadenza nel 2023) e non vedo motivi per andarmene. L'anno scorso non è stato tanto buono e mi piacerebbe fare una stagione importante qui. Vorrei farmi apprezzare per come gioco e per quello che posso fare. Sto pensando solamente a questo. Boca e River? Si è parlato moltissimo di questo, ma non so se entrambi i club o solamente uno avevano intenzione di ingaggiarmi. Di sicuro con me non ha parlato nessuno». Assente dalla nazionale argentina dal 2016, Pastore ha avuto la fortuna di giocare insieme a Messi. «È il massimo, vuol dire giocare con il miglior calciatore del mondo. Io l'ho fatto e questo non potrà togliermelo nessuno. Sono stato toccato dalla bacchetta magica». Il richiamo della patria è forte ma, pur non nascondendo il sogno di tornare a giocare nel suo primo club (il Talleres) a fine carriera, El Flaco ora in testa ha solo il riscatto in maglia giallorossa.