Dybala nodale ma senza rinnovo
Per Gasperini è imprescindibile ma il domani di Paulo è ancora nebuloso
(GETTY IMAGES)
«Tutta la vita Dybala». Almeno fino a giugno. Il paradosso incrocia l’ormai imminente scadenza del contratto di Paulo con le parole (reiterate) di Gasperini. Il tecnico non perde occasione per incensare la Joya, pre e post partita. Elevandolo a modello per i più giovani; sottraendolo a ogni paragone per manifesta superiorità; lodandone qualità e disponibilità. Eppure al termine di questa finestra di mercato l’argentino sarà un giocatore svincolato. Dal suo versante trapela la piena disponibilità a trattare un eventuale prolungamento dell’accordo con il club della Capitale, a cifre ovviamente differenti dalle attuali, improponibili per le casse di Trigoria e per l’età del calciatore. Ma al momento nessuna offerta è stata formulata. E nemmeno sono alle liste tavoli di trattative.
Dybala si sente ancora in grado di potersi esprimere ai massimi livelli in un campionato top d’Europa, prima di concludere eventualmente la propria carriera in un torneo di altra portata (che sia quello argentino o qualche meta esotica e remunerativa). Paulo a Roma sta benissimo, a questa squadra ha dimostrato di essere legato e il feeling con Gasp è certificato dai continui encomi dell’allenatore. Ma a 32 anni appena compiuti, c’è necessità di ritrovarne la versione migliore. L’ultimo anno solare lo ha visto ben lontano dai suoi standard romanisti: 458 minuti in campionato nella seconda parte della scorsa stagione (con appena un gol e due assist all’attivo); 428’ in Europa League (e due reti): numeri deficitari anche per colpa di quel brutto infortunio che lo ha escluso dai giochi a partire dalla metà di marzo. Nella stagione in corso è cresciuto il minutaggio in Serie A (563’), ma il bottino personale della Joya è rimasto esiguo: un solo centro e un assist, più un gol in coppa. Troppo poco per chi ha un talento smisurato e universalmente riconosciuto.
Lo stesso Gasperini, che è il suo più grande sponsor attuale, chiede maggiore incisività in fase realizzativa: «A me Dybala piace quando fa gol e fa fare gol - ha spiegato l’allenatore ieri in conferenza - Deve entrare in area. Sa aiutare la squadra nelle difficoltà, con la sua tecnica e la sua conoscenza calcistica. Ma è importante davanti: tira punizioni, rigori, realizza». Nonostante negli ultimi tempi abbia giocato più spesso da centravanti - sia pure atipico - che da trequartista, la rete si è invece allontanata. Ecco, forse serve rimpinguare quelle cifre (e ridurre quelle dell’ingaggio) per convincere anche la dirigenza che la Roma di uno dotato di quella classe ha bisogno eccome. Senza dubbio ora e forse anche in futuro.
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