Lo avrebbe detto anche al suo procuratore. Che, da un anno, altri non è che Mino Raiola, ovvero si salvi chi può. «Se alla Roma arriva Conte, io non mi muovo da qui», queste le parole con cui Kostas Manolas avrebbe commentato il possibile arrivo dell'ex commissario tecnico della nostra Nazionale sulla panchina giallorossa. Cosa che non è di poco conto, considerando che sul difensore greco hanno messo gli occhi alcuni club piuttosto importantucci, dalla Juventus al Manchester United, sapendo che con il sì del giocatore l'acquisto del cartellino costerebbe trentasei milioni di euro, cioè la cifra della clausola inserita nel contratto del difensore che a Barcellona non possono vedere, un affare considerando le cifre che circolano nel mercato del terzo millennio e l'oggettiva penuria di difensori centrali di livello nel panorama internazionale. 

Bene così. Ma cosa ne pensa il funambolico Mino Raiola? Non è peccato mortale pensare che il procuratore italo-olandese-monegasco quando decise di rilevare la procura del difensore, certo non aveva come obiettivo quello di lasciare le cose come stanno. Cioè contratto in essere di Manolas sino al trenta giugno del 2022 per una cifra, comprendendo i bonus, superiore ai tre milioni e mezzo. Contratto che fu riveduto e corretto quando il greco disse no all'ultimo momento alla ricca offerta dello Zenit, costringendo poi la società alla cessione di Rudiger al Chelsea. Raiola, che ebbe un ruolo importante anche nell'acquisto di Manolas quando la Roma lo prese dall'Olympiakos, si muove solo se vede cammelli. E, nel caso di Manolas, aveva la convinzione che un trasferimento gli avrebbe consentito di incassare commissioni che voi umani (con Kluivert, per esempio, un anno fa si è garantito quattro milioni). Che dirà, nel caso di arrivo di Conte e conferma del greco? Gradirà poco, a meno che non riesca a rientrare con qualche altra operazione, oppure con un ulteriore rinnovo e adeguamento economico del contratto di Manolas. È chiaro, al contrario, che in caso di mancato arrivo di Conte, l'opzione cessione di Manolas tornerebbe di grande attualità, considerando che non mancano i pretendenti che conoscono bene i termini del costo del cartellino. La concorrenza, in questo caso, farebbe bene soltanto a Raiola e Manolas, perché in caso di due club in corsa per il giocatore, l'asta si scatenerebbe sullo stipendio del greco con conseguente, grande, felicità soprattutto di Raiola.

Gli obiettivi

La possibile conferma di Manolas che con la Roma ha un contratto sino al trenta giugno del 2022, tutto vuole dire meno che sul mercato il club giallorosso non si muoverà nel reparto dei difensori centrali. Non è un mistero che il primo obiettivo è Gianluca Mancini, classe 1996, l'emergente centrale che quest'anno è stato tra i principali protagonisti dell'Atalanta. La Roma, con Monchi, ha provato a prenderlo già nel mercato del gennaio scorso, ma non c'erano le condizioni per poter chiudere una trattativa che sembra comunque più che ben avviata. Bisognerà però vedere se con l'arrivo del nuovo direttore sportivo Gianluca Petrachi, non si decida di fare scelte diverse e, poi, si dovrà fare i conti con le pretese economiche del club bergamasco, pretese che probabilmente saranno aumentate rispetto a quelle di qualche mese fa. In ogni caso Mancini non sarà l'unico movimento ipotizzabile per il reparto dei centrali. Considerando che Marcano sembra destinato a partire potendo pure garantire una minima plusvalenza, Juan Jesus è un altro che potrebbe essere ceduto (non va dimenticato che già l'estate scorsa el senor Monchi provò in tutte le maniere a venderlo), mentre per Fazio pensando a un anno di contratto, all'età e all'ingaggio, difficilmente oggi si possono immaginare estimatori in giro per l'Europa. La Roma, insomma, potrebbe pensare di acquistare anche un altro centrale di difesa. E tra i nomi che sta seguendo c'è quello di Omar Colley della Sampdoria. Oddio dirà qualcuno dopo averlo visto domenica scorsa nella partita contro la Lazio, protagonista di un errore clamoroso che è costato alla Samp il primo gol, poi sostituito perché non stava bene, cosa che ha fatto imbestialire Giampaolo. Il nazionale gambiano, tralasciando domenica scorsa, ha disputato una buona stagione. È arrivato a Genova l'estate scorsa pagando poco più di sette milioni al Genk, Ferrero ora chiede più del doppio, ma è una cifra sicuramente trattabile. Soprattutto perché il suo agente per l'Italia è quel Claudio Vigorelli procuratore anche di Zaniolo. A buon intenditor, poche parole.