Sergio Oliveira ha 29 anni ed è un assoluto punto fermo del centrocampo del Porto. Destro, una delle sue principali doti è la duttilità: in mezzo al campo ha ricoperto diversi ruoli, dall'interno in quello a 3 al mediano a 2. E: in alcune fasi della carriera ha giocato anche come laterale, sia destro che sinistro e come trequartista. Non è molto veloce ma la sua intelligenza tattica sopperisce la mancanza: ha ottimi tempi sia in interdizione che in impostazione, esperienza, carisma e personalità. E poi ha una qualità in più, che nel calcio di oggi può fare la differenza: è uno specialista di calci piazzati. In carriera di punizioni ne ha segnate ben 13 ma è anche rigorista e calcia molto bene da fuori area.

Il portoghese nasce a Pacos de Brandao il 2 giugno del 1992, un paesino vicino Oporto. Nel 2002 entra nelle giovanili del club, il primo passo per la realizzazione del sogno. Il suo ingresso coincide con due annate particolarmente felici dove alla guida della prima squadra c'è Mourinho, che vincerà Coppa Uefa e Champions League. I destini si avvicinano ma non si incrociano: il ragazzo è ancora troppo piccolo. L'esordio nel calcio dei grandi arriva il 17 ottobre 2009, in Coppa di Portogallo contro il Sertanense ed è subito record: Oliveira è stato, a 17 anni, 4 mesi e 15 giorni, il più giovane debuttante del club. Ma non riesce a giocare con continuità, è ancora acerbo, per questo nell'estate del 2010 viene ceduto in prestito. Sarà solo il primo di tanti. Al Beira-Mar incontra Jardim. Poi va in Belgio, al Malines, e segna i suoi primi gol, due, entrambi su punizione. Ogni prestito rafforza e migliora il portoghese: al Penafiel conosce per la prima volta la continuità, al Pacos De Ferreira diventa un calciatore di prima fascia, al Nantes conosce Sergio Conceiçao. Con quest'ultimo la stagione successiva torna in patria, di ritorno dal prestito e nel 2017-18 vince il suo primo campionato: il secondo arriverà due anni dopo. Due successi intervallati da un altro prestito, al Paok Salonicco, dove diventa un beniamino. L'ennesimo ritorno a casa è quello della consacrazione definitiva: dopo anni di gavetta diventa un punto fermo. Il momento più importante arriva il 9 marzo scorso: Sergio Oliveira elimina la Juventus dagli ottavi di Champions con una punizione da fuori area. E proprio la scorsa stagione, numeri alla mano, è la sua migliore: tra campionato e coppe segna 20 gol, di cui 11 su rigore e 2 su punizione. È il secondo marcatore della squadra dopo Taremi, che invece è bomber di professione. Anche in Nazionale si toglie qualche sassolino dalla scarpa, collezionando tredici presenze. Santos lo schiera due volte a Euro 2020, contro la Francia ai gironi e agli ottavi contro il Belgio. Da allora non è più sceso in campo con la sua Nazionale, però quest'anno ha giocato 24 partite segnando 5 gol.