Tiago Pinto ufficiosamente. José Mourinho ufficialmente. I due, nonostante qualcuno si ostini a metterli l'uno contro l'altro, sono sulla stessa lunghezza d'onda. Almeno per quel che riguarda il prossimo mercato di gennaio. Ovvero: il budget è pochino anzicheno, non aspettatevi effetti speciali, cercheremo di trovare il giusto compromesso per migliorare e completare la rosa con cui poi arrivare alla fine di questa prima stagione mourinhana. È lecito pensare che magari tutto questo possa far parte di una strategia indirizzata alle orecchie di eventuali venditori, ma cominciamo a dubitarne. E non solo per i segnali che arrivano da Trigoria. Anche per quelli che filtrano dalle voci poco discrete di alcuni procuratori che, di fronte a Pinto, si sono sentiti dire le stesse parole, cari, gli euro non ci sono, mettetevi il cuore in pace perché a gennaio sarà difficile che si possa brindare ad affari con tanti zeri.
Eppure la realtà della Roma ci ha fatto capire, in maniera piuttosto chiara, come nella rosa a disposizione del tecnico portoghese, anche per le scelte drastiche dello stesso allenatore, ci sono almeno due buchi da coprire: un esterno destro basso e un altro centrocampista in grado di far tirare il fiato, a rotazione, a uno tra Cristante e Veretout.
Uno potrebbe pensare che il centrocampista, come necessità, venga prima del difensore. Non è così. Almeno per quello che c'è stato detto. La priorità è l'esterno destro difensivo. Perché con la secca e irreversibile bocciatura di Reynolds (al quale sarà cercata una sistemazione a gennaio, non è da escludere un ritorno negli Stati Uniti), Karsdorp non ha un'alternativa credibile. Mentre, al contrario, a centrocampo con l'adattabilità di Pellegrini, la riscoperta di Mkhitaryan, un'eventuale opzione Mancini e i prospetti Bove e Darboe (ci pare chiaro che Diawara e Villar non facciano parte del progetto, se sarà possibile saranno ceduti a gennaio) in qualche maniera si può trovare una soluzione per coprire il buco.
E allora nelle ultime settimane, Pinto si sta concentrando sul mercato degli esterni bassi. Il giocatore era stato pure individuato. Cioè il portoghese Diogo Dalot. I primi contatti avevano fatto capire che l'affare con il Manchester United si poteva chiudere con la formula del prestito e diritto di riscatto. Ma l'arrivo del tedesco Rangnick sulla panchina dei Red Devils, ha cambiato le carte in tavola. Dalot, infatti, è stato promosso titolare e Ragnick ha detto di voler tenere il portoghese. Lo stesso Pinto ormai considera quasi impossibile portare Dalot in giallorosso.
Chi allora? Per quello che ci risulta, sono tre i nomi possibili, non escludendo, anzi, che ce ne possano essere altri che fin qui sono rimasti coperti dal segreto istituzionale. I tre sono Benjamin Henrichs del Lipsia, Max Aarons del Norwich e Bartos Bereszynski della Samp. Il primo è un giocatore che a Trigoria stanno seguendo da tempo. Ha ventiquattro anni, già una buona esperienza internazionale, una fisicità che non fa mai male, una qualità e quantità di corsa importante. Prenderlo, però, con qualsiasi formula è tuttaltro che facile. Intanto ha un contratto con il Lipsia in scadenza nel lontano giugno del 2025 e questo vuole dire che il manico del coltello è tutto nelle mani del solido club tedesco. Con tutte le conseguenze del caso. Inoltre, per quello che ci hanno raccontato dalla Germania, il Lipsia non sembra intenzionato a pensare a un trasferimento in prestito. Se Henrichs deve andare via, chi lo vuole lo deve acquistare e la richiesta è superiore ai quindici milioni di euro. Ai quali poi bisognerebbe aggiungere uno stipendio superiore ai due milioni e mezzo netti che il giocatore già prende dalla società griffata Red Bull.
Se Henrichs costa tanto, Max Aarons ancora di più. Il giovane (classe duemila) è la stella del pericolante Norwich che per cedere il suo gioiello chiede una cifra tra i venticinque e i trenta milioni (l'estate scorsa il Norwich ha detto no ai venti milioni offerti dal West Ham). A Trigoria il ragazzino inglese piace parecchio ma non c'è il cash per prenderlo a meno che il club inglese non decida di darlo in presto con un obbligo di riscatto piuttosto oneroso, diciamo non meno di venticinque milioni.
Infine Bereszynski. Che, ovviamente, volendo è sicuramente l'obiettivo più facile da centrare. Anche perché il ventinovenne esterno polacco è pronto a lasciare la Sampdoria (in qualche misura alla Roma ha già fatto sapere di essere felicissimo di un eventuale trasferimento a Trigoria). Però ha un contratto ancora lungo con la società ligure e quindi il cartellino bisogna pagarlo. La Samp chiede sei milioni, la Roma offre meno della metà. E in ogni caso il club giallorosso prima vuole aspettare di vedere se riesce a concretizzare qualche altra trattativa. In particolare Henrichs.