Gasperini: "Per Ferguson stagione finita, ma abbiamo i numeri per andare avanti"
L'allenatore giallorosso è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida di domani contro il Genoa, in programma alle 18 di domani
(GETTY IMAGES)
Alla vigilia di Genoa-Roma ha parlato in conferenza stampa Gian Piero Gasperini. Queste le sue dichiarazioni:
Partiamo dai tanti assenti: sei giocatori. Mancando quattro attaccanti, a parte Malen ci sarà bisogno di avanzare un centrocampista o Zaragoza può partire dal 1'?
"Il conteggio sarà sempre alto se continuiamo a contare Dovbyk e Ferguson. Dovbyk dopo l'intervento tornerà a fine aprile, non possiamo continuare a contarlo tra gli assenti, così come Ferguson, che probabilmente finirà la stagione così: verrà operato alla caviglia e non recupererà neanche per il finale. Quindi questi sono da depennare. In questo momento abbiamo fuori Dybala e Soulé, c'è Malen, c'è Vaz, c'è Venturino, abbiamo recuperato El Shaarawy e ruotiamo insieme a Pellegrini e Zaragoza. Abbiamo i numeri per giocare come abbiam fatto finora, anche perché a parte Soulé gli altri ci sono stati sempre poco".
Viste le strategie andate male per Dybala e Ferguson, c'è qualcosa che non sta funzionando a livello di comunicazione o con lo staff medico?
"Sarebbe presuntuoso da parte nostra parlare di medicina, è un argomento su cui non possiamo competere con chi è professionista da tempo. Vero è che quest'anno si sono dovuti confrontare con casi al limite: Ferguson si è presentato dopo un intervento lo scorso anno e grosse difficoltà iniziali a recuperare con le poche partite giocate l'anno scorso, ha avuto un ottimo periodo a dicembre e poi c'è stata la ricaduta. Ci sono stati i casi Angelino e Bailey, poi Dovbyk, ora Dybala... Indubbiamente sono casi non frequenti nel calcio perché poi non sono infortuni muscolari ma di tipi non frequenti nel calcio. Sicuramente è pesante, ma arrivati fin qui andiamo avanti coi migliori propositi".
C'è stata la cena con Totti. Lei ha parlato di un ruolo che vedrebbe adatto per lui, mentre si è sempre parlato di un suo ruolo come ambasciatore... lei invece ha parlato con Totti di un ruolo tecnico?
"Io non sono nelle condizioni di farlo, erano otto o nove mesi che ero a Roma e non lo avevo mai incontrato. Non è un argomento che ho tirato fuori io, ma ora da oltre un mese in conferenza mi parlate di Totti. C'era questo discorso della cena e ho detto "ma facciamola 'sta cena!", ma senza voler mettere in difficoltà nessuno. Si è trattato di una cena normalissima, indovinate di che si è parlato? Di calcio, perché di questo sappiamo parlare e devo dire che mi piace molto come ne parla lui, come tutti i grandi campioni ha angolazioni alte e dirette quando si parla di calciatori: questo sicuramente è molto piacevole per me che sono sempre incuriosito da chi ha capacità particolari".
Per la prima volta dal suo arrivo, Malen va incontro a tre partite in una settimana. Lei ha in mente una gestione particolare per lui? A che punto è la crescita di Vaz?
"Non si possono fare previsioni sulle partite, entriamo in una fase in cui sono tutte ravvicinate e importanti. Il campionato è importante, ma ora ci giochiamo l'opportunità di andare avanti in Europa League che è una competizione importantissima, e diventano fondamentali le prossime partite, che giocheremo in mezzo a un campionato che sta diventando decisivo partita per partita. Perciò fare calcoli non serve a niente, perché poi ti trovi in mezzo alle partite e cosa fai? Oltretutto abbiamo dei diffidati, speriamo non ci tocchino più altri infortuni. Veramente bisogna guardare di volta in volta quello che c'è, vedere se qualcuno recupera e può fare spezzoni. Ci sono giocatori che recuperano e stanno bene, altri che magari hanno bisogno di fare spezzoni. Bisogna utilizzare la rosa: Vaz è l'alternativa di Malen, abbiamo già parlato abbastanza di questo ragazzo. Chiaramente giocando in modo ravvicinato avremo bisogno di lui, di Arena, di tutti i ragazzi. Come, dove e quando lo vedremo poi".
Alla luce dei numerosi infortuni e del recupero di giocatori importanti per le altre squadre, come Vlahovic per la Juve o De Bruyne e Anguissa per il Napoli, questo le fa credere che la Roma - vantaggio in classifica a parte - possa essere leggermente dietro rispetto alle concorrenti o possa ancora essere all'altezza della corsa alla Champions? Quando pensa di riavere Angelino?
"Non lo so, anche questa è una situazione difficile da prevedere. Sicuramente sta meglio, sta acquisendo sempre più capacità allenandosi, poi però per le prestazioni non lo so, negli ultimi tempo è sicuramente migliorato ma ha avuto un periodo in cui era fermo completamente, vediamo. Sul resto, siamo lì. Gli infortuni li hanno avuti tutte le squadre, i nostri sono stati particolari perché poi io ho avuto 14-15 highlander con pochissimi infortuni, soprattutto di natura muscolare sono stati pochi e sempre brevi. Purtroppo ci sono state alcuni giocatori fuori tanti mesi, come Bailey o Dovbyk, perciò poi nelle tabelle sulle partite saltate il numero sembra lo stesso ma è concentrato in pochi giocatori. Però io continuo a guardare avanti, guardo alla partita di Genova di cui non abbiamo ancora parlato. CI sarà il Genoa, il Bologna, il Como, il Bologna di nuovo, il Lecce e poi la sosta: sono due settimane non decisive, e continuo a ripetervi che l'obiettivo è rimanere dentro adesso, poi ad aprile e poi a maggio, perché le cose si decidono a maggio, sperando di stare dentro. L'obiettivo ora è stare dentro il più possibile".
Nonostante la rimonta dopo la gara con la Juve lei ha insistito sul non abbattersi. La squadra l'ha seguita o c'è stato un contraccolpo psicologico? Avete analizzato la recente tendenza a subire le rimonte?
"Oltre a Napoli e Juve, non mi sembra ce ne siano state. Dipende sempre da come si guardano le cose: all'andata contro Napoli e Juve avevamo perso, ora abbiamo fatto due punti e magari potevamo farne di più, quello sì, e siamo usciti dispiaciuti perché quando prendi gol a 2' dalla fine pesa molto di più rispetto a quando come col Napoli lo prendi a 10' dalla fine. Poi puoi continuare a parlare di questo o iniziare a parlare di come sei andato sul 3-1, di che razza di prestazioni hai fatto... dipende sempre da cosa vuoi vedere".
Sapere ora che inizia un ciclo di partite ravvicinate può incidere sull'approccio a Genova o sulla sua gestione della rosa?
"Faccio veramente fatica. Domani giochiamo a Genova. Conosco bene quello stadio, pieno. Quella è una squadra che in casa va forte, spinta dal pubblico. Non dobbiamo fare altri pensieri, dobbiamo fare la nostra prestazione. Loro hanno 27 punti, noi 51. Questo vuol dire probabilmente che abbiamo fatto bene, ma è anche vero che se arrivi a determinate partite con certi mal di testa, certi pensieri, corri dei rischi. Dobbiamo arrivare forti alla gara, difficile come tutte quelle del nostro campionato. Dobbiamo guardare il loro 11 e i nostri, vedere come fare bene... Abbiam fatto tante trasferte quest'anno, ed è sempre una partita che vale tre punti".
Vedendo il girone di ritorno la Roma contro le stesse squadre rispetto all'andata ha fatto sei punti in più, ha fatto 1.87 gol di media rispetto all'1.16, subendo però anche di più. Ciò è una conseguenza del gioco che è cambiato? Hermoso come sta?
"Grazie, vuol dire che c'è qualcosa di buono! Ah, che bello! Lo vedi? Attacchiamoci alle cose belle anche! Sicuramente Malen pesa, e pesa molto bene, però non è che prima di lui le cose andassero malissimo. Sicuramente con lui abbiamo più potenzialità offensive, questo è l'altro mezzo bicchiere da vedere. Hermoso non ci sarà, vedremo la prossima settimana".
Si è spiegato il perché del calo con la Juventus? Cosa manca alla squadra?
"No dai... Io ho rivisto la partita, hanno tirato pochissimo anche dopo il 3-2, noi abbiamo avuto le nostre azioni e poi c'è stata una punizione a 2' dalla fine tirata dentro l'area, come ne ho viste tante in questo campionato. Se poi su quello si vuole giudicare tutta la gara, stop. Non riesco a ragionare in quell'ottica. Lo accetto, ma non ci riesco a giudicare da una punizione a quella distanza, scervellarci sul fallo se si poteva fare o no, ne avevamo fatti e subiti anche altri. C'era un avversaria, c'è stata la prestazione, ma rimanere ancorati a quell'episodio no, non ci riesco".
Come si sopperisce all'assenza di Wesley? Un giudizio su De Rossi?
"Eh, Daniele bene. Ha una squadra che gioca a calcio, che è convincente col proprio pubblico ed è un segnale positivo, quando la gente va allo stadio ed è soddisfatta è un bel segnale. Poi, giocano per obiettivi diversi ma stanno costruendo il loro traguardo, che è ancora tutto da decidere anche per loro. Sicuramente però sta facendo un lavoro molto buono. Wesley è squalificato, capita, abbiamo un paio di soluzioni, vediamo".
Rensch contro la Juve l'ha convinta? La sua valutazione su chi mettere in quella posizione cambia in base alla probabile assenza di Norton-Cuffy nel Genoa?
"Le soluzioni sono quelle. Lui ha fatto bene, arrivava da un periodo di poco impiego con un infortunio, un grosso ematoma che nelle ultime settimane gli ha impedito di allenarsi bene. Nel finale ha pagato un po' i crampi ma è normale quando non giochi da tempo, ma lui aveva già fatto prestazioni buone. Può giocare lui, Tsimikas, Celik o Ghilardi. Le soluzioni sono queste".
Contro la Juve la Roma è stata perfetta o quasi, per almeno 70'. Cristante è apparso un po' in calo, domani può riposare? Chi ha pagato a cena, lei o Totti?
"Nessuno dei due, mi sa (ride, ndr)! Cristante sta giocando tantissimo, ora che giocheremo più partite ravvicinate l'aspetto più complicato per tutti sarà capire quando uno ha più bisogno o meno di riposare. Però Cristante è indispensabile, faccio sempre molta fatica a rinunciarci perché nel gioco aereo è fondamentale, non abbiamo altri nei ruoli offensivi o di centrocampo che hanno questa abilità nel gioco aereo, oltre alla duttilità in tutto il resto. Però anche lui ogni tanto ha bisogno di riposare, e la sua è la zona in cui abbiamo più alternative valide".
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE