Edin ha detto sì. All'Inter. Ai due anni di contratto a cinque milioni più bonus che Marotta ha garantito al procuratore Lucci per convincere il bosniaco, a pochi giorni dal via della stagione, a vestirsi di nerazzurro. C'era un solo modo per la Roma di bloccare il trasferimento. Pareggiare l'offerta. In pratica un nuovo biennale, più o meno alle stesse cifre garantite dai nerazzurri. Non è successo. Non succederà. La stessa Roma, non più tardi di qualche settimana fa, a Lucci aveva detto che se avesse trovato una squadra intenzionata a prendere il giocatore e dargli quello che pretendeva, non si sarebbe opposta. Anche se c'è da aggiungere che pure Dzeko, non più tardi di qualche giorno fa, aveva dichiarato che in testa aveva solo la Roma. Evidentemente non era così. Del resto il bosniaco negli ultimi anni aveva chiesto di andare via non meno di tre volte (Chelsea, Juve, Inter). Poi in tutte le occasioni la situazione si era ricomposta. Stavolta non sarà così, anche se i precedenti consiglierebbero cautela.

La situazione è precipitata, si fa per dire, nel pomeriggio di sabato scorso. Cioè quando il cellulare di Edin è squillato e sul display lampeggiava il nome di Lucci. Il procuratore ha messo al corrente il giocatore di aver trovato un accordo biennale per il suo trasferimento. Dzeko ha metabolizzato e subito dopo è andato a parlare con Mourinho, chiedendogli di non essere utilizzato contro il Betis. Acconcentato. A quel punto, per il via libera, c'era solo da aspettare l'eventuale pareggio della Roma per l'offerta. La società ha risposto chiaro e tondo che non se ne parlava neppure. Semaforo verde. A questo punto, infatti, manca solo l'accordo tra le due società. Accordo che, pure in base alla promessa del club di lasciarlo andare per una cifra minima, non dovrebbe essere troppo complicato da trovare.

Il bosniaco pesa a bilancio meno di due milioni, è possibile che ci si accordi su questa cifra. A meno che la Roma, a fronte del super incasso che l'Inter materializzerà per la cessione di Lukaku al Chelsea, non decida di aumentare la richiesta. Facendo presente a Marotta che la partenza di Dzeko costringerà la società a tornare sul mercato. E che, visto l'incasso da 115 milioni, sarebbe il caso di pagare di più il cartellino di Edin. La cui partenza, oltre alle qualità del giocatore, presenta due controindicazioni: 1) i tempi dell'operazione che ora mettono il club in condizioni d'inferiorità in qualsiasi trattativa per un centravanti; 2) con la cessione all'Inter si andrà a risolvere un non piccolo problema a un club in evidenti difficoltà economiche.

Con l'ormai probabile addio a Dzeko, per Pinto si è materializzato pure il problema di trovare un centravanti. Ma non uno qualunque, un titolare. Diciamo subito che è è complesso fare pensieri in grande. Cioè Mauro Icardi. La moglie anche ieri, interpellata, ha risposto che non ci pensano nemmeno a lasciare Parigi. Oltretutto sotto la torre Eiffel l'argentino guadagna oltre nove milioni, cioè più di Dzeko. A meno che l'arrivo di Messi che ha pessimi rapporti con Maurito, non porti a una clamorosa svolta.

Con l'addio a Edin, la società per questa stagione risparmierà circa 14 milioni lordi. Sarà questo il cash con cui Pinto proverà a prendere l'erede del bosniaco. Per questa ragione è tornato subito a circolare il nome di Andrea Belotti. Il giocatore ha già respinto l'offerta di un prolungamento contrattuale dal Torino, vuole andare via e ha un contratto in scadenza nel 2022. Cairo per accontentarlo vuole almeno venti milioni, cifra su cui si può trattare. Quattordici milioni cash, il cartellino di un giocatore (Olsen? Darboe?) e bonus potrebbero essere sufficienti a chiudere. Gli altri nomi che in queste ore sono accostati alla Roma sono quelli di Isaak, Abraham e Vlahovic. Ma costano 35, 40 e 60 milioni. Complicato trovarli. In alternativa il nome da tener presente è quello dell'iraniano dello Zenit Azmoun, 26 anni, contratto in scadenza nel 2022, costo del cartellino intorno a venti milioni. È il giocatore, peraltro, indicato da Mourinho. Ah già, lo Special One. Sarà interessante, quando tornerà a parlare, conoscere il suo pensiero su Dzeko.