«Vi aspetto fino a lunedì». Gli svizzeri, è notorio, non scherzano quando fissano un appuntamento. Granit Xhaka non ha fatto eccezione. Dando un seguito concreto alle sue parole che, qualche giorno fa, recapitò alla Roma a proposito del suo futuro. Come? Firmando, almeno così garantiscono a Londra e non solo, il prolungamento e adeguamento contrattuale che gli era stato proposto dall'Arsenal, il club che, come ha scritto lo stess giocatore, è casa sua. L'ufficialità non è stata ancora data, ma tutto fa ritenere che il giocatore che tanto avrebbe volto Mou, sia ormai definitivamente tramontato come obiettivo di Pinto. Del resto negli ultimi giorni, da quando cioè trapelò l'offerta dell'Arsenal per un nuovo contratto con scadenza giugno 2025, le possibilità di vederlo vestito con la maglia giallorossa, sono precipitate ora dopo ora. Non sarà lui, a meno di clamorose sorprese che peraltro nel mercato non sono mai da escludere, il giocatore che lo Special One ha chiesto per sistemare il centrocampo.

La Roma, oltretutto, negli ultimi giorni non ha fatto altro che ribadire come non avrebbe mai rilanciato sull'offerta da sedici milioni che aveva presentato all'Arsenal oltre un mese fa. Innanzitutto perché le richieste del club londinese venivano considerate «non congrue», ma anche perchè in questo momento le casse romaniste urlano che c'è bisogno di fare qualche cessione prima di poter tornare sul mercato anche nella veste di acquirenti. Anzi, la Roma negli ultimi giorni è andata anche oltre, facendo sapere a più di qualche procuratore, che il mercato in entrata deve considerarsi chiuso. Difficile da credere, il centrocampista Mourinho lo vuole, siamo convinti che arriverà. Con un identikit diverso però da quello di Xhaka. Cioè giovane, di prospettiva, in grado di garantire regia ed interdizione per un investimento che poi, magari tra qualche anno, potrebbe anche rendere cash.

Chi, allora? A dar retta all'identikit tracciato dalla dirigenza giallorossa, il primo nome (e al momento unico, al di là del fiorire di ipotesi più con i contorni della deduzione che della notizia) che viene in mente, è quello dell'olandese Teun Koopmeiners, classe 1998, cartellino di proprietà dell'Az, contratto in scadenza nel duemilaventitrè, nazionale orange, la passata stagione protagonista di un grande campionato, un Europeo vissuto quasi sempre da spettatore. Se non altro, il nome dell'olandese sta in piedi perché, un paio di mesi fa, la Roma effettivamente si interessò al giocatore, al punto, come ricorderete, che lo stesso Koopmeiners, un po' ingenuamente, rivelò l'interessamento del club giallorosso. Il ragazzo che certo non si nasconde dietro le parole, si è ripetuto pure un paio di giorni fa, dichiarando (alle sue pretendenti) di fare in fretta per acquistarlo. Abbiamo parlato di pretendenti perché oltre alla Roma, per l'olandese c'è il concreto interessamento di un'Atalanta che sta per incassare una cinquantina di milioni per la cessione di Romero al Tottenham e (probabilmente) quasi altrettanto per Zapata che andrebbe all'Inter nell'ambito di un'operazione che porterebbe Lukaku al Chelsea e il giovane Abraham alla corte di Gasperini.

Ecco, sono quelle parole, fate in fretta, che in questo momento rappresentano un problema per la Roma. Perché, come detto, per tornare sul mercato come acquirente, il club giallorosso ha bisogno (così garantiscono dal Portogallo) di incassare da qualche cessione. Cosa che al momento non pare una passeggiata di salute.

A meno che el senor Monchi non faccia la prima (o quasi) cosa da romanista. Cioè acquistare Alessandro Florenzi. Il Siviglia, garantisce el senor, è sul serio interessato al cartellino del campione d'Europa che la Roma ha lasciato a Trigoria perché ha deciso di venderlo. Solo che, rigarantisce el senor, prima di potersi mettere al tavolo della trattativa con la Roma, pure lui, guarda un po', ha la necessità di vendere per incassare. Insomma è un circolo vizioso che si potrà sbloccare solo quando un club farà il primo passo, cioè immettere nel mercato liquidità.

Pinto, ovviamente, non sta lavorando soltanto sulla cessione di Florenzi. In ballo c'è anche quella di Robin Olsen che è stato richiesto da Lille, Rennes e West Ham ma, a eccezione del club inglese, le altre due società chiedono che la Roma partecipi all'ingaggio dello svedese. E a queste condizioni i Friedkin, che su queste cose sono molto rigidi, hanno detto che non se ne parla. Il terzo che potrebbe partire è Pedro che la Roma vorrebbe che rimanesse in Italia per il risparmio garantito dal decreto crescita. Ecco perché, soprattutto dopo l'arrivo di Shomurodov, va sempre tenuta in piedi la pista che porta al Genoa.