Salita in campionato, discesa in Champions. Le montagne russe sulle quali viaggia la Roma in questa prima parte di stagione somigliano tanto a un'appendice di quella passata. Il ruolino di marcia casalingo è indicativo in questo senso. All'Olimpico rullo compressore in campo europeo, balbettante quando la gara ha valore esclusivamente entro i confini.
Adesso però la testa torna sulla Serie A. Il cui calendario propone per domenica prossima una di quelle sfide da far tremare i polsi e - si spera - da gustare dall'inizio alla fine, magari con un risultato sulla falsariga degli ultimi. Il teatro sarà quello del San Paolo, dove negli ultimi due anni Dzeko e compagni hanno conquistato la ribalta a suon di gol e vittorie. Il bosniaco è stato grande protagonista con quattro reti delle sette realizzate nelle due sfide. Questa volta di fronte non ci sarà Sarri, ma una vecchia conoscenza dei romanisti: quel Carletto Ancelotti che sta confermando doti da allenatore di alto livello anche a Napoli.

Rispetto alla precedente stagione però anche la Roma ha invertito un trend: quello che la vedeva spesso trionfatrice in trasferta. Tanto da permetterle di conseguire un record assoluto per l'Italia: quello delle vittorie consecutive lontano da casa, dodici a cavallo delle ultime due stagioni. Una serie durata nove mesi, che ha in parte bilanciato le difficoltà incontrate all'Olimpico durante la gestione Di Francesco.
Probabilmente l'esasperazione tattica del campionato italiano sottrae quegli sbocchi che invece in coppa sembrano aprirsi più o meno in ogni partita, permettendo ai giallorossi di sviluppare il proprio gioco. L'esempio più eclatante è l'azione da cui è scaturita la rete del vantaggio contro il Cska: 29 passaggi consecutivi, iniziati con una fitta rete a centrocampo e conclusi con l'improvvisa accelerazione nei pressi dell'area, quando il triangolo fra El Shaarawy e Pellegrini ha portato Dzeko al più comodo degli appoggi in rete, a pochi passi dalla porta ormai sguarnita.
Si riparte da Capitan De Rossi, di nuovo in campo in Champions dopo lo stop forzato per il pestone rimediato a Empoli. La sua presenza ha ridato equilibrio e fiducia al centrocampo, dove lo stesso Nzonzi sembra trovare sempre nuova linfa quando può disporre al suo fianco del numero 16. Fatti i debiti scongiuri, saranno loro a comporre la cerniera davanti alla difesa che si opporrà agli omologhi azzurri. Anche se Santon dimostra ogni volta che viene chiamato in causa di essere stato un ottimo acquisto (a dispetto dei pregiudizi che hanno accompagnato il suo arrivo nella Capitale), è molto probabile il rientro di Kolarov sulla corsia mancina. Col Cska è stato mandato in campo nel finale: prove generali in vista del ritorno da titolare. L'ex interista potrebbe essere nuovamente dirottato a destra, con Florenzi più avanzato. Anche se le attuali (ottime) condizioni di Ünder inducono a più di un dubbio. Da verificare le condizioni di Kluivert, dopo il risentimento muscolare pre-Champions.