Dovevano essere trenta, saranno ventinove. Colpa di quel maledetto problema alla coscia che ha impedito a Lorenzo Pellegrini di far parte della spedizione azzurra a Euro 2020 e diventare il trentesimo romanista della storia a partecipare ad almeno un'edizione di un Europeo. Avrebbero potuto essere anche di più, se il commissario tecnico Mancini avesse confermato tra i 26 convocati il difensore che porta il suo stesso cognome ma che di nome fa Gianluca e non Roberto. Ma tant'è. Ventinove calciatori hanno rappresentato (e rappresenteranno, nell'edizione che si appresta a cominciare) i colori giallorossi all'Europeo.

In principio fu Benetti

La tradizione dei romanisti agli Europei inizia piuttosto tardi rispetto alla nascita della competizione: la prima presenza in campo di un giocatore della Roma risale al 1980. Quell'anno gli Europei si giocano in Italia, e nella Nazionale di Bearzot sono due i convocati giallorossi: Romeo Benetti e Roberto Pruzzo. Se il Bomber osserverà i compagni dalla panchina per l'intera durata del torneo (che si concluderà nella finalina per il 3° e il 4° posto persa dagli azzurri contro la Cecoslovacchia), Romeo Benetti esordisce nella prima partita contro la Spagna a San Siro (0-0) sostituendo Cabrini al 56'. Quattro anni più tardi, complice la mancata qualificazione agli Europei di Francia da parte dell'Italia campione del mondo in carica, la Roma non ha nessuno dei suoi a rappresentarla al torneo.

Rudi il primo goleador

La musica cambia nel 1988. Nel torneo organizzato dalla Germania Ovest tornano i romanisti: ci sono il Principe Giannini, perno dell'Italia di Vicini, e Rudi Voeller, bomber della nazionale padrona di casa. In quell'edizione proprio il Tedesco Volante scrive un'altra pagina di Roma agli Europei: grazie alla doppietta siglata nel 2-0 alla Spagna diventa il primo romanista ad andare in gol nella manifestazione. Voeller porta il nome di Roma in Europa anche nell'edizione successiva, quella del 1992, e insieme a lui c'è il compagno di squadra e di nazionale Thomas Haessler. Come nel 1984, l'Italia manca ancora una volta l'appuntamento con la qualificazione al torneo: per rivedere un azzurro romanista agli Europei bisogna aspettare il 1996, quando Amedeo Carboni viene convocato da Sacchi per il torneo organizzato dall'Inghilterra.

Il boom dal 2000 in poi

Con il passaggio del millennio e la consacrazione della Roma di Sensi e Capello tra le big del calcio italiano, cresce il numero dei rappresentanti romanisti agli Europei. In Belgio e Olanda sono ben cinque i giallorossi, di cui quattro italiani: con Antonioli, Delvecchio, Totti e Montella c'è anche il francese Candela, che quell'Europeo lo vince battendo in finale proprio gli azzurri di Zoff, passati illusoriamente in vantaggio con la rete di Delvecchio, che quella sera diventa il primo romanista a segnare nella finale di un Europeo.

Quattro anni più tardi in Portogallo la Nazionale è tra le favorite alla vittoria finale e può vantare ancora una volta un buon numero di romanisti: oltre a Totti, Lippi convoca Panucci e Cassano. Complici prestazioni deludenti e il famigerato "biscotto" all'ultima giornata tra Svezia e Danimarca, gli azzurri escono ai gironi: chi invece va avanti è la Grecia di Dellas, che arriva in finale e vince addirittura il torneo battendo il Portogallo padrone di casa. In quell'edizione fa la sua comparsa anche Olivier Dacourt nella rosa della Francia.

Nel 2008 la Roma ha quattro rappresentanti agli Europei di Austria e Svizzera, tutti italiani: Panucci, Perrotta, Aquilani e De Rossi, che nella sfida degli ottavi di finale contro la Francia firma su punizione il definitivo 2-0. Qualificati ai quarti, gli azzurri di Donadoni perdono ai rigori contro i futuri campioni della Spagna. Nell'edizione successiva, in Polonia, sono ancora quattro i romanisti, ma solo De Rossi e Borini nell'Italia. Gli altri sono Stekelenburg e Kjaer, che rappresentano i colori di Olanda e Danimarca. Per gli azzurri la cavalcata è da incorniciare, ma l'avventura si interrompe bruscamente in finale, dove l'ancora una volta fatale Spagna si impone 4-0. Arriviamo così a Francia 2016, l'ultima edizione disputata nonché quella con la maggior partecipazione di romanisti di sempre: sono 7 i giallorossi presenti all'Europeo, e solo l'infortunio al crociato patito in ritiro con la nazionale impedisce a Ruediger di essere l'ottavo. Oltre agli italiani Florenzi, El Shaarawy e De Rossi (che diventa il romanista con più partecipazioni agli Europei, 3), ci sono Nainggolan (Belgio), Digne (Francia), Gyomber (Slovacchia) e Szczesny (Polonia).

Bryan e Leonardo: adesso tocca a voi.