Lo sfogo di Pallotta. I ritardi a una riunione tecnica. La presenza a tutto tondo di Monchi (in sala stampa, all'allenamento) nella giornata di ieri, vigilia delicatissima di una partita di Champions quasi da dentro o fuori. Della serie, non c'è pace per la Roma che, poi, perdendo, ci mette del suo per alimentare voci, chiacchiere, polemiche, veleni e pure bugie. E allora partiamo dal presidente che, dall'altra parte dell'Atlantico, è tornato a farsi sentire.

L'ira di Pallotta

Stavolta ha anticipato tutti. Forte della certezza che il suo whatsapp altrimenti sarebbe stato tempestato di messaggini. L'antefatto: nei giorni scorsi da qualche microfono con cui magari a breve ci si rivedrà in tribunale e su qualche quotidiano, si è parlato di ritiro richiesto e poi bocciato, di interventi di Franco Baldini (presente a Boston in occasione del recente vertice ma solo per formalizzare definitivamente le sue dimissioni), di un possibile cambio sulla panchina giallorossa e un'altra serie di amenità varie. Il presidente, visto che molte di queste cose lo vedevano coinvolto in prima persona, ha retto per ventiquattro ore, poi è sbottato. Utilizzando l'account twitter in lingua inglese del club. Mister president in particolare ha negato di aver discusso con gli altri dirigenti del futuro di Eusebio Di Francesco. E c'è andato giù pesante come del resto è sempre stato il suo stile: «Contrariamente a certi articoli dei giornali italiani, non ho parlato con Franco Baldini, Monchi, Baldissoni o Zecca dopo la partita dell'allenatore e tutti i giornalisti che riportano queste conversazioni immaginarie stanno semplicemente dicendo cazzate». Ecco, appunto, giusto per non rischiare di non farsi capire. Noi non possiamo che registrare lo sfogo di mister president. Non che non abbia parlato con i suoi dirigenti, con qualcuno lo avrà fatto, ma evidentemente la questione Di Francesco non è stata al centro di quelle discussioni.

Riunioni e ritardi

Ieri Di Francesco durante la conferenza, è tornato a parlare di alcune cose che non gli sono piaciute nella settimana prima della Spal. Cose che ai tempi di Spalletti sarebbero state definite comportamenti. Ecco, alla riunione tecnica in preparazione della gara, ci sono stati tre giocatori che si sono presentati con qualche minuto di ritardo. I tre sono Luca Pellegrini, Zaniolo, Ünder. La cosa non ha fatto piacere, ma da Di Francesco stesso non è stata ritenuta minimamente influente sulla prestazione e dalla società un peccato di gioventù. In ogni caso, certi peccati meglio evitarli