Il rischio c'è. Quello di una Roma che nella prossima stagione non abbia il main sponsor sulla maglia. Che, nelle ultime stagioni, sono state le linee aeree del Qatar, a fronte di un costo di circa tredici milioni di euro all'anno, cifra che non è certo trascurabile, soprattutto in questo momento in cui, faticosamente e lentamente, il mondo sta provando a rialzarsi dopo lo tsunami della pandemia.

Il contratto in corso è in scadenza il prossimo trenta giugno. Le parti già da qualche mese hanno affrontato la questione di un possibile prolungamento. Avendo anche, soprattutto la Roma, la consapevolezza di come tutte le aziende stiano attraversando un periodo di difficoltà, ancora di più se si tratta di un'azienda come una linea aerea inevitabilmente penalizzata dall'azzeramento o quasi del turismo da oltre un anno. Anche per questo l'offerta del club giallorosso, è stata quella di limitarsi a un rinnovo annuale con un'opzione per una seconda stagione, il tutto per un costo inferiore al precedente, ovvero una decina di milioni ogni dodici mesi. Le parti si sono lasciate su queste basi qualche settimana fa. Con Qatar che ha spiegato che avrebbe sicuramente fatto conoscere la sua risposta. Ecco, la risposta non è ancora arrivata. E questo silenzio, con il passare dei giorni, all'interno del club giallorosso ha fatto aumentare il pessimismo a proposito di una possibile fumata nera. In alternativa ci sarebbero altri due marchi interessati, ma considerando tutte le questioni da risolvere per un contratto da main sponsor, il tempo ormai è scaduto. E quindi aumenta il rischio che almeno all'inizio della stagione la Roma non abbia il main sponsor.

Cosa che nella Roma non fa piacere a nessuno. A partire dai Friedkin che, anche per le questioni legate agli sponsor, vogliono essere messi al corrente di tutto volendo comunque avere, come è giusto che sia, la parola finale.

Ai Friedkin è stato fatto anche presente come alcune società del nostro campionato, abbiano nella casa madre il main sponsor. Per esempio la Juventus con Jeep, il Sassuolo con Mapei, l'Inter con la Pirelli ma anche con una serie di sponsor cinesi (almeno fino a quando Suning ha avuto mano libera sulle vicende societarie nerazzurre). I proprietari americani hanno metabolizzato il suggerimento, facendo però capire che il marchio Toyota (di cui sono esclusivisti in cinque stati americani con oltre centocinquanta concessionarie) per ora è preferibile lasciarlo fuori dalla Roma. E anche per questo è stato assai più semplice trovare un nuovo accordo con Hyunday (le firme devono essere messe in questi giorni) come back sponsor. Il nuovo contratto prevede un anno più uno, a cifre inferiori (tre milioni e mezzo) rispetto a quelle precedenti.