Se mai vi servisse qualcuno per parlare di portieri e dintorni, mettiamo a disposizione il numero di Roberto Negrisolo. Sempre che ci dia il permesso. Ma se lo conosciamo un po', non crediamo che per lui sarebbe un problema. Perché per Roberto Negrisolo, l'inventore del mestiere di preparatore dei portieri, il maestro di Marco Savorani attuale preparatore della prima squadra giallorossa, parlare di portieri e calcio è una passione naturale. E infatti quando qualcuno gli telefona per farci una chiacchierata, il problema da risolvere è solo come riagganciare il telefono.

Roberto, come potrai immaginare, il motivo della telefonata è Robin Olsen.
«Non ne capisco il motivo».

Sai, all'inizio non è che sia stato accolto con il tappeto rosso.
«Olsen ha un solo problema».

Quindi un problema ce l'ha.
«Sì, ma sta a Liverpool».

Facile dire Alisson.
«Sì, ma difficile, molto difficile raccoglierne l'eredità. Il brasiliano è un fenomeno naturale che, oltretutto, qui a Roma è migliorato sotto tutti i punti di vista. Grazie al lavoro di Marco Savorani».

Quindi cosa dovrebbe fare Olsen?
«Cosa dovremmo fare tutti. Cioè non fare mai raffronti con il brasiliano, sono inutili e dannosi. E poi Olsen non è che sia arrivato qui da perfetto sconosciuto».

Che vuoi dire?
«La Roma ha comprato il portiere titolare della Svezia che è una buonissima nazionale espressione di una scuola calcistica importante».

Certo quando è arrivato è sembrato non dare sicurezza alla linea dei difensori.
«Erano abituati bene. Ci vuole tempo per conoscersi, ma le cose stanno migliorando, ora dà indicazioni ai compagni di reparto, segno che sta imparando l'italiano, elemento fondamentale».

Può avvicinarsi ad Alisson?
«A ridaje con Alisson. Il brasiliano è un fenomeno».

Allora dove deve migliorare lo svedese?
«Devo dire che finora non l'ho mai visto in un allenamento, elemento importante per capire. Per quello che ho visto, però, ha un difetto di postura».

Cioè?
«Quando si posiziona, lui allarga troppo le gambe. Così non va bene, perché la conseguenza è che in certe situazioni corre il rischio di cadere all'indietro. Ma da quello che vedo è già migliorato rispetto all'inizio della stagione».

Ma che miglioramenti danno le gambe più strette?
«Sostanziali. Soprattutto se lo svedese sta basso sulle gambe. Quello delle gambe larghe è un problema dei portieri molto alti, Donnarumma ce lo ha da sempre e in lui finora non ho visti miglioramenti».

Gambe strette e postura in basso, quali altri miglioramenti garantiscono?
«Che invece che stare con le spalle indietro, le ha in avanti e questo dà grandissimi vantaggi. Savorani su questo sta facendo un lavoro eccellente».

Che cosa ti piace di Olsen?
«Che ascolta e apprende mettendolo poi in pratica. E poi è un portiere che non fa scene tipo quelle di alcuni portieri che quando prendono gol se la prendono con tutti. È un ragazzo serio, sono sicuro che ci stupirà».

Con i piedi però non è che dia tutta questa sicurezza...
«Sono stufo di sentire parlare di un portiere in base alle sue capacità con i piedi...».

Sì, però Alisson era un fenomeno...
«Basta con Alisson, peraltro la risposta è nella domanda, il brasiliano è un fenomeno che qui a Roma è diventato ancora più fenomeno. Punto».

Dicevamo del gioco con i piedi di un portiere.
«Un estremo difensore deve parare. Con i piedi si deve limitare a fare le cose semplici e, quando serve, buttare il pallone fuori dal campo. Giocare con i piedi per un portiere è soltanto un falso problema, anche se adesso un po' tutti giocano con il loro numero uno».

Lo svedese, alla sua età, che margini di miglioramento può avere?
«Importanti. Lui come minimo ha altri dieci anni di carriera. Un portiere per maturare definitivamente ha bisogno di più tempo. E poi ora nella sua carriera ha trovato un preparatore dei portieri come Marco Savorani».

È lui la chiave del rendimento migliorato?
«È una chiave fondamentale. Oggi lo è per Olsen, nel recente passato avete visto che tipo di straordinario lavoro ha fatto con Szcezeny e Alisson. Savorani è una fortuna per un portiere».

Secondo te sta lavorando anche sul posizionamento tra i pali dello svedese?
«Certo. È un aspetto che va sempre curato e migliorato».

Eppure a noi Olsen qualche volta ci ha lasciato perplessi quando lo abbiamo visto buttarsi su palloni che stavano uscendo dalla porta.
«Meglio un tuffo in più che uno in meno. Guardate Reina, per esempio, a Napoli ha preso tanti gol senza neppure buttarsi».

Il fatto che Olsen non abbia concorrenza nella Roma per la maglia da titolare può essere un limiti per la sua crescita?
«Assolutamente no. E poi ho l'impressione che presto potrà avercela la concorrenza».

Nella Svezia?
«No, nella Roma».

Monchi ti ha detto che acquisterà un altro portiere oppure a chi ti riferisci?
«A due ragazzi che possono diventare ottimi portieri».

Considerando che Mirante non può essere considerato un ragazzo, oltre a Fuzato a chi dobbiamo pensare?
«A Cardinali della Primavera. Questo è un ragazzo che ha solo bisogno di lavorare e giocare. E fare anche errori dai quali un portiere intelligente può soltanto imparare».