La Petriana è la prima squadra di calcio in cui ha giocato l'esterno giallorosso Riccardo Calafiori. Ai microfoni di Tuttomercatoweb il presidente di quella società Stefano Settimi, che c'era anche all'arrivo di Calafiori, ha detto la sua sul futuro dell'esterno. Ecco alcune delle sue dichiarazioni.

Presidente, se le dico Riccardo Calafiori cosa mi risponde?
"Riccardo Calafiori è stato da noi in Petriana dal 2008 al 2010. Quelli sono anni veramente importanti per la formazione calcistica di un bambino. Proprio in quel periodo ha vinto il Galeazzi, un torneo prestigioso nel panorama sportivo laziale. A quel tempo il suo allenatore era Francesco Castagnino, una persona dai grandissimi valori, che purtroppo a settembre dello scorso anno ci ha lasciato. Riccardo è rimasto nel cuore di chi ha avuto il piacere di conoscerlo, soprattutto per la sua disponibilità. So che è ancora in contatto con un nostro ragazzo, Nicola Carpineti, attuale capitano della formazione Juniores".

Numeri d'alta scuola e colpi fuori dalla media: ci racconta il suo trasferimento alla Roma a soli 9 anni?
"La Roma decise di puntare fin da subito su di lui, prendendolo all'età di appena 9 anni e bruciando così sul tempo altre società che lo seguivano da tempo. Un campione come Bruno Conti aveva già capito a quell'epoca le sue potenzialità, decidendo di farlo crescere proprio nelle giovanili della Roma".

L'ha sorpresa vederlo bruciare le tappe anche tra i professionisti?
"Nient'affatto, non mi ha sorpreso il suo exploit con la prima squadra. Bisogna fare i complimenti non solo al ragazzo ma anche alla sua famiglia, che lo ha supportato e lo ha fatto crescere con dei valori che hanno permesso a Riccardo di raggiungere i professionisti senza smarrire la retta via nel corso degli anni".

Quale futuro si immagina oggi per Riccardo Calafiori?
"Sono convinto che Riccardo raggiungerà la Nazionale perché se lo merita, perché è un giovane che ha delle qualità importanti. Potrà essere e forse già è un esempio per tutti i ragazzi che inseguono il sogno di diventare calciatori professionisti. Questo dimostra che, anche partendo da piccole società come la Petriana, si può arrivare a giocare nei professionisti. L'importante è crescere in un ambiente sano dal punto di vista dei valori. Poi, se i ragazzi hanno delle doti, le grandi società non faticheranno certo a trovarli... Altra cosa molto importante è restare con i piedi per terra, lavorare e impegnarsi sempre, anche quando può sembrare di essere arrivati. Mi permetto di dire che un ruolo fondamentale lo svolgiamo noi genitori. Lo sbaglio più grande è infatti quello di vedere nei figli dei campioni già fatti, non pensare al loro divertimento e iniziare la girandola di società".

Baluardo dell'Italia, dunque. E anche della Roma?
"Io sono convinto che Riccardo diventerà una bandiera della Roma e chissà, magari un giorno, anche il futuro capitano... Il benessere dei ragazzi è la una colonna portante della filosofia in Petriana. Quale miglior biglietto da visita che poter dimostrare di avere atleti contenti e sereni? I ragazzi si devono poter divertire anche avendo l'aspettativa di diventare in futuro come Riccardo, ma al contempo senza avere l'assillo di dover ottenere i risultati a tutti i costi. Permettetemi infine un'ultima osservazione".