Tutto sabato, quando all'Olimpico andrà in scena il derby. Dalla stracittadina dipenderà il destino della squadra di Fonseca: la sconfitta subita a San Siro ad opera dei campioni d'Italia complica il cammino della Roma per cercare di rimanere agganciata a quel poco d'Europa che resta, leggasi la Conference League. Un 3-1 che la squadra di Conte ha inflitto a una Roma certamente non inerme ma che ha continuato a rispecchiare se stessa nell'andamento discontinuo di questa stagione: occasioni sprecate ed errori difensivi i ritornelli della serata del Meazza. Qualcosa che la squadra dovrà cancellare in fretta e soprattutto non dovrà ripetere sabato sera quando si troverà di fronte gli undici di Simone Inzaghi. Una squadra che per il modo di giocare ricalca molto l'Inter e che ha già fatto male agli uomini di Fonseca. Non solo nella gara di gennaio, persa malamente per 3-0, ma anche nella passata stagione, anche se con l'attenuante della seconda partita italiana dell'allenatore portoghese nato in Mozambico. Dei tre derby fin qui giocati con Fonseca in panchina la Roma avrebbe meritato di vincere solo quello di gennaio di 2020, quando invece finì 1-1 con i gol di Dzeko e Acerbi (con disastro difensivo targato Santon-Pau Lopez).

Ora il derby vale l'Europa, perché la Roma, che non ha approfittato della sconfitta interna del Sassuolo contro la Juventus, è fondamentale tenere a distanza dal settimo posto i neroverdi di De Zerbi, che distano solo due lunghezze.

Roma e Lazio arrivano al derby in maniera praticamente opposta. La Lazio non vuole frenare la corsa verso la Champions, che sebbene sia difficilissima viste le concorrente davanti e le distanze di punti, non è aritmeticamente impossibile, considerando che la squadra di Inzaghi dovrà recuperare la partita con il Torino in casa, saltata il 2 marzo per il focolaio Covid che colpì i granata, proprio tra la sfida con la Roma e l'ultima giornata di campionato. La squadra giallorossa, invece, si tiene ormai in piedi per inerzia, ma la società è stata chiara: vuole l'Europa. I tifosi lo sono stati ancor di più nel confronto avuto a Trigoria con i big dello spogliatoio: vogliono la dignità. Che in parte è stata salvata a Milano, ma non è bastato a fare risultato contro la big Inter. Ne resta una, poi ci sarà lo Spezia all'ultima giornata. Ne resta una, che si giocherà quando il Sassuolo sarà impegnato a Parma (sconfitto ieri all'ultimo secondo proprio dalla Lazio) già retrocesso. Essendo avanti in classifica rispetto ai neroverdi la Roma è padrona del suo destino, con due vittorie sarebbe Conference League automatica. Potrebbero bastarne anche meno se il Sassuolo non vincesse entrambe le partite (all'ultima De Zerbi sfida proprio la Lazio) e poi, calcolatrice alla mano, perché in caso parità di punti conteranno gli scontri diretti, che in perfetta parità (non contano i gol in trasferta negli scontri diretti). Quindi il criterio prenderà in considerazione la differenza reti generale e al momento la Roma è a + 4 sul Sassuolo. In caso di parità di differenza reti passerà chi ha segnato di più (al momento, la Roma). Per questo sabato sera si avranno le idee molto più chiare, al di là del valore intrinseco di un derby.