Sessantasette minuti destinati a proseguire. Ebrima Darboe ha fatto centro nella prima settimana di maggio, giorni che difficilmente potrà mai dimenticare. A partire da quei sette minuti a Genova nel finale della gara contro la Sampdoria, l'ennesima storta nella stagione romanista, eppure parzialmente raddrizzata dall'esordio assoluto fra i professionisti di questo ragazzo arrivato dal Gambia fra le mille peripezie che ormai conoscono tutti. Un sorriso - il suo - che si è automaticamente esteso alle labbra di tanti tifosi, nella speranza di vedere affermarsi nel grande calcio un altro prodotto di quell'inesauribile fucina di talenti che è la Primavera giallorossa. Con tutto il surplus di emozioni che la sua storia di rifugiato evoca.

Proprio quello status così ingombrante può paradossalmente aver contribuito alla sua crescita calcistica. Le lungaggini burocratiche necessarie a tesseramenti di quel genere mentre lo hanno costretto a non giocare per un anno e mezzo con i ragazzi di Alberto De Rossi, lo hanno però portato spesso ad allenarsi con la prima squadra. Negli immediati pre o post partita della Primavera e nei giorni di gara, gli è capitato in diverse occasioni di essere aggregato al gruppo dei più grandi. E nel secondo debutto, quello in Europa League che ha impressionato tutti per la personalità con cui Darboe si è presentato al cospetto del Manchester United, è sembrato davvero un giocatore abituato a calcare palcoscenici di livello internazionale. Nessun timore reverenziale di fronte a giocatori del calibro di Pogba, van de Beek, Fred, Bruno Fernandes, che ha sfidato a viso aperto, forte di una tecnica individuale notevole e di una discreta grinta che ha fatto passare in secondo piano il fisico ancora esile.

Quell'ora disputata nella semifinale europea ha strabiliato gli osservatori e convinto i compagni che il pallone potesse essere affidato a quel ragazzino in grado di andar via agli avversari fra finte, dribbling e tocchi di fino. Prestazione da applausi a scena aperta la sua giovedì scorso, tanto importante da convincere Fonseca ad affidarsi nuovamente a lui. E fin dal primo minuto, come annunciato nella rituale conferenza di vigilia. Complice l'infinita emergenza infortuni, contro il Crotone la manovra in mezzo al campo passerà nuovamente dall'estro di Ebrima, probabilmente schierato al fianco di Cristante per sopperire a quel deficit di fisicità che (ancora) non è stato colmato. Ma l'importante per Darboe sarà l'ingresso in campo da titolare. A coronamento di una settimana da sogno.