Normalità. Questo è uno dei messaggi che dall'11 giugno del 2019, quando è stato annunciato il suo ingaggio da parte della società giallorossa, Paulo Fonseca ha voluto far passare maggiormente a Roma. Equilibrio e normalità. Gli stessi che ha cercato di mantenere anche ieri, nella sua prima conferenza stampa da separato ufficialmente dal club di Trigoria. Di poche parole, come nelle ultime esternazioni nella sala conferenze a Trigoria, vuoi perché le restrizioni dovute al Covid hanno impoverito i contenuti delle chiacchierate dei tecnici prima delle partite, vuoi perché, forse, era già stato detto tutto prima di ieri, per non dire da qualche settimana. La sua Roma, quella che aveva un'identità coraggiosa, capace di giocare soprattutto nella metà campo avversaria, arrivando spesso al tiro (mancando magari di efficacia negli ultimi 16 metri e nelle scelte, ma arrivandoci), non c'è già più da un pezzo. L'ha tenuta in piedi - anche se non è proprio l'espressione adatta, visti i tanti infortuni con cui ha dovuto fare i conti Fonseca - solo l'ambizione di poter sognare una finale europea dopo trent'anni. A Manchester è di fatto finito il sogno e i romanisti si sono risvegliati tutti sudati. Oggi l'ultimo atto, che al di là delle dichiarazioni di rito all'insegna del "nel calcio tutto è possibile", sa di partita dell'onore e poco altro. Tutto è stato già detto, deciso, un po' come stasera in coppa contro lo United, compreso chi sarà il prossimo allenatore che siederà sulla panchina della Roma. Un nome imponente, quello del connazionale José Mourinho, per sostituire l'allenatore che ha portato i giallorossi in semifinale di Europa League. Un nome e un personaggio che, viste le tempistiche degli annunci, ha un po' offuscato la notizia dell'addio di Paulo Fonseca alla squadra giallorossa. Chissà, forse per Paulo, che - e gli è stato anche rimproverato come se fosse un peccato - non si lascia quasi mai andare a esternare le emozioni, sarà anche meglio così. Certo è che come ha ammesso lo stesso tecnico proprio ieri le strada da percorrere non poteva più essere la stessa tra lui e la Roma. Stasera sarà la prima partita da "ex allenatore". E accadrà, fatalmente, in una partita di coppa, dove, risultati alla mano, Fonseca ha fatto vedere le cose migliori con la Roma. È stato un tecnico "europeo", si è detto, seppure nella seconda competizione continentale. La stessa dove simbolicamente è iniziata la sua discesa, quando dopo il Siviglia, in agosto, nel giorno in cui i Friedkin presero il club, si ruppe il giocattolo nella scorsa stagione.